17Dic
2007
citta_presidenti

La città dei presidenti

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

Vi presento la Città dei Presidenti: l’esasperazione democratica, di una Città che subì una feroce dittatura.

Nella Città dei Presidenti ognuno ha la sua propria presidenza da onorare. Tutti. Tranne uno. Il Cittadino. L’unico.

I presidenti gestiscono ogni cosa, dal Consiglio Comunale alla pulizia delle fughe delle piastrelle. Il Presidente del Consiglio sta alla pari del Presidente delle Fughe delle piastrelle. Ce n’è per tutti. Migliaia di presidenze (38.441 per la precisione).

Ma lui no. Il Cittadino non ha competenze. Il cittadino non ha responsabilità. Eppure, per le Leggi della Città, è l’unico elettore. L’unico senza conflitto d’interesse. L’unico che essendo scagionato da ogni responsabilità, ha la responsabilità più grande: quella della Nomina. Democrazia perfetta.

I presidenti coccolano il Cittadino, sperando nella ri-nomina. I presidenti sanno fare solo i presidenti, non avrebbero scampo come scialbi cittadini. Non sarebbero mai all’altezza del compito del Cittadino.

Il Cittadino è l’unico a non avere alcuna competenza. Il Cittadino è colui che decide il collocamento di ogni Presidente. Il Cittadino ha il potere di nominare Presidente del Consiglio il Presidente delle Fughe.  

Il Presidente delle Fughe aveva un passato glorioso come Presidente della Commissione Edilizia, fintanto che non negò al Cittadino il permesso di costruire un gazebo nel proprio giardino.

Il Cittadino godeva del proprio potere, ma ebbe un giorno la malaugurata idea di nominarsi Presidente dei Presidenti.

Fu per inettitudine che nacque la prima Città senza cittadini. Fu per ingordigia che il detentore del potere si ritrovò senza nessuno da governare. Fu per mancanza di senso di responsabilità che il Cittadino si nominò Presidente e si mise alla pari degli altri.

Fu così che tutti presidenti si dimisero e tornò la dittatura. Inetta. Ingorda. Senza senso.

Finchè un giorno … la storia si ripetè.

 

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