16Giu
2014
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Flora e la vocina dei pensieri positivi

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

Quel pomeriggio di primavera Flora se ne stava sdraiata sulle rive del fiume vicino a casa a prendere il sole. Portava sul capo una bandana a pois rossi ed era concentrata ad ascoltare l’ultimo singolo degli One Direction col suo i pod. Si guardava intorno e ammirava quel paesaggio da favola che l’aveva affascinata fin dalla tenera età: i raggi tiepidi del sole che facevano brillare l’acqua del fiume, la sottile brezza che muoveva i rami degli alberi, il prato gremito di fiorellini azzurri mentre uccellini e farfalle svolazzavano dappertutto.

La ragazzina non aveva molta fiducia in sé e si trovava tanti difetti: non si sentiva bella, tantomeno simpatica ed era di una timidezza disarmante.

“Flora, Flora, sapevo di trovarti qui; Floraaaa !” gridò la sua amica correndo da lei. “Spegni l’i pod! Allora, sei riuscita a trovare un accompagnatore per il ballo della scuola?”.

“Ciao Dolly, no. E’ un’ impresa impossibile. Manca solo una settimana e io non ho ancora trovato nessuno. Ieri ho incontrato Andrea ma non ho avuto il coraggio di domandargli di accompagnarmi. Stavo per chiederglielo quando ho cominciato a tossire: non riuscivo a parlare, avevo un nodo in gola e mi ha assalito la timidezza. Lui si è messo a ridere e allora con una scusa sono scappata via. Mi sa che dovrò rinunciare”.

“Ma stai scherzando ? Ci sarà tutta la scuola. Non puoi mancare. Ti sei scordata che ci sarà anche Tommy? E’ l’occasione che stavi aspettando da tempo per conquistarlo!”.

“Sì, ma non so dove trovarlo un cavaliere e non posso certo andarci da sola. Prima stavo pensando che potrei offrire una ricompensa a chi vorrà venire con me, ma non ho risparmi da parte”.

“Ehi, ho un’idea: ti presto i miei. Faremo una selezione qui, in questo posto: inviteremo alcuni pretendenti e tu sceglierai quello che ti sembrerà più adatto per accompagnarti al ballo. Siamo o non siamo amiche del cuore? Accetta la mia offerta, su, dai” e la strinse a sè in un abbraccio affettuoso.

E fu così che le due amiche affrancarono biglietti di invito sulle vetrine di tutti i negozi.

<< Per la festa di primavera della scuola, cercasi bravo ballerino che accompagni alla festa Flora coletti in cambio di una lauta ricompensa in denaro. Chi fosse interessato, dovrà Presentarsi per la selezione dopodomani alle ore 15.30 nel prato accanto al fiume . Si richiede massima serietà>>. PER INFORMAZIONI, Telefonare ore pasti al numero: 336-412315. Grazie

FLORA E DOLLY

Le ragazze corsero ad addobbare il luogo dell’evento. Gonfiarono tanti palloncini colorati e li legarono ai rami degli alberi, appesero festoni dappertutto… misero anche un chiosco di zucchero filato, bibite e gelati. Era tutto perfetto.

Alla selezione del miglior ballerino si presentarono in tanti, tutti bramosi di portarsi a casa quella ricompensa. C’erano di quegli elementi bizzarri…

“Che la gara abbia iniziooo!” annunciò Dolly al microfono. “Dovrete cercare di stupire la mia amica Flora. Il prescelto dovrà essere un tipo distinto e saper ballare come un vero professionista. Prego: il primo alla mia destra è chiamato a salire sul palco per l’esibizione”.

“Ciao a tutti. Sono Ernesto. Non so ballare ma imparo in fretta, però guardate che fisico scolpito che ho e che tartaruga…  forza, ammiratemi! Flora, se mi sceglierai, sarò il più muscoloso alla festa e sarai fiera di me!” e cominciò a mostrare i suoi muscoli.

“Floraaaa, pssss, ascolta: questo no, non va bene; è solo un pallone gonfiato e non sa nemmeno ballare…” bisbigliò una vocina. La piccola Flora sobbalzò. “Chi è? Dov’è? Chi ha parlato?” “Sono io, la vocina della tua coscienza, dei tuoi pensieri positivi. Fai come ti dico, fidati di me”.

“Avanti il prossimo” disse Flora. “Ciao cara. Ora ti stupirò con i miei giochi di prestigio…” disse un buffo ometto con la “R” moscia che quando cominciò ad esibirsi con i suoi giochi di prestigio con una torcia di fuoco, rischiò di incendiare tutto.

“Ciao! Mi chiamo Micky. Sono il ragazzo più ricco del quartiere. Ballo benissimo e ora te ne darò prova. Se poi mi sceglierai, ti farò tanti regali costosi” e mentre parlava, cadde dal palco, si ruppe un braccio e fu portato di corsa all’ospedale.

“Io sono Jonny. Sicuramente sceglierai me: senza dubbio sono io il più simpatico di tutti perché  racconto barzellette strepitose”. Ma, mentre le raccontava, l’unico che rideva era lui!”.

“Arrivooo, ci sono anch’io” gridò un bel giovanotto in giacca e cravatta in groppa ad un cavallo bianco che, nell’ avvicinarsi al palco, impennò e cadde dal cavallo tra le risa divertite di tutti i presenti.

“Non ne posso più, sono sfinita, Dolly” disse Flora delusa.

“ Floraaaa, psssss, sono la tua vocina. Ascoltami bene: questi ragazzi non vanno bene per te: alcuni sono superficiali, altri arroganti e  presuntuosi; non perderti d’animo… ricorda che la pazienza è la virtù dei forti! Non scegliere in modo affrettato e vedrai che arriverà più di quel che desideri. A presto, cara”.

Si era fatto tardi e i concorrenti avevano fatto ritorno a casa. “Dolly, allora cosa facciamo? Non va bene nessuno e…”.

E mentre Flora parlava, sentì un fruscio di foglie provenire dal cespuglio vicino al chiosco dello zucchero filato. “Vieni fuori di lì, t’ho visto!” urlò arrabbiata. “Sono tre giorni che mi spii… fatti vedere se hai il coraggio!”.

Nel correre verso il cespuglio, la ragazzina inciampò e andò a finire proprio addosso a quello spione che cadde a terra come un sacco di patate.

Era un  giovanotto dai capelli rossi e col viso pieno di lentiggini che con voce tremante le disse: “Scusa, è da un po’ di giorni che mi nascondo qui per spiarti. Mi presento: io sono Marcello. Qualche giorno fa a scuola volevo chiederti di venire al ballo con me, ma non ho trovato il coraggio. Poi avrei voluto presentarmi alla tua selezione oggi, ma non ho nulla da offrirti e non so ballare, non so cantare, non avrei potuto stupirti. Avrei potuto offrirti solo me stesso e la mia semplicità. Ciao e scusa ancora” e, triste, se ne andò.

“Rincorrilo, presto!” suggerì la vocina dei pensieri belli. Dolly aveva già capito come sarebbe andata a finire, così li salutò e, ridacchiando, se ne andò via come un razzo.

Flora seguì il consiglio della sua vocina, fermò il giovanotto e trascorsero la notte insieme a chiacchierare, a ridere e a scherzare accanto al fiume, godendosi il paesaggio notturno con la luna che li guardava dolcemente e gli faceva l’occhiolino.

“Sai Flora, le cose più belle come la salute, la natura, gli affetti non si possono comprare, sono gratis. Sono queste in realtà le cose di cui tutti abbiamo bisogno e che ci fanno stare bene” le disse il saggio Marcello.

E fu così che la nostra Flora si presentò al ballo con lui e non lo scelse solo per il ballo, ma decise che non lo avrebbe lasciato mai più, nemmeno per tutto l’oro del mondo.

Quella ragazzina impacciata aveva imparato che bisogna apprezzare le cose belle della vita, quelle che non si possono comperare e da quel giorno diede sempre retta alla sua vocina dei pensieri positivi.

***

Il racconto fa parte della raccolta “Billy il bullo e altri racconti“, l’ebook di Maestralexa.

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