16Giu
2013
signora-tempo

La signora del tempo 25 // Il ritorno del signore del tempo

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

Qui tutte le puntate.

I mentaliani ordinarono al loro esercito di spaventapasseri di circondare la locanda. Il figlio maggiore, il quale aveva preso il corpo dello studente, aveva un sorriso maligno non vedeva l’ora di ascoltare il rapporto della sorella, che era andata in ricognizione, finalmente la vide uscire, e subito le chiese:

“Allora l’hai trovato?”.

“Sì, è il professor Smith”.

“Ma certo dovevo comprenderlo, è arrivato solo un mese fa”.

“la cameriera di nome Clarissa deve essere la sua compagna di viaggio”.

“Ho capito”.

“Sì ma ce un’altra cosa che mi ha lasciato perplessa”.

“Cosa?”.

“La professoressa Braun sembra conoscere la sua vera identità. Parlava con la cameriera come se anche lei provenisse dal futuro”.

“Non è possibile, lei è arrivata quattro mesi fa”. Disse lo studente.

“E se l’avesse mandata per preparare il suo arrivo?” disse l’uomo che i due chiamavano padre.

“Lo scopriremo presto entriamo”.

Luce fece cenno a Clarissa di allontanarsi sì, ma di non abbandonare la sala, in quel momento i mentaliani entrarono, si diressero verso il professor Smith e lo studente gli disse:

“Professor Smith, si arrenda, mi dia il suo orologio e la sua macchina del tempo”.

“SignorLarchin la smetta di dire assurdità. Io non possiedo nessuna macchina del tempoe nessun orologio. Piuttosto mi dica perché, in questi giorni non è venuto ascuola?”. Ma il ragazzo non gli rispose, estrasse una pistola a raggio ela puntò contro Yaris, anche il resto della famiglia lo fece. Poi ancora unavolta gli chiese di consegnargli l’orologio e il Tardis, impazientito Yaris,gli disse. “Questa storia dell’orologio sta cominciando dare sui nervi,come lo devo dire che non ho nessun orologio?”, senza aspettare rispostaprese il braccio di Luce fece l’atto di uscire, ma i mentaliani si mosserovelocemente, e gli strapparono Luce dalle mani e le puntarono la pistolacontro, fecero la stessa cosa con Clarissa e il ragazzo gli disse:

“Senon vuoi vederle morire fa quello che ti ho chiesto”.

Yarisnon sapeva più come altro dirlo che non sapeva di cosa stessero parlando, avevaun’espressione disperata, ma non trovava le parole per rispondere. In quelmomento intervenne il preside della scuola, ma fu fatto tacere per sempre.Yaris vedendo che la pistola che tutti pensavano fosse un giocattolo era piùletale che mai disse:

“Io,mi posso anche arrendere, basta che non fate del male miss Braun e a Clarissa,o a nessun altro presente in questa sala, ma ciò non toglie che non possiedo néun orologio né una macchina del tempo”.

“ProfessorSmith, non faccia lo stupido, nel negare la verità, quale delle due vuole cheuccida, la donna che ama, o la sua cameriera?”.

“Ionon sono la sua cameriera”, protestò Clarissa, ma nessuno la ascoltò, eaggiunse, “Ti prego torna in te dottore”.

Yaris stava per ripetere che lui non era undottore ma Luce intervenne comprendendo che era il momento di prendere in manola situazione, e disse:

“Mentaliani,comincio a pensare che siete voi gli stupidi. Il professor Smith non sa di checosa state parlando, e se questo benedetto orologio esistesse, chi lo possiedein questo momento, sarebbe il caso che lo aprisse, e un ‘altra cosa rovinatemiil vestito e giuro che sarò io stessa a farvi passare la voglia di dare lacaccia a un signore del tempo”. Colti di sorpresa nel sentire il loronome, i mentaliani lasciarono la presa, e Luce rivolta a Clarissa gridò:”Ora, ora Clarissa”. Le due ragazze agirono a insieme in perfettasincronia, diedero una gomitata nello stomaco ai due mentaliani che le tenevanostrette, e velocemente ribaltarono la situazione, Clarissa si ritrovò conl’arma dei mentaliani in mano e sentì chiaramente la voce di Luce dirle, uscitedi qui e porta via il dottore. Clarissa ubbidì, ma Yaris non voleva lasciareLuce e le disse disperato:

“Luceio non ti lascio”.

“Faquello che dice Clarissa, fidati, io arrivo subito”. Yaris seguìClarissa ma ora si che era confuso, mentre usciva, sentì Luce a dire al giovanementaliano: ” Non vi è bastata la lezione, continuate a sperare dipotervi impadronire del poter dei signori del tempo, ma non ne siete preparati,né mentalmente né fisicamente”, senza aspettare la risposta lo spinsecontro i suoi famigliari, che cercarono di seguirla, ma in quel momento unavoce profonda sussurrò nell’aria “Il signore del tempo” e dimenticarono Luce.Luce trovò ancora Clarissa e Yaris sul sentiero che portava alla scuola, l’uomovolle accertarsi che lei stesse bene, “Sto bene Yaris,tranquillo”.

“Lucecredo che tu mi debba delle spiegazioni”, le disse lui preoccupato.

“Loso, e te le darò, quando avremo l’orologio, ma adesso andiamo allascuola”.

“Maallora l’orologio esiste?”.

“Sì,esiste”.

“Sonosempre più confuso”, disse piano smarrito Yaris.

“Perchéandiamo alla scuola?”, domandò Clarissa.

“Perchéi mentaliani stanno andando là, bisogna evacuare la scuola”, risposeLuce. Come previsto da Luce i loro nemici andarono alla scuola. Il giovane eraconfuso e allo stesso tempo si rendeva conto che la sorella aveva ragione.Quando arrivarono alla scuola, la maggior parte dei ragazzi stava uscendo dallaporta sul retro, la ragazzina, usò un’altra porta secondaria ed entrò, nel suogirovagare nella scuola s’imbatte in Egliot e comprese che lui aveva con sé l’orologioche conteneva l’essenza del dottore, ma Egliot riuscì a scappare. La maggiorparte dei ragazzi era fuggita, e per i pochi ancora nella scuola, Luce sapevache non sarebbe accaduto loro nulla. Mentre Yaris, Clarissa e gli altriinsegnati aiutavano i ragazzi a scappare lei si era cambiata, finalmente avevai suoi abiti, un paio di pantaloni, una camicia, la giacca, e il suo cacciavitesonico e la carta psichica, con sé, però aveva anche i due stessi oggetti deldottore, Yaris quando la vide le chiese:

“Macome ti sei vestita?”.

“Dobbiamoscappare e voglio stare comoda”.

“Edove domeremmo scappare? Forse sarebbe meglio che io mi consegnassi”.

“No”,gridò allarmata Clarissa.

“Quinon si consegna nessuno, venite con me”, disse Luce.

Arrivaronoin una casa apparentemente abbandonata. Mentre scappavano, i mentaliani fecerosapere che avevano catturato il Tardis del dottore ma Luce non diede segno dipreoccupazione, tanto sapeva che non sarebbero mai entrati. Luce spiegò che erala casa del contadino e della sua famiglia, Luce fece un respiro profondo e sipreparava a spiegare la verità a Yaris, quando sentirono a bussare.

EgliotGrreny era nascosto in una stanza della locanda, ma aveva lasciato la portaaperta, e vide tutto ciò che accadeva nella sala della locanda, quando sentì laprofessoressa Braun ordinargli di aprire l’orologio, anche se non direttamente,la voce che sentiva gli disse di fare ciò che lei diceva, così lui ubbidì, loaprì e lo richiuse fuggendo poi dalla finestra. Vagò per il boschetto attornoalla scuola, poi vide il gruppetto formato da Luce, Yaris e Clarissa, li seguìe li vide entrare in una casa, ebbe un attimo di esitazione e alla fine busso,sembrò che nessuno lo avesse sentito ma poi Clarissa lo fece entrare.

Clarissaaprì la porta e si trovò Egliot davanti, lo fece entrare, il giovane li guardòintimidito, soprattutto Luce, poi sussurrò:

“Viho portato l’orologio, mi dispiace”.

“L’airubato?”, domandò Clarissa.

“No,lo giuro”.

“Eallora perché l’ai preso?”, domandò Yaris.

<Anchese vi sembra assurdo, me lo ha chiesto lui”, disse Egliot allungandolo aYaris.

“Sembrasolo un orologio da taschino”, disse Yaris sopra pensiero.

“Viassicuro che non lo è, se lo aprite, sprigiona una luce dorata intensa. Io perònon so come fa a parlarmi”.

“Ohbe'”, incominciò Yaris piegando leggermente la testa di lato, poiaggiunse, “Io credo che sia che il mio potere telepatico, abbia trovatole tue cellule psiche molto recettive, quindi ha ritenuto che tu potessi essered’aiuto, e…”, fece una pausa poi domandò, ” È così che di solitoparlo vero?”.

“Sì,poco fa era come se il dottore fosse tornato”, disse Clarissa, poichiese, “Egliot perché non ce lo hai portato, quando hai capito che noilo stavamo cercando?”.

“Perchéavevo paura”.

“Diche cosa?”, chiese Yaris.

“Deldottore”.

“Perche?”.

“Perché,lui è la notte, più scura, lui è la tempesta che tutto travolge, è la rabbia, èfreddo come il ghiaccio, è il fuoco, è la vendetta. Il tempo scorre in lui,egli è il tempo stesso, che brucia al centro dell’universo”.

“E,io dovrei diventare così?”

“Si,il dottore è anche meraviglioso, generoso altruista pronto a sacrificarsi pergli altri”, intervenne Clarissa .

“Quindidentro di lui ci sono il bene e il male, ma questo è normale in unuomo”, disse Yaris poi chiese a Clarissa”Tu che ruolo hai nellasua vita?”.

“Ioviaggio con lui”.

“Viaggicon lui, perché?”, le domandò Yaris.

“Nonlo so, davvero, forse ha bisogno di compagnia”.

“Assurdo”.In quel momento i mentaliani attaccarono il villaggio, con sfere di energie egli fece sapere che se non si consegnava avrebbero ucciso tutte le persone delpaese, “Non c’è altra scelta mi devo consegnare e devo consegnare anchequesto”, di prendendo l’orologio.

“No,ti prego non farlo”, implorò Clarissa.

“Haidetto che sono sempre pronto a sacrificarmi per gli altri”.

“Sì,ma, oh Luce”, Clarissa non sapeva cosa altro dire.

Lucefino a quel momento era rimasta in silenzio ma ora era giunto il momento diprendere in mano la situazione, e disse.

“Cominciavopensare che vi foste dimenticati di me. Comunque per questa sera nessuno siconsegnerà”.

“Mastano distruggendo il villaggio, e uccidendo gli abitanti”, le fecenotare Yaris.

“No,si vero stanno distruggendo il villaggio, ma gli abitanti sono tutti al sicuro.Egliot ora dammi l’orologio”.

“Sìmiss Braun”.

“Grazie,adesso lasciateci soli”.

“Lucecosa hai in mente?”,

“Tranquilla,andrà tutto bene Clarissa”.

Clarissaed Egliot uscirono e Luce si sedette, rigirò l’orologio, e Yaris le domandò:

“Ti parla?”.

“Sì”.

“Perchéanche tu sei telepatica?”.

“Sì,sono telepatica, ma molto più di Egliot. In questo memento mi sta dicendo diaprirlo, ma voglio che sia tu ad aprirlo”.

“Perché?”.

“Perchésarebbe una tua scelta, e non la mia. Se lo aprissi io, infondo all’anima tirimarrebbe il dubbio che io, abbia voluto indietro il signore del tempo, e chenon ami la sua parte umana”.

“Ilsignore del tempo è una mia invenzione”.

“Yarissai che non è così. Ricordi cosa mia hai dato questo”, gli domandò Lucemostrandogli il suo diario, lui rimase in silenzio, e lei continuò, “Nonlo ricordi? Allora te lo rammento, hai detto: “Che quando sogni, ti senticompleto, come se quella sia la tua vera vita, e che quando sei sveglio, tisenti incompleto”, non è così forse che ti senti adesso?”.

“Sì,ma mi sento anche confuso”.

“Sì,questo lo capisco, ma è solo perché sei diviso a metà, devi ricongiungere letue parti, quella umana con quella aliena, e tutto tornerà a posto, non tisentirai più incompleto”.

“Epoi che accadrà diventerò freddo come il ghiaccio e vendicativo? Dimmiquest’uomo che io dovrei diventare sa anche amare?”.

“Ioti sembro fredda e vendicativa? Sì ama la vita più di quanto egli vogliaammettere, ama l’intero spazio, ha sacrificato tutto per mantenere l’equilibriodell’universo, e continua a battersi per questo”.

“Ionon parlavo di questo tipo d’amore. Clarissa ha detto che viaggia con lui, masolo perché si sente solitario, non né che invece è innamorato di lei, ma nonha il coraggio di dirglielo”.

“Clarissaviaggia con lui, oh ma perché diciamo lui, quando parliamo di te”.

“Perchévoglio capire, che razza di uomo devo diventare”.

“Hocapito, stavo dicendo che Clarissa viaggia con lui perché fa parte di undisegno più grande, che non ho ancora capito del tutto”.

“Quindinon è innamorato di lei”.

“Levuole bene”.

“Levuole bene? Ma quest’uomo è capace d’amare una donna, come io amo te?”,le domandò Yaris disperato.

“Sì,ma non l’ai ancora capito, tu mi ami perché lui mi ama. Il nostro amore è cosìforte che ha superato le barriere del tempo e dello spazio, e persino quelladella memoria. Quando hai concepito questo piano, mi hai detto che avevi pauradi dimenticarti di me, ed io ti risposi che il nostro amore avrebbe superatoogni barriera”, disse Luce prendendogli le mani.

Luceaveva ancora nelle mani l’orologio, e attraverso i poteri della ragazza mostroa Yaris cosa le sarebbe accaduto sia se fosse rimasto un uomo terrestre e sia sefosse tornato completo. Nel primo caso Luce avrebbe rinunciato ai suoi poteridi signora del tempo, avrebbe rinunciato al legame con i suoi fratelli e lanipotina. Subito dopo d’aver sistemato le cose con i mentaliani, e averriportato Clarissa nel suo tempo, dalla loro unione sarebbero nati dei figli esarebbero stati felici. Nella seconda versione, gli mostrò cosa sarebbe peròaccaduto senza i due signori del tempo, che sorvegliavano l’equilibriodell’universo avessero rinunciato ai loro poteri. L’universo lentamente sarebbestato distrutto. Ma nella seconda versione mostro, anche se lui avesseaccettato di tornare a essere il signore del tempo. Luce sarebbe sempre stataal suo fianco e il loro amore li avrebbe trasportati in un futuro lontano eavrebbe portato loro anche dei figli. Quando le visioni finirono Yaris domandò:

“Lucehai?

“Visto,sì”.

“Eraquello che volevo sapere”, si chinò per baciarla, poi lentamente fecepassare l’orologio nelle sue mani, si alzò in piedi, e lo aprì, dopo qualcheistante le disse, “Ti ho fatto preoccupare, mia adorata?”.

“Unpo’, ma sapevo che avresti fatto la scelta giusta”.

“Be’che ne dici di occuparci dei nostri amici mentaliani?”.

“Sì,mi sembra proprio ora”.

Uscironoe Yaris disse Clarissa di aspettarlo al Tardis, con l’aiuto di Luce amplificoil suo odore di terrestre, poi si diresse verso l’astronave dei mentaliani echiamò:

“Ehivoi lì dentro voglio consegnarmi”, la porta si aprì, e lui entròbarcollando, tremando e inciampò, nel tentativo di reggersi fece scorrere ledita su dei bottoni, si avvicinò e disse loro, “Ecco tenete, io non lovoglio, io voglio essere solo il professor Smith”.

“Maguardalo, e pensare che era il padrone del tempo”, disse il giovanementaliano dandogli una spinta.

Yarisnel barcollare tocco ancora alcuni comandi dell’astronave, e si fermò a pochipassi dalla porta e si girò. Il giovane mentaliano aprì l’orologio, ma nonaccade nulla, Yaris fece un respiro profondo e disse:

“Comincioa pensare che Luce abbia ragione, nel dire che siete stupidi. A prescindere cheho già assorbito la mia energia vitale, ma credete che con me presentel’energia sarebbe stata assorbita da uno di voi?”.

“Laprofessoressa Braun ha detto che solo tu potevi farlo, per ottenere la tuaenergia, io lo sentito bene” disse la ragazzina.

“Maicredere a un signore del tempo, quando ne sta proteggendo un altro”,disse Yaris ridendo, poi aggiunse, “Ah proposito, un altro errorestupido è stato di permettermi di mettere le mani sull’alimentatore dell’energiaquantica e anche sulle bobine d’energia temporale, vi do un consiglio,correte”. Detto ciò uscì allontanandosi dall’astronave, i mentalianifinalmente capirono e scapparono, ma il loro potere era indebolito. Yaris neldecidere di come punirli fu gentile e allo stesso tempo spietato. Non volevaucciderli, quindi, spedi nel vento stellare Megh, aveva la mentaliana, lamadre, la quale avrebbe continuato a vorticare per tutta la vita. Il padre fuspedito alla di la della cascata della medusa, rinchiuso in un prisma, laragazzina nascosta nella penombra dello specchio riflettente, e in fine ilgiovane fu trasformato in uno spaventapasseri. Quando tornò al Tardis, disse:”Avrei preferito un’altra soluzione, ma non mi hanno dato altrascelta”.

“Loso amore mio”.

“Luceio non ho capito una cosa?”.

“Comehai fatto a capire che erano mentaliani? E soprattutto perché hai detto quellafrase sul vestito?”, domandò Clarissa.

“Perchéè il nostro vestito”, rispose Yaris.

“Scusatenon capisco”.

“Quandolo conosciuto avevo indosso quel vestito, e ho ballato il mio primovalzer”.

“Dobbiamodividerci”.

“Sì,sarà per poco”.

“Cercheraiil disco del tempo?”.

“Sì”.

“Luce,io”.

“Tiamo, non dimenticarlo”.

Lucelo baciò si strinse a lui poi entrò nel suo Tardis e tornò nella grotta sottocasa sua, ad aspettarla c’era Yaek pronto a partire per cercare il disco deltempo. Clarissa chiese al dottore di tornare a casa ma quando il Tardis sifermò, erano a New York negli anni venti, e fu una nuova avventura.

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