19Mag
2013
signora-tempo

La signora del tempo 24 I MENTALIANI

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

I MENTALIANI

In
una delle stanze un gruppetto di giovani studenti, stavano ridendo di un loro
compagno. Era un ragazzo timido e introverso, ma era già un po’ che si sentiva
strano. Tutto era cominciato con l’arrivo del professor Smith, sentiva una voce
che lo chiamava, ma non riusciva a capire a chi apparteneva, era una voce calda
profonda, e gli sussurrava: “Mettimi al sicuro”. Non badò molto agli scherni
degli altri ragazzi, uscì dalla stanza e si recò dal professor Smith. Il
professore era seduto al suo scrittoio e stava finendo di correggere gli ultimi
compiti per l’indomani, alzò appena lo sguardo su ragazzo e gli domandò:

<sera signor Egliot Grreny, cosa desidera? È piuttosto tardi per una
visita>>.

<venuto per il libro di cui mi aveva perlato. Oggi lei è rimasto fuori tutto il
giorno, e ho saputo solo ora del vostro ritorno>>.

<dunque vediamo dove lo messo>>.

Il
professore si alzò per cercare il libro, Egliot sentì di nuovo la voce che gli
sussurrò: “Svelto prima che torni, apri il cassettino e portami al sicuro”.
Quando aprì il cassettino, vi trovo un orologio se lo mise in tasca Prese il
libro e se ne andò. Luce allungo una mano per prendere uno dei libri della
biblioteca scolastica, sulla sua si posò una mano maschile, sorrise e si girò
verso il proprietario della mano, e continuando a sorridere disse:

<Yaris>>.

<Luce, mi chiedevo…>>.

<>.

<se non sapete nemmeno cosa volevo chiedervi?>>.

<è vero, scusate>>.

<passeggiata al villaggio>>.

<>.

Dopo
le lezioni Yaris e Luce uscirono a passeggiare. Luce era pensierosa entro la
sera successiva tutto quello che doveva accadere, sarebbe accaduto, Yaris la
guardò e le chiese:

<siete mia cara Luce? Avete lo sguardo
lontano>>.

<stavo pensando>>.

<cosa? Se posso osare chiedere’>>.

<futuro>>.

<preoccupa il futuro? Forse pensate che stiamo facendo le cose troppo
velocemente, ma io provo un sentimento così forte per voi>>.

<davvero?>>.

<ma forse dopo d’aver letto il mio diario, pensate che non dovreste accettare la
corte di un uomo visionario>>.

<il vostro diario non centra nulla, non so come spiegarvelo, e non so trovare le
parole, e sono felice del vostro interessamento>>.

<significa che non vi siete offesa, nel leggere la descrizione dei miei sogni? E
dei miei sentimenti per voi?>>.

<dove hai imparato a disegnare Yaris>>.

<Gallifri , tanto tempo fa. O ma Luce mi hai dato del tu?>>.

<e stavo pensando che domani sera c’è una festa danzante, potremo andarci se
vuoi?>>.

<volentieri. Oh ma non so se so ballare>>.

<scopriremo domani>>. Mentre camminavano, furono colti da un acquazzone
autunnale, si ripararono sotto a una tettoia di una casa quasi fuori dal paese,
Luce rise dicendo: <>.

<un pulcino molto bello>>, non aspettò la risposta di Luce, si chinò e la
baciò.

Luce
rispose al bacio e si strinse a lui, il cuore dell’uomo cominciò a battere più
forte, ma stranamente a Yaris gli sembrò di sentire un ecco dentro di se.
Rendendosi conto di ciò che aveva fatto, Yaris cercò di scusarsi:
.

<dire nulla, è stato molto bello>>.

<lo è stato, dal primo momento che ti ho veduto, ho sentito d’appartenerti, come
se le nostre anime si amassero ancor prima d’incontrarsi>>.

<sono amori che superano il tempo e lo spazio. Anime che si sono incontrate e
amate in un tempo lontano, e che poi si rincontrano per amarsi ancora>>,
gli rispose Luce.

<tu credi che sia così per le nostre anime?>>.

<lo credo; ne ho la certezza>>, gli sussurro sulle labbra Luce.

Clarissa
da dopo che aveva parlato con Luce si sentiva più serena, in una delle loro
conversazioni le aveva chiesto come facesse a sopportare che l’uomo da lei
amato l’avesse dimenticata. Luce sorridendo aveva semplicemente risposto: ” Ci
sono amori che non hanno barriere, né di tempo, né di spazio, né d’aspetto, né
di memoria”, certo la frase l’aveva capita, ma che c’entrava l’aspetto, avrebbe
voluto chiedere, ma la campanella delle lezioni le aveva interrotte. Nei vari
momenti liberi Clarissa andava a controllare che il Tardis del dottore fosse in
ordine e al sicuro. Stava tornando verso la scuola quando vide uno degli
studenti avvicinarsi a uno spazio che apparentemente vuoto. All’improvviso si
aprì una porta, dalla sua posizione Clarissa vide l’interno, circuiti e non vi
erano dubbi quella era un’astronave, e doveva essere quella che aveva seguito
lei e il dottore. Si alzò e corse sul sentiero che portava al Tardis di Luce,
ma una volta giunta si dovette fermare. Clarissa rimase sorpresa, Luce non era
sola, lei e Yaris si stavano baciando, dopo un attimo di esitazione disse:

<fortuna che siete insieme, sono arrivati, uno di loro ha preso le sembianze di
una degli studenti, cosa facciamo apriamo l’orologio?>>.

<è troppo presto per l’orologio>>Rispose Luce.

<allora cosa facciamo?>>.

<ora niente>>, rispose tranquillamente Luce.

<niente? Ma abbiamo bisogno che lui torni a essere se stesso>>, affermò
Clarissa indicando Yaris.

<<È
vero, ma quante volte devo ripeterti che, ogni evento, non può essere
anticipato>>.

<ma>>, protestò Clarissa.

<ma, quando sarà il momento, agiremo>>.

Clarissa
si allontanò piena di dubbi, non riusciva a capire cosa aveva in mente Luce.
Yaris perplesso chiese a Luce:

<può sapere di che parlava? Che cosa significa che io devo tornare me
stesso?>>. Luce fece un respiro profondo perché non sapeva come
rispondere, non era ancora il momento, poco dopo lui disse: <<È una di
quelle cose che non sai spiegare perché non trovi le parole?>>.

<esatto, ti prometto che appena le avrò trovate, ti dirò ogni cosa>>.

<mia adorata, ci vediamo più tardi>>.

Clarissa
era tormentata, non capiva perché Luce stesse prendendo l’arrivo di degli
inseguitori del dottore seriamente. Entrò nella stanza del professor Smith e
guardò se l’orologio fosse ancora al suo posto, non c’era, cercò per tutta la
stanza. Poi si disse che forse lo aveva preso Luce, ed era per questo era così
calma, nel frattempo, però gli esseri che si erano già impadroniti di uno degli
studenti catturarono ed entrarono nel corpo di altre tre persone, un contadino
e sua figlia, e anche Megh. Cerano state altre lezioni nel pomeriggio, così
Luce decise di sfruttare la camera che il preside Milton le aveva assegnato,
per cambiarsi. Si diresse verso la stanza di Yaris, Luce aveva indossato
l’abito rosso del giorno in cui si erano conosciuti, volteggio su se stessa e
chiese a Yaris:

<<
Allora come sto?>>.

<meravigliosa>>.

<Yaris, pensavo che non mi andasse più>>.

.

<indossato quest’abito il giorno del mio ventesimo compleanno>>.

<E avete ballato quella sera?>>.

<ho ballato>>, sorrise Luce circondandogli il collo con le braccia.

<<È
stato un uomo fortunato>>.

<molto fortunato, per ben due volte lo è stato>>, gli rispose Luce sulle
labbra. Yaris non comprese la risposta della ragazza, ma il cuore gli batteva
all’impazzata e sentì un eco che nasceva dal profondo del suo petto, come se un
altro cuore rispondesse a quello che già gli batteva.

Clarissa
aveva appena scoperto che Megh era stata catturata e trasformata, corse nella
stanza di Yaris e aprì la porta senza bussare. Yaris si allontanò da Luce di
scatto e le chiese irritato.

<Clarissa non ti hanno insegnato a bussare?>>.

<devi aprire l’orologio, hanno preso anche Megh>>.

<da quando dai del tu a miss Braun? E poi ancora con questa storia
dell’orologio>>, disse Yaris sempre più irritato.

<Luce>>, Luce non rispose, ma Clarissa sentì la sua voce dirle di calmarsi,
che fra qualche ora tutto sarebbe finito, Clarissa cercò di protestare,
.

<insomma basta, è inutile che insista>>, le disse Yaris irritato, poi
rivolto a Luce, <>.

,
rispose piano Luce, mentre passava accanto a Clarissa, fece scivolare un
bigliettino nella mano della ragazza, nel pezzetto di carta c’era scritto:
“Vieni alla locanda anche tu, avrò bisogno del tuo aiuto, Luce”. Clarissa era
perplessa, Luce aveva un piano e lo stava seguendo, ma perché non comunicarle
cosa aveva in mente, scosse il capo e segui Luce e Yaris. Egliot Green teneva
la mano in tasca, da quando aveva preso l’orologio, aveva visto e sentito cose
straordinarie. Era terrorizzato e allo stesso tempo affascinato dal
proprietario dell’orologio; aveva visto battaglie e distruzione, ma anche
ricostruzioni di città e d’imperi. Aveva visto galassie pianeti esseri
straordinari, e ancora il dolore, la gioia, la rabbia, la serenità, il fuoco e
il ghiaccio, l’amore tutto rinchiuso nel signore del tempo, e quell’uomo era il
professor Smith. Andò alla festa, non perché ne avesse realmente voglia, ma
solo per vedere il professor Smith, lo vide che ballare con la professoressa
Braun, anche lei era una signora del tempo, ma a quanto pareva lei non aveva
nascosto la sua essenza, poi il professore si era allontanato per prendere
qualcosa da bere ed era arrivata Clarissa la cameriera e si era seduta al
tavolo della professoressa. Yaris e Luce arrivarono alla festa, c’era già
parecchia gente, e Yaris domandò:

<se sono capace di ballare?>>.

<è un valzer sono sicura che te la caverai benissimo>>. Ballarono il
valzer e Yaris sorridendo le disse:

<sono capace>>.

<non ne dubitavo>>.

<sì, tu sei bravissima>>.

<ma ho avuto un ottimo maestro>>.

<invidio>>.

<sete, perché non vai a prendere qualcosa da bere?>>, disse Luce cambiando
discorso.

<<
Sì, aspettami a quel tavolo la giù>>, disse Yaris indicando un tavolo
della sala.

Clarissa
entrò si guardò attorno, vide luce seduta da sola a un tavolo e si sedette
anche lei e le domandò:

<può sapere cosa stai combinando? Devi aprire l’orologio>>.

<posso farlo, per due buoni motivi>>.

<sarebbero?>>.

<non ho l’orologio>>.

<allora siamo perduti>>.

<l’orologio sarà aperto, al momento giusto>>.

<l’altro motivo quale sarebbe, anche se ritengo che il primo già abbastanza
importante>>.

<secondo, è che lo deve aprire lui e volontariamente>>.

<perché non me lo avete detto prima?>>.

<te lo abbiamo detto? Oh pensavo di si>>.

<che non vorrà?>>.

<ha un’identità umana, una vita semplice, quella vita che il signore del tempo
non ha e non avrà mai, ma non preoccuparti lo farà>>.

<Luce>>.

In
quel momento Yaris tornò e trovando Clarissa al tavolo irritato le disse:

<Clarissa, non sarai venuta qua ancora per parlare dell’orologio>>.

<sono venuta a consegnare una penna, molto preziosa per la
professoressa>>.

<consegnata?>>.

<dottore>>.

<un professore, non un dottore>>.

Gli
inseguitori del dottore erano una famiglia di Mantel. Mantel era un pianeta
arido e i suoi abitanti erano solo energia mentale. In un tempo lontano, quando
ancora i signori del tempo erano i guardiani delle leggi regolatrici, non erano
ancora imprigionati dal vortice. I mentaliani erano fatti di carne e ossa, ma
un giorno, viaggiando raggiunsero la foresta piangente di Garfin, e vedendo il
grande potere dei signori del tempo, cercarono di possedere quel grande potere.
Ma il potere dei signori del tempo non era facile da gestire, il loro corpo non
fu in grado di sopportare le forze contrastanti del vortice. La loro fisicità
non essendo uguale a quella dei signori del tempo portò il loro corpo a
distruggersi l’unica cosa rimasta di loro fu l’energia mentale che però fu
imprigionata nella loro astronave. Avrebbero voluto vendicarsi dei signori del
tempo, ma la grande guerra aveva trascinato il pianeta Garfin e i suoi abitanti
nel grande vortice del tempo. Qualcuno però voleva in qualche modo aiutarli e
aveva mandato loro un messaggio con le coordinate di dove si trovava l’ultimo
signore del tempo, spiegando loro come fare a impossessarsi della sua essenza e
del suo corpo. Seguirono l’informazione e trovarono il Tardis del signore del
tempo esattamente nel quadrante Alfa gamma 5, sembrava galleggiare fra le
stelle come se fosse in attesa di qualcosa, in realtà si muoveva lentamente,
come se non avesse una meta, gli si misero in scia, confondendo la loro energia
con quella della macchina del tempo. All’improvviso però, la macchina del tempo
cominciò a muoversi più velocemente, e a balzare nello spazio tempo, ma loro
sembravano in grado di trovarla sempre, poi con l’ultimo salto più nulla il
Tardis e il suo proprietario erano scomparsi. Ritrovarono le sue tracie
esattamente dove avevano deciso di attaccare per impadronirsi della terra. Come
mossa iniziale, sterminarono un’intera famiglia, ma solo due di loro ebbero un
corpo, perché quella della donna non resistette al cambiamento, così impadronirono
del corpo di una cameriera della scuola militare, e di uno degli studenti e
infine crearono un esercito con gli spaventapasseri dei campi intorno alla
scuola e al villaggio. Cercarono le tracce del dottore e della sua macchina del
tempo, tutto porta alla scuola, ma poi le tracce sparivano. Ma due giorni dopo,
quello che aveva assunto l’aspetto dello studente, sentì il richiamo del
signore del tempo, si precipitò ma trovò solo un suo compagno. La stessa sera
però la creatura che aveva invaso Megh frugò fra i ricordi della sua ospite e
si ricordò d’aver visto l’altra cameriera inoltrarsi nel bosco, la domanda era
cosa vi andava a fare? L’uomo che aveva assunto l’aspetto del buon padre di
famiglia andò a controllare e trovò il Tardis del dottore, provò a entrarci non
ci riuscì perciò lo portò in città. Ora dovevano trovare il signore del tempo,
questo fu il compito della creatura che aveva assunto l’aspetto della piccola
figlia dell’uomo. Quella sera vi era una festa danzante nella locanda, e la
ragazzina, vide la cameriera che cercava entrare nella locanda, la seguì, e
ascoltò la sua conversazione con la professoressa Braun, e in fine vide
arrivare il professor Smith e comprese che quello era l’uomo che stavano
cercando, usci e lo comunicò agli altri, ora erano pronti ad agire, e
impadronirsi del più grande potere dell’universo, governare lo spazio e il
tempo.

Qui tutte le puntate.

 

 

 

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