04Giu
2013
passeggiata-pidocchio

La passeggiata di un pidocchio

Fiaba di: Marcella Geraci

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La fiaba

Anche i pidocchi vanno a passeggio! Saltano di qua e di là, di testa in testa, fino a quando non trovano quella che fa al caso loro. Lo sapevate?

Tanto tempo fa, conoscevo un pidocchio che si chiamava Armando e viveva sopra la testa di un professorone. Tutti i giorni, alle sette del mattino, questo simpatico pidocchietto saliva sul bus numero diciassette e si scatenava, saltando da una testa all’altra.

Bionde, brune, rosse, ricce, lisce, bianche, con i capelli lunghi o corti, di teste c’è n’erano sempre per tutti i gusti e la corsa che faceva il professorone fino alla sua università era lunga nove fermate.

Di giorno in giorno, Armando aveva tutto il tempo per scegliere le sue testoline preferite e passeggiarvi sopra, procurando alle persone proprietarie delle teste un leggero senso di prurito. Una bella mattina, preso il bus, Armando lasciò la testa del professorone per quella di un giovane dottore, con i capelli corti e neri. 

“Tutti questi poveracci in giro a chiedere l’elemosina… è un’indecenza!” sbottò improvvisamente il giovane dottore, alla vista di un anziano signore vestito miseramente, che gli passava vicino con un piattino. “Chissà! Forse avrà perso il lavoro” pensò il pidocchio. “Oppure è rimasto con pochi soldi” ripensò.

Comunque intristito da quella brutta frase, il pidocchio saltò subito  sopra un’altra testa, quella bionda e riccia di una distinta signora. ” Come se non ce ne fossero già abbastanza di poveri, qui da noi. Il problema è che vengono anche dagli altri paesi. Ci vorrebbe una guerra” aggiunse la signora.

Il pidocchio, mortificato ma anche arrabbiato per le parole della signora, iniziò allora a saltare come una trottola, di testa in testa, per sfuggire a quelle cattiverie. E mentre saltava, il povero Armando pensò alla stranezza del mondo degli umani.

“Tutti si preoccupano di noi pidocchi  e ci scacciano con la lozione, ma nessuno teme i cattivi pensieri. Eppure sono più pericolosi di noi perché saltano di testa in testa, rimangono attaccati per molto tempo e mangiano le buone intenzioni e la gioia di vivere. Quanti anni ci vorranno per inventare uno shampoo capace di lavarli via?”

E con questa domanda in testa (perché la testa l’aveva anche lui), il pidocchietto tornò dal suo professorone.

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