La signora Carla aveva una casa con un bel giardino, diverso da tutti gli altri, belli solamente in primavera e in estate. Le sue piante erano in fiore anche durante la stagione fredda, quando i giardini delle altre case erano del tutto spogli e tristi.
La signora Carla abitava da sola. Non aveva né marito né figli, così tutto il suo amore era rivolto alle piante, che ricambiavano le sue attenzioni con una fioritura rigogliosa e perenne. I vicini di casa, ma anche i semplici passanti, non riuscivano a spiegarsi quel fenomeno. Di solito si fermavano tutti davanti al suo giardino ad ammirare la bellezza dei fiori.
«Sembra il giardino dell’Eden», dicevano in tanti.
«Io non capisco come faccia la signora Carla ad avere i fiori tutto l’anno», si chiedeva un vicino di casa. A volte, nei loro commenti, c’era anche un po’ d’invidia.
«So che aveva acquistato le piantine dallo stesso fiorista da cui sono andato io. Perché i suoi fiori non appassiscono mai e i miei sì?»
Oppure le chiedevano consigli sul concime da usare, sul tipo di terra o su come innaffiare. La signora Carla rispondeva sempre gentilmente a tutte le domande, ma ogni volta aggiungeva che la cosa più importante per le piante era l’amore. Diceva che le piante sono in grado di capire quando sono benvolute.
E la signora Carla voleva tanto, tanto bene alle sue piante. Non solo le bagnava con l’acqua piovana e le concimava regolarmente, ma preparava anche delle tisane con cui puliva le loro foglie per farle diventare più lucide. Sussurrava loro delle storie e a volte leggeva persino delle poesie. I fiori diventavano sempre più belli e di un colore intenso. Il loro profumo si poteva sentire da molto lontano. Quando arrivava l’inverno, sembravano avere una resistenza al freddo fuori dal normale e non appassivano mai.
Così fu finché la signora Carla non invecchiò tanto da non poter più vivere da sola. Non avendo né marito né figli, dovettero intervenire gli unici parenti che aveva: dei lontani cugini. Non trovando nessuno che potesse prendersi cura di lei a tempo pieno, i parenti conclusero che la cosa migliore sarebbe stata ricoverarla in una casa di riposo.
Così la casa della signora Carla fu messa in vendita. Quando si sparse la voce, arrivarono tantissime richieste da potenziali acquirenti. Erano proprio tanti e tutti volevano avere quella casa con il suo giardino meraviglioso. I parenti sfruttarono la situazione e aumentarono il prezzo della casa. Ma, invece di diminuire, il numero degli interessati aumentava. Così alzarono ancora il prezzo, ancora e ancora. Alla fine, la casa con il giardino fu venduta a una famiglia benestante a un prezzo astronomico.
La nuova famiglia, che si chiamava Villa, era composta da quattro persone, inizialmente molto soddisfatte dell’acquisto. Era il mese di maggio e i fiori erano bellissimi, con quel profumo inebriante. I genitori sistemarono il tavolo e le sdraio in giardino e, nei momenti liberi, si godevano la bellezza dei fiori, leggendo un libro o semplicemente rilassandosi. Anche i figli spesso si fermavano ad ammirare quell’insieme di colori e odori così affascinante.
Si prendevano cura dei fiori in modo normale, però, come facevano prima nella loro casa. Ma non parlavano alle piante, non le accarezzavano e non le coccolavano. E le piante se ne accorsero.
Così passarono la primavera e l’estate, arrivò l’autunno e i primi fiori iniziarono ad appassire, lasciando molto sorpresi i padroni di casa. Arrivò l’inverno e i fiori appassirono uno a uno, fino all’ultimo. Il giardino diventò uguale a tutti gli altri, spoglio e triste.
«Ma com’è possibile? Dove abbiamo sbagliato?», si chiedevano i padroni di casa.
Ma i fiori sapevano la risposta: se qualcuno ti dedica tutte le sue attenzioni, anche tu ricambi.
Così i nuovi proprietari decisero di chiedere aiuto alla signora Carla e andarono a trovarla.
Lei si trovava bene nella casa di riposo. Era curata e aiutata tutto il giorno. Inoltre, si era fatta delle nuove amiche con le quali passava spesso il tempo divertendosi. Ormai aveva accettato la nuova situazione in cui si trovava e capiva anche che, alla sua età, non poteva più fare quello che faceva prima.
Ma quando sentì dai nuovi proprietari della sua casa che le sue piante soffrivano durante l’inverno, rimase molto male e inizialmente non volle parlare con loro. Poi, dopo essersi calmata, decise che sarebbe stato giusto trasmettere a quella famiglia tutta la sua esperienza.
«Le piante sono esseri viventi come noi. Hanno bisogno di cure, di gesti amorevoli e di attenzioni. State vicino a loro, parlate con loro, fate loro compagnia. Poi vi spiegherò quando e come innaffiarle e concimarle, ma dovrete imparare da soli anche a curarle giorno per giorno.»
La famiglia era composta da papà, mamma e due figli: un maschio di sedici anni e una femminuccia di dodici. Tutti ascoltarono attentamente la signora Carla e decisero di mettere in pratica i suoi insegnamenti.
Nel giro di poco tempo, e negli anni a seguire, il giardino della famiglia Villa diventò il più apprezzato e ammirato del paese.
