03Apr
2013
mani-oro

Mani d’oro

Fiaba di: Redazione

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

Molti anni fa viveva nella steppa un allevatore di bestiame di nome Gajan.

Aveva una bellissima figlia, Miriam. La fama della sua bellezza si era sparsa anche in paesi lontani. Quando compi diciotto anni, il padre pensò di darle marito. Le chiese:

– Mia cara figlia, che uomo desideri sposare?

– Un uomo che sia al tempo stesso il più ricco e il più povero – rispose Miriam.

Gajan mandò in giro per tutta la regione i suoi servitori perché facessero conoscere ai giovani il desiderio di Miriam, e perché coloro cui la notizia interessava si facessero avanti.

Venne il giorno stabilito e una vera folla di baldi giovani si presentò. Miriam e suo padre uscirono dalla tenda, sedettero sui cuscini, pronti ad ascoltare le storie dei pretendenti.

Si avvicinò per primo un gruppo di giovani riccamente vestiti. I loro servi tenevano per il morso cammelli carichi di ogni ben di Dio. si inchinarono dinanzi a Miriam, dicendo:

– Siamo ricchi, è vero, ma non possediamo la ricchezza più preziosa: le tue mani e il tuo cuore, bellissima Miriam. Scegli, ti preghiamo, uno di noi.

Per tutta risposta, Miriam rise e scosse il capo.

Avanzarono allora alcuni ufficiali in alta uniforme, dietro di loro erano schierati, sull’attenti, molti soldati. Il loro capo cosi parlò:

– Noi non siamo ricchi, ma possiamo diventarlo, conquistando le terre altrui. Scegli il più coraggioso tra noi.

– No – si accigliò la ragazza. – Anche voi non siete le persone giuste.

Dalla folla dei candidati uscirono allora alcuni giovani che portavano scrigni colmi di monete d’oro:

– Siamo ricchi, come vedi – disse uno di loro – ma, donando a te le nostre ricchezze, diventeremo poveri.

– No, no, non siete voi che sto aspettando – fu la risposta.

A un tratto si fece avanti un giovane vestito modestamente.

Miriam gli fece un cenno:

– Che sei povero lo vedo – gli disse – ma dove sono le tue ricchezze?

– Le porto sempre con me – rispose l’altro, e rise, soggiungendo: – Sono un abile sarto e posso cucirti in breve tempo un vestito più bello di quello che indossi.

E mostrò a Gajan un semplice ago. Poi allegramente continuò:

– Sono anche un discreto fabbro, e in un’ora posso ferrare tutti i tuoi cavalli.

Così dicendo trasse dal sacco che portava con sé una mazza.

– Non basta, so anche cucinare e posso preparare un pranzo squisito in breve tempo. Non possiedo terre, né palazzi, né servi. La mia ricchezza è nelle mie mani.

– E’ lui che aspettavo! – esclamò Miriam felice. – Tu sei l’uomo più ricco della regione, perché hai le mani d’oro.

E fu cosi che la bella e saggia Miriam sposò non un commerciante, non un guerriero, ma un semplice operaio dalle mani d’oro.

***

La favola è popolare tra gli abitanti della Baschiria, una repubblica russa degli Urali meridionali, ad est del Tatarstan, densamente popolata da turco-mongoli.

In origine era una popolazione seminomade di lingua turca che viveva prevalentemente in tende.

***

Si ringrazia l’Associazione Culturale Larici per la gentile condivisione.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti