12Mar
2013
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Celestino Mingherlino e Agenore il tenore rock

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

La signora Delia Penna, bibliotecaria di Roccabretella, è appassionata di teatro.

Ci va di frequente, almeno due o tre volte a settimana, con le amiche ma anche da sola. È abbonata a tutti gli spettacoli e perciò paga prezzi molto bassi e, non si sa come, attraverso conoscenze e adesioni a certi circoli culturali, riesce molto spesso ad avere ingressi gratis.

Questa mattina Celestino Mingherlino è andato alla biblioteca del paese a restituire alcuni gialli letti in breve tempo con grande interesse, e a scegliere qualcos’altro di avvincente per passarsi il tempo.

– Buondì, Celestino – lo saluta la signora Delia Penna, con i suoi occhialetti sulla punta del naso, e la sua crocchia grigio- bionda – lei è proprio mattiniero, eh? –

– Può dirlo forte, mia cara signora! Ho seguito i suoi consigli e devo dire che ho divorato questi gialli! Mi hanno tenuto sveglio fino a notte alta! Purtroppo, però, li ho finiti tutti, e adesso sono rimasto senza niente da leggere. Speravo in qualche altro suo prezioso consiglio…-

La signora Delia Penna interrompe per un istante le catalogazioni, e si dirige a colpo sicuro verso lo scaffale in fondo, quello con i romanzi d’avventura.

Torna con un una pila di libri.

– Scelga pure quelli che la attirano di più!-

Celestino rientra a Boscofiorito soddisfatto, con un mucchio di volumi su tesori scomparsi, codici segreti, spie sotto copertura. Già pregusta la serata in poltrona, con un tè fresco, la luce soffusa e un bel romanzone avventuroso in cui tuffarsi.

In serata, proprio mentre è concentrato su un momento saliente del romanzo, Celestino sobbalza al trillo acuto del telefono.-

– Pronto? –

– Signor Celestino, sapesse che fortuna! –

Celestino riconosce subito la voce della signora Delia Penna.

– Buonasera signora Penna. Ero giusto immerso in uno dei suoi bei libri –

– Oh mi fa molto piacere Celestino. Io però telefono per farle una proposta interessante… –

– Mi dica, la ascolto –

– Le piace il teatro? –

– Oh certo, moltissimo! –

– Me ne rallegro, perché ho avuto modo di ottenere alcuni biglietti gratuiti per la prima de “ La diafana pulzella”, con il sublime tenore Agenore Sol e la moglie, la bravissima soprano Eunice Canto! –

– Meraviglioso, signora Penna! –

– Mi chiedevo, signor Celestino, se volesse unirsi a noi per assistere a questo splendido spettacolo! Ma si rende conto? Hanno scelto Roccabretella per la prima! Da non crederci! Allora? Accetta, vero, signor Celestino? –

– E come dirle di no, cara signora? –

In effetti si tratta di un evento straordinario.

Roccabretella è tappezzata dai manifesti che annunciano l’evento in gran pompa, e così anche Boscofiorito, e i vicini Lagopiano e Salicebianco.

La stampa locale è in fibrillazione, giornalisti e fotografi stanno setacciando bosco e paese per scovare le celebrità della lirica e strappare loro un’intervista, ma nessuno sa dove alloggino. Pare siano molto impegnati con le prove.

Celestino è davvero eccitato all’idea di assistere alla prima. È da un po’ che non va a teatro, e potrà vedere da vicino e ascoltare il famoso Agenore Sol!

Lui e la moglie Eunice Canto sono conosciuti in tutto il mondo, e sempre in giro per tournées teatrali. Le loro esibizioni registrano ogni volta il tutto esaurito, perciò è stata una vera fortuna riuscire ad avere biglietti gratis.

“ Chissà come ci riesce!” si chiede Celestino, pensando alla signora Delia Penna.

La sera della prima, Celestino si reca a teatro di buon’ora, per trovarsi all’ingresso con la signora Penna. Assieme a loro la signora Brigida del negozio di bomboniere e Colomba Piuma, insegnante di danza classica.

Il Teatro La Pernice è un vanto di Roccabretella: è un edificio antichissimo e storico, meta di molti turisti.

Nel giro di poco all’ingresso si accalca una gran folla di signore in abito da sera e piume, e signori in smoking e brillantina. Delia Penna è elegantissima, col suo tailleur di shantung color champagne e il suo cappellino in tinta, e le cordelline degli occhiali con le paillettes brillanti.

E anche la signora Brigida, con un vestito verde bottiglia, e la signora Colomba Piuma, con un abito leggero e svolazzante color tortora.

E lo stesso Celestino, ha un completo giacca e cravatta impeccabile.

Si spengono le luci.

In teatro fa caldo, e la signora Delia Penna si fa aria con un ventaglietto di carta.

Sulla scena, nell’oscurità totale, un cono di luce illumina l’ingresso di un signore possente e panciuto, dalla barba scura e dallo sguardo concentrato.

– È Lui! È Agenore Sol! – bisbiglia Delia Penna, eccitatissima. A stento si trattiene dall’applaudire.

Il palco si illumina e mostra uno scenario che ricrea un boschetto, con una panchina in pietra e dell’edera rampicante.

Agenore Sol dà il meglio di sé con gorgheggi sublimi che fanno vibrare le corde del cuore di Delia Penna. Rapita, trattiene lacrime di commozione tamponandosi gli occhi con un fazzolettino ricamato. Eunice Canto fa il suo ingresso con un sontuoso abito di broccato, e fa un acuto da rabbrividire.

– Che presenza, che recitato! – esclama Colomba Piuma, incantata.

Celestino è deliziato da un tale sublime intrecciarsi di voci portentose.

Che atmosfera, che afflato!

La musica cessa.

Agenore Sole ed Eunice Canto si piegano in un inchino.

Applausi scroscianti si levano dalla platea in delirio. Il pubblico si alza in piedi a gettare rose ai due artisti che, acclamati e osannati, concedono un bis.

– Forza, forza, andiamo in camerino a chiedere l’autografo!- esclama Delia Penna, esaltata.

– Ma… Ma… Sarà un’ardua impresa, signora Penna, guardi che ressa! – Celestino cerca di farla ragionare.

Facendosi largo tra la folla, Delia Penna, Brigida, Colomba Piuma e Celestino riescono a raggiungere il camerino degli artisti, ma pare che i due abbiano lasciato in fretta e furia il teatro.

– Eh, chissà quando mi ricapita…- sospira Delia Penna, delusa.

Il mattino seguente Celestino si sveglia e, ancora a letto, accende la radio. Tutte le stazioni danno la medesima notizia: uno sconcerto generale serpeggia in paese, perché pare che il sommo tenore Agenore Sol abbia improvvisamente cancellato lo spettacolo di stasera, e quello di domani! Inspiegabilmente, l’artista non vuole più esibirsi. La moglie, la soprano Eunice Canto, è chiusa in silenzio stampa.

Celestino rinuncia per una volta a prepararsi la colazione e si precipita in paese a cercare la signora Delia Penna, per condividere con lei questa notizia.

In paese non si parla d’altro. Tutti i manifesti sono stati rimossi.

– Signor Celestino, ha sentito? – domanda Delia Penna, turbata.

– Venga, le offro la colazione – dice Celestino.

I due entrano nella pasticceria della signora Amarena Crema, la più rinomata per via dei caratteristici mignon al rabarbaro e panna.

Celestino e Delia se ne fanno portare un piccolo vassoio, con anche meringhe e biscotti.

Sorseggiando un cappuccino, la signora Penna esprime il suo sconforto.

– Mi chiedo cosa possa essere successo… Che sia malato? Forse gli è andata via la voce! Forse ha litigato con Eunice!-

– Davvero è molto strano… – concorda Celestino.

Agenore è sempre stato famoso per la sua generosità e la sua giovialità. Strano davvero, che abbia cancellato due date.

“Qui gatta ci cova…” pensa Celestino.

L’indomani una chilometrica fila di delusi attende alla biglietteria del teatro di essere rimborsata dei soldi spesi per “La diafana pulzella”.

Ancora nebbia fitta circa la repentina decisione del tenore Agenore Sol.

Quotidiani locali, nazionali e internazionali recano in prima pagina a caratteri cubitali titoli come “Clamoroso! La sconfitta di un artista” oppure “Perdita della voce? O dell’autostima?” o anche “Fuga per debiti?”.

Celestino è infastidito da tanto clamore, soprattutto dalle strampalate ipotesi di un giornalismo assetato di pettegolezzo.

“Che squali” pensa amareggiato, carezzando la testolina della gatta Nuvola.

La giornata trascorre nella normalità, Boscofiorito e Roccabretella ancora storditi dal ritiro dell’artista.

Nel pomeriggio, Celestino fa un salto in biblioteca dalla signora Delia Penna a restituire i libri.

– Eeeh – sospira lei- ancora non riesco a crederci – mormora, mogia- sarò anche esagerata, ma che peccato, proprio all’apice della carriera, poi…-

– Già- risponde Celestino Mingherlino, meditabondo.

Quella stessa notte scoppia un gran temporale con tuoni, fulmini, un ventaccio che fischia e sembra fare “wohaaaa wohaaa” .

Celestino ha sigillato porte e finestre nella speranza di addormentarsi malgrado il frastuono della natura, ma se c’è una cosa che lo rende nervoso, sono proprio gli acquazzoni.

I gatti Blu e Nuvola si sono rifugiati sotto al letto per lo spavento.

Piano piano la camomilla comincia a fare effetto, e Celestino si addormenta.

A mezzanotte esatta si sente un gran bussare alla porta. Dei colpi che sembrano volerla buttare giù.

Celestino si sveglia di soprassalto, col cuore che fa tum tum per lo spavento.

Si precipita di sotto, inciampando nella vestaglia.

“Ma chi diavolo sarà a quest’ora?” si domanda, un po’ impaurito.

In salotto è accesa la lucina della notte, e Celestino guarda dallo spioncino: una grande figura incappucciata attende sullo zerbino.

“Oddio, cosa faccio? Chiamo la polizia?”

Di nuovo un gran bussare.

Celestino fa un salto all’indietro.

Si sente una voce flebile, ma musicale.

– Signor Celestino? La prego, mi apra… –

“Una donna?” si domanda Celestino, stupito.

Apre piano, tenendo il catenaccio alla porta.

Ma è Eunice Canto, la famosa soprano!

Celestino spalanca la porta. Una folata di vento gelido lo colpisce, facendolo rabbrividire.

– Cielo, entri! –

Senza capire nulla, Celestino invita Eunice Canto a togliersi il mantello, fradicio, e le scarpe zuppe d’acqua, e mette tutto a scaldare al fuoco.

Fa accomodare la soprano in cucina, dove prepara subito una bevanda calda.

– Mi scuso terribilmente per l’incursione, signor Celestino, non sa quanto mi rincresca piombare a casa di qualcuno a quest’ora della notte, mentre fuori infuria un temporale! In più, per lei, sarò una perfetta sconosciuta! –

– Be’, proprio sconosciuta non direi… Ho avuto il piacere di ascoltarla a teatro, l’altra sera, assieme a suo marito il signor Agenore Sol, ed è stato strepitoso! –

A queste parole, come se avesse appena ricevuto una pugnalata, Eunice Canto scoppia in un pianto disperato, singhiozzando e sussultando violentemente.

– Ho detto qualcosa che non va? – domanda Celestino, imbarazzato – Su, su, non faccia così… –

– Vede Celestino, è proprio questo il punto…- biascica Eunice, tra le lacrime – mio marito… Lui… Buààààh! –

– Coraggio, signora Canto, si sforzi, mi dica tutto! – Celestino incalza.

– Agenore non vuole più cantare… –

– Non vuole più cantare?! E perché mai? –

– Per uno stupidissimo capriccio di gioventù! – risponde Eunice, stizzosa.

– E sarebbe? –

– Vede Celestino mio marito, da ragazzo, aveva messo su un gruppo rock metallaro, le Voci Spaccate. Erano anche bravi, Agenore suonava il basso e urlava… Cioè cantava, ecco…- Eunice tira su col naso, poi prosegue- poi però suo padre, un tipo all’antica, l’ha costretto ad abbandonare questa sua vocazione, per farlo diplomare in canto lirico al conservatorio. E così è diventato il famosissimo tenore di adesso. Solo che la passione per il rock gli è sempre rimasta, per anni ha continuato a tenere la chitarra appesa al chiodo, e adesso… –

– Adesso? – Celestino è curiosissimo.

– Adesso i suoi amici di allora l’hanno ricontattato per riunire il gruppo e… E..  E lui ha accettato! –

-Be’, certo, dal canto lirico al rock, un bel cambiamento, non c’è che dire…- concorda Celestino.

– Lei mi deve aiutare, signor Celestino! –

– E in che modo, mia cara signora? –

– Deve aiutarmi a far ragionare Agenore, a farlo tornare in sé! Non mi può abbandonare così proprio adesso, abbiamo appena iniziato la tournée… Cosa faccio da sola? –

– Signora, la aiuterei volentieri, ma non posso certo costringere il signor Agenore a rinunciare alla sua vera passione! Sarebbe crudele! –

– Oh la prego, Celestino, ho saputo che qui in paese lei è quasi un’autorità! –

– Be’, ecco, insomma… – Celestino arrossisce.

– La prego, parli con mio marito, lo convinca… –

– Be’, insomma, vedrò cosa posso fare…-

****

L’indomani mattina, Celestino prende  il treno per andare ad Altafocaccia, alla villa di Agenore Sol ed Eunice Canto.

Appena arrivato, Celestino sente un assordante rumore di ferraglia provenire dallo scantinato.

– È Agenore che prova con le Voci Spaccate…- conferma mestamente Eunice – sono quasi due giorni che non escono da lì sotto.

Celestino approfitta di un momento di silenzio per bussare e fare un timido ingresso: – Ehm… È permesso, signor Sol? –

– Sì, chi mi desidera? – risponde il tenore con un bel vocione.

– Sono… un ammiratore… –

– Be’, veramente staremmo provando, ma… Prego, entri pure –

Celestino non crede ai suoi occhi: si trova davanti una montagna umana. Indossa jeans strappati al ginocchio, una maglietta nera con un gran teschio, stiva lacci neri con le borchie! Quello sarebbe Agenore Sol, il famoso tenore? Mamma mia, che cambiamento!

– Scommetto che la manda mia moglie Eunice, vero? Ci avrei scommesso, non si arrende davanti a nulla! –

Celestino e Agenore Sol parlano, parlano e parlano.

Agenore Sol si acciglia, si dispiace, si dispera.

– Ah, Celestino, come mi capisce, lei! Per tutti questi anni ho sempre portato nel cuore questo mio sogno di gioventù! Non rinnego la mia carriera, non mi fraintenda, ma… Io avrei sempre voluto diventare una rockstar! Non ho mai sognato altro! Senta! Senta qua che giri di basso!- e dà subito prova della sua abilità.

Benché assordato e stordito dal rumore, Celestino deve ammettere che Agenore Sol è un ottimo tenore non meno che un bravissimo bassista.

– Cosa devo fare, Celestino, cosa devo fare! Sono combattuto, sono lacerato, mi tormento dal senso di colpa! Mi dica lei, cosa devo fare? –

– Io un’idea l’avrei…- risponde Celestino, con aria furbetta e pensosa.

La settimana successiva, grandi manifesti sono affissi in tutto Boscofiorito, in tutta Roccabretella, a Salicebianco, Lagopiano, Altafocaccia.

I manifesti e le testate locali recano la scritta: “Evento unico, irripetibile! Domani sera grande concerto! Agenore Sol e il suo gruppo rock le Voci Spaccate in un’esibizione favolosa e coinvolgente! Grande repertorio a sorpresa! Accorrete numerosissimi! Ingresso gratuito!”

Ancora una volta, gli abitanti sono stravolti dalla sorpresa. In men che non si dica, Roccabretella è invasa da addetti alle luci, tecnici del suono, viene allestito un enorme palco all’aperto, un’opera incredibile!

– Ma allora era tutta una messa in scena, era tutto preparato! – esclama Delia Penna la bibliotecaria, entusiasta, con gli occhi che brillano – Agenore Sol ha voluto stupirci ancora una volta! Ma è meraviglioso! Che serata, che serata!-

Tutti, ma proprio tutti sono in fibrillazione. Nessuno ha voglia di lavorare, il fornaio si mette a offrire pagnotte e focacce e pizze, il lattaio propone una degustazione di formaggi, la parrucchiera offre la messa in piega a tutte le signore, la pasticceria colazioni e merende e vassoi di paste. Il parroco suona le campane, Roccabretella è in festa!

L’unico a essere barricato in casa è Celestino Mingherlino. Sta visionando una scaletta. È la scaletta del concerto, stilata da Agenore Sol con il suo gruppo. Celestino alza la cornetta del telefono e compone un numero. Dall’altra parte risponde un vocione, che di certo non nasconde trepidazione.

Celestino conferma, soddisfatto.

-Perfetto, magnifico! – esulta il vocione.

L’indomani sera l’adrenalina è palpabile. Tutto vibra, tutto è sospeso.

Grande fermento e grandi aspettative da questo concerto ancora avvolto nel mistero. I cittadini si scambiano dubbi:

– Agenore Sol ha un gruppo rock?! –

– Eunice Canto ne sa qualcosa? –

– Anche lei fa parte del gruppo? –

– Ma suonano dal vivo? –

– Ma davvero il biglietto è gratis? –

– Io non ne so nulla, davvero, non ne so nulla… – tenta di spiegare la povera Eunice Canto all’orda di giornalisti che ha preso d’assalto la sua villa. Tutti asserragliati attorno al perimetro dell’edificio, sperano di poter braccare Agenore Sol, ma non sanno che lui è già a Boscofiorito…

– Allora siamo intesi, Celestino? –

– Certo, signor Sol, sua moglie verrà al concerto assieme a me e ad alcuni amici. La mia bocca sarà cucita! –

– Mi raccomando, Eunice non deve sapere proooprio nulla… –

La folla di spettatori impazienti si sta riversando nella piazza di Roccabretella: chi trova posto a sedere, chi sta affacciato alla finestra perché abita lì, chi siede sulle panchine, chi sta in piedi sgranocchiando popcorn o leccando un gelato.

Delia Penna è eccitatissima:- Finalmente, finalmente! Non sto più nella pelle, sono così curiosa!-

– A chi lo dice, a chi lo dice! – esclama Brigida.

– Non vedo l’ora!- concorda Colomba Piuma.

Hanno preso posto, assieme a Celestino, già da parecchio tempo in prima fila. Sono arrivati lì prestissimo, cenando coi panini preparati con cura per loro dalla Giovanna, la fornaia, e farciti col salame freso e la mortadella profumata della salumeria lì vicino.

Delia Penna era sobbalzata dalla sorpresa, non appena aveva trovato, seduta accanto a lei… Eunice Canto, la soprano, la moglie di Agenore Sol!

– Ecco.. Io.. Oddio.. Ma lei è… Mi permetta di presentarmi, signora Canto, io… Sono una sua ammiratrice! –

E gran complimenti, gran elogi tra Delia Penna, Brigida e Colomba Piuma.

Eunice, sconcertata e sempre più confusa, firma autografi e stringe mani.

Accanto a lei, Celestino.

– Ancora non volete dirmi a cosa sto per assistere? – chiede Eunice, leggermente spazientita.

– Vedrà, mia cara signora, vedrà… – risponde Celestino, gongolante.

E improvvisamente cala il buio.

Dopo alcuni interminabili secondi di silenzio, un gran frastuono di chitarre elettriche e batterie.

Come inferociti, quattro energumeni piombano sul palco ruggendo un fragoroso “Oh yeahhh!!!!!!!!!!”

Le Voci Spaccate attaccano a suonare e cantare il loro repertorio degli anni d’oro.

Il pubblico comincia a battere mani e piedi a tempo di musica, unendosi in coro alle grida e alle canzoni.

E poi, al culmine del concerto, quando ormai la folla si è sparpagliata, incapace di contenere l’entusiasmo, la musica si ferma di colpo e Agenore Sol lancia un gorgheggio forte e melodioso. E, del tutto inaspettatamente, le Voci Spaccate tirano fuori violini e contrabbassi e attaccano pezzi classici di repertorio riarrangiati in chiave moderna. In coda all’esibizione, tutti e quattro i membri del gruppo gridano all’unisono un altro “Ouh yeahhh!!!!!!!! “ e il concerto è finito. Un tripudio.

Agenore Sol prende la parola:

– Gentili signori, siete stati un pubblico meraviglioso. Mai avrei sperato in un’accoglienza tanto calorosa. Io e il mio gruppo, col quale suono segretamente da anni, volevamo ringraziarvi per l’affetto e la partecipazione, e invitarvi a seguirci nella nostra lunga tournée che da stasera si sposterà in tutto il mondo!”

Segue un applauso scrosciante.

Eunice Canto è esterrefatta. Incapace di formulare discorsi o pensieri, è chiamata sul palco.

– Mia cara moglie – comincia Agenore Sol – mi dispiace di averti trascurata in questi ultimi tempi ma, come ben sai, non potevo certo soffocare la mia vocazione! E perciò, se tu lo vorrai, potrai esibirti insieme a me in tournée! Porteremo  la musica dappertutto! Suvvia, Eunice cara, non dirmi di no!-

Eunice Canto, ancora frastornata e incredula, ma tutto sommato felice e orgogliosa, non può che mormorare un:- Be’, sì…! –

Altro applauso.

– Un’ultima cosa – aggiunge Agenore Sol – permettetemi di ringraziare colui che ha reso possibile tutto ciò, amico sincero e consigliere fidato… Il signor Celestino Mingherlino! –

Dalla folla si leva un boato di esultanza.

Tutti gridano, applaudono, spingono Celestino sul palco.

– No, ma io non ho fatto nulla, è stato tutto merito di… –

– Non faccia il modesto, Celestino, è stata sua questa grandiosa trovata! –

L’indomani la stampa è impazzita, tutti vogliono intervistare Agenore Tenore Rock, come ormai è stato soprannominato, e anche Celestino Mingherlino. I giornalisti stanno piantonando la sua casetta a Boscofiorito ma Celestino, timido e riservato, accetta di poter parlare solo attraverso la radio locale. Se ne sta barricato in casa, al telefono prima con Luciano, poi con la signora Cloe, poi con Delia Penna.

– Dovevo immaginare che c’era il suo zampino… – dice allegra Delia Penna – solo un omino acuto come lei, avrebbe potuto mettere in piedi tutto ciò!-

– Be’, signora Penna, come sa…  Mi piacciono le storie a lieto fine! –

– Allora adesso diventerà l’agente di Agenore Rock ed Eunice Canto? – chiede Delia Penna, curiosa.

– Ah no, ma si figuri! Anzi, lunedì mi aspetti in biblioteca, che ho un sacco di libri da restituire… –

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