30Gen
2013
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Il campo di margherite e la vera bellezza

Fiaba di: Dora

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La fiaba

Al limite della città di Meraviglia, c’era un bellissimo prato ricolmo di margherite e tutte se ne stavano tranquille e beate a prendere il sole, in attesa che i contadini le venissero a raccogliere per abbellire le loro tavole.

Un giorno accadde che tra queste, ne spuntasse una diversa dalle altre.

“Come sei strana”, cominciarono a dirle “Sì, sei proprio stravagante”.

Il piccolo fiore non sapeva neppure che cosa volesse dire quella parola e quindi non ci fece caso.

Passarono i giorni e mentre le margherite mettevano sui gambi le foglioline, quello strano fiore continuava solo ad allungarsi, ma neppure l’ombra di una foglia si vedeva.

“Hai anche un brutto colore” gli disse un giorno una di queste “Sei proprio brutta” continuarono in coro le altre” e così detto, si aprirono a ventaglio per scansarsi.

Lo strano fiore cominciò a sentirsi tanto solo, seppur in mezzo a mille altri.

“Perché sono così diverso?” si domandava disperato.

Un giorno giunsero i contadini per la solita raccolta e guardando il prato, iniziarono a recidere i fiori più belli.

“Guardami, prendimi” urlavano le margherite orgogliose della loro bellezza, mentre lo strano fiore lasciato oramai in disparte, sospirava.

“Se avessi lacrime, piangerei” pensava “Se avessi gambe per scappare, andrei lontano” diceva al cielo azzurro “Invece sono costretto qui dalle mie radici; uno scherzo della natura che tutti prendono in giro e che nessuno vorrà mai”.

Il tempo passò e lo strano fiore, si allungava, si allungava a dismisura a differenza delle margherite che più di tanto non crescevano.

“Sei un mostro” le urlò un giorno una di queste “Fai proprio paura” e tutte in coro risero di gusto.

Lo strano fiore sempre più depresso e triste non sapeva che fare. La solitudine ormai era la sua unica compagna e attendeva la notte per poter nel silenzio e nel buio guardare dall’alto il mondo, che lui comunque sia, amava.

Un dì sentì una voce alle sue spalle.

“Mamma che strana margherita quella laggiù”.

Si voltò e vide una bambina che lo stava ammirando incuriosita.

“No piccola mia”, rispose prontamente la madre “Non è una margherita “Ma un bellissimo girasole”.

“Che cosa mamma?” ripete la bimba “Un girasole?”.

“Sì. E’ un fiore meraviglioso che può arrivare fino ai quattro metri di altezza e qui da noi è una vera rarità. Dobbiamo avvisare tutti” esclamò la donna entusiasta della scoperta fatta. Detto questo, madre e figlia, corsero via.

Lo strano fiore non ci capiva più nulla.

“Allora non sono una margherita” esclamò “Ecco perché sono così diverso” disse agli altri che restarono ammutoliti a guardarlo.

Da quel giorno molti furono i contadini che raggiunsero il campo, ma non più per raccogliere le sciocche margherite, bensì per ammirare il grande e unico girasole che tanto aveva patito per la sua diversità.

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