19Nov
2012
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Il gigante dei boschi

Fiaba di: GIOVANNA MANGONE

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La fiaba

Era la Vigilia di Natale, un vecchietto di quasi cento anni con le spalle curve e la barba bianca misto all’argento tornava dal bosco trascinando sulla slitta un enorme ceppo da ardere.

Camminava a stento sulla neve che gli coprivano le fiacche gambe.

Era la notte più fredda dell’anno e tutti gli abitanti del paese si preparavano a festeggiare la nascita di Gesù Bambino.Anche il vecchietto aspettava con ansia l’arrivo del grande evento e mentre felice si avviava con trepidazione verso casa canticchiando canzoni Natalizie vide in lontananza, un dolcissimo bambino dal sorriso abbagliante che stava dritto immobile su di un piedistallo ricoperto da muschio con i piedini nudi e con addosso una sola camicia.

Il buon vecchietto meravigliato da quella visione disse – Oh piccolo mio, che ci faicosì nudo in questo gelido posto? Potresti morire di freddo – Di colpo decise, di sollevare il piccino ch’era freddo come un ghiacciolo e pesante come il piombo e lo avvolse nel suo mantello nero tutto toppe adagiandolo pian piano sul grande ceppo come in una calda culla e, si mise a tirare la slitta con le sue povere forze – Strano come pesa questo piccino! Proprio non capisco – diceva tra se il vecchietto che oramai sentiva le forze venirgli sempre meno.

Di colpo tramortito dalla stanchezza si fermò ansante sotto un altissimo albero di abete …..il più alto albero mai visto prima ….Mi riposerò un istante – pensò il vecchietto mentre il dolcissimo bambino dai capelli d’angelo dormiva profondamente riparato dal suo mantello nero.

L’aria si faceva sempre di più gelida,  la neve rifletteva il suo candore nella fredda e cupa notte; il vecchietto sentì che a poco a poco gli si gelavano le mani e anche i piedi, il gran freddo sarebbe salito su fino al suo cuore stanco ed affaticato – Oh se almeno io potessi salvare il piccino – pensava e si mise a congiungere le mani in preghiera rivolgendo lo sguardo verso il cielo.

Ad un tratto una splendida cometa dalla chioma d’oro avanzò su dal cielo e  rischiarò la notte – E’ la Stella di Natale – mormorò il vecchietto – E’ così bella che nel vederla mi sento emozionato.

L’albero di abete lo udì e sollevò i suoi rami innevati verso la cometa,  la magica stella cominciava a scendere lentamente e scese, scese talmente giù che la sua cometa incontrò la punta dell’abete.

Accadde così una cosa sorprendente,  i raggi luminosie dorati della stella imprigionati dai rami si sbriciolarono e l’albero di colpo arse di una luce incandescente e tutte le stelle del cielo scesero piovose per posarsi ad una ad una sui rami dell’abete addobbandolo di fede e di speranza.

Anche gli angeli scesero sotto la volta celeste per suonare e cantare dolci melodie e messaggi d’amore che si propagava in tutto il bosco.

Era un grande giubileo……Il vecchietto si sentì invaso da un immenso e strano calore che gli attraversava tutto il corpo.Improvvisamente gli tornarono le forze della prima giovinezza,  quando tutti gli abitanti del paese lo chiamavano il “IL GIGANTE DEI BOSCHI”.Stupito si accorse di botto che un mantello di caldo velluto rosso orlato di bianco ermellino gli coprivano le spalle, anche i suoi abiti erano diventati rossi come viva fiamma.

Era appena arrivata la mezzanotte e nell’aria si udivano suoni di campane….

Il vecchietto sgranò gli occhi ed incredulo guardò il piccino che era avvolto in un aureola di luce e sedeva sul ceppo sorridendogli – D’ora in poi ti chiamerai Babbo Natale e farai felice tanti bambini nella notte più bella dell’anno – disse il piccino – Piccolo Gesù – fece appena in tempo a mormorare il vecchietto che il dolce bimbo era già sparito……..Nel cielo si accese una festa di luci e di colori …la luna, le stelle.

gli angioletti tutti salutarono la nascita di Gesù Bambino anche gli animaletti del bosco felici saltarono di gioia.

Intanto nel paese si festeggiava allegramente la Santa Notte e tutti in coro gridavano è nato il Salvatore Gloria a Dio nell’alto dei cieli…….Babbo Natale da allora gira ancora per tutto il mondo senza mai fermarsi elargendo copiosi doni a tutti i bambini buoni che sono tanti……..anzi……..lo sono tutti!

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