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Tutte le fiabe di GiamPiero Brenci

Questa la raccolta personale di GiamPiero Brenci. Puoi contribuire anche tu al progetto "Ti racconto una fiaba" inviando i tuoi testi attraverso l'apposita pagina invia la tua fiaba.

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Una grandiosa battuta di caccia // Vocenovella

Capanna Tassoni pare un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande bosco, con il suo tetto di paglia che l’umidità rende scintillante. Dal comignolo di pietra fuoriesce il solito sbuffo di fumo ad indicare che il camino stia facendo il suo dovere. Per un Pellegrino questa è sempre una bella visione.

Passo, fingendo di nulla, tra quattro carrozze ferme che esibiscono stemmi nobiliari scintillanti d’oro. Al margine della radura una folla di cavalieri, battitori, paggi e servitori.

I bei cavalli vengono accuditi, rifocillati e strigliati. Due uomini lucidano i finimenti di cuoio.

Un apparato del genere può voler dire solo una cosa, miei arguti Lettori, il Conte Pietrino dei Pugini, signorotto del luogo,  è venuto fin quassù per una battuta di caccia nel Bosco.

Qui tutti gli episodi de “Il nonno e il peste“.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la vocenovella.

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Racconto Natalizio del Nonno e del “Peste” nel Grande Bosco // Terza parte

Qui le puntate precedenti.

Capanna Tassoni, dentro,  ricorda l’interno di una zucca, cosa che già vi dissi.

Le pareti di legno, di un bel giallo ambrato odoroso di resine e cera d’api, sembrano scomparse inghiottite dalle tenebre cariche di tepore. L’atmosfera s’è fatta ancor più intima alla luce saltellante del camino,  a quella luce molti oggetti prendono vita.

Il Nonno, appoggia il boccale e mi guarda sospettoso, come a cercare la mia complicità di Pellegrino che di racconti e leggende ne deve aver sentite molte.

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Racconto Natalizio del Nonno e del “Peste” nel Grande Bosco

Capanna Tassoni pare un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande bosco, con il suo tetto di paglia che l’umidità rende scintillante. Dal comignolo di pietra fuoriesce uno sbuffo che taglia lo sfondo prima d’essere dissolto dalla brezza.

Le sue finestrelle spandono una luce dorata, calda che pare spiovere al suolo tra l’erba, che sente il morso dell’inverno, e con un riflesso verdastro rimbalza contro i tronchi vicini.

E, per un Pellegrino par mio, questa visione è sempre ben gradita specie quando l’aria di montagna comincia a penetrare sotto gli indumenti e vi ricorda quanto possa far freddo.

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Il gabelliere Aristide Scannabecchi // Audio fiaba

Guardò il fanciullo allontanarsi, a passo stanco, con le spalle curve affiancando il somaro spelacchiato che faceva ondeggiare il basto vuoto, sulla schiena ossuta.  Fanciullo e l’animale rappresentavano la tristezza, la sconfitta se non la disperazione.

L’Aristide fece per richiamarlo, ma non poteva: la legge è legge, ed andava rispettata!

Puntuale, come lo scherzo di un Belzebù, una folata d’aria, resa gelida dalla coltre di neve, non lontana,  si abbatté sui due facendo sbattere la mantelletta del fanciullo magro.

Qui tutti gli episodi de “Il nonno e il peste“.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

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Un Contadino, un Belzebù ed un Pastorello

Mi chiamo Adalcisa ed abito, da sempre, in un piccolissimo e poverissimo paese di montagna, chiamato Poggiofiorito. Piccolo paese circondato da grandi ed imponenti boschi


Ed ho per nipote è un bambinetto magro, biondo con un ciuffo ribelle sulla fronte che non lo domereste nemmen con un rastrello. Ha una faccia da birba matricolata e lo sguardo irriverente.

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Il nipote ‘Peste’ e lo Gnomo Piedone

Mi chiamo Adalcisa ed abito, da sempre, in un piccolissimo e poverissimo paese di montagna, chiamato Poggiofiorito. Piccolo paese circondato da grandi ed imponenti boschi.

Boschi ove vivono, da tempo immemorabile, esseri fatati con i quali noi, umani, vivevamo in pace ed armonia rispettando la legge ferrea che vieta gli incontri diretti.

Tant’è che v’è una Segreta Radura ove eravamo soliti scambiarci graditissimi doni.