Tutte le fiabe che parlano di "stella"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "stella", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
La stellina di mare
La piccola stellina di mare sapeva che l’estate era arrivata, l’aveva capito guardando i tanti ombrelloni aperti e i bagnanti che ormai gremivano la spiaggia.
Come tutte le mattine si era spinta sino a quel punto del bagnasciuga dove l’acqua si congiunge con la sabbia, quindi si era nascosta e si era messa a guardare i bimbi giocare.
Era talmente assorta nell’osservare i giochi dei bambini che si accorse della bimba solo quando questa si sedette accanto a lei, ma ormai era tardi, per la stellina, di nascondersi; così rimasero l’una accanto all’altra guardandosi entrambe timorose.
La stellina osservava la piccola bimba, forse di nemmeno due anni, biondina e paffutella, ma tanto tanto carina e con un visetto dolcissimo con due grandi occhi verdi come il mare, che non sapeva se doveva piangere o no.
Il serpente e la stella polare
Chi oserebbe oggi prendere in giro il serpente a sonagli?
Tutti sanno che il suo veleno è terribile e che anche un piccolo morso è letale. Ma non sempre è stato così.
Un tempo, il serpente a sonagli non era altro che un grosso verme strisciante, ridicolo o inoffensivo, e tutti si prendevano gioco di lui, uomini e animali, alberi e rocce.
Le stelle, specialmente, non capivano come si potesse essere così vicini alla terra e così lontani dal cielo.
Perché mai dovevano esistere esseri così grotteschi quando si poteva brillare come loro, alte nella notte e scintillanti nel punto più lontano dal firmamento?
Storia di un Lampione, di una Lucciola e di una Stella.
Una sera di fine aprile il Lampione si accese alle venti e trenta, come di sua abitudine. Il giardino era silenzioso e dalla casa si sentivano arrivare i suoni della cena.
«Cosa posso chiedere di più?» si chiese il lampione godendosi la luce artificiale che lui stesso proiettava, com un’aureola, intorno a sè.
Quando il Sole si nascondeva laggiù, oltre alle ultime colline, per lui era il momento più bello perché…Click! e la sua luce diventava protagonista di tutto il vicinato!
Il canto dell’elfo
C’era una volta, nell’arco di cielo che ancora oggi guarda l’Elba, una stella luminosa. Era talmente luccicante che la regina delle stelle le aveva dato il nome di Splendente.
Si mormorava nel firmamento che il suo brillare dipendesse dal fatto che fosse innamorata. Anche durante le ore del giorno, quando la luce del sole nascondeva ogni astro, Splendente fissava lo sguardo sull’Elba verso una chiazza verde al centro dell’isola. Proprio in quel punto, viveva l’ultimo degli elfi. Splendente con l’ espressione sognante lo osservava per ore quasi stregata dal suo canto melodioso e dalla sua gioia di vivere. L’ultimo elfo le pareva felice perché non faceva altro che saltellare e cantare tutto il giorno. Viveva da solo ormai da dieci anni e quando sua madre dovette lasciarlo lo fece a malincuore, sapendolo l’ultimo della specie, perché senza speranza, ma era stato un miracolo tanto inaspettato che non poterono fare a meno di chiamarlo Dono. Il padre di Dono era svanito, non nel senso di distratto, era proprio scomparso e a sua madre non rimase altro che seguirlo. Questo è il destino degli elfi e delle fate che si uniscono: per sempre!






