30Ott
2015

In quel presepe, non c’è l’angelo

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Aria di festa, aria di felicità, aria di unione, aria di riconciliazione, voglia di giocare insieme, voglia di esultare dalla gioia.

Era esattamente questa l’atmosfera che respirava Tommaso, mentre girovagava per la città. La temperatura era molto fredda e pungente, e la luna sembrava non volesse uscire allo scoperto per poter dare spazio ai piccoli fiocchi di neve, che cadevano ad uno ad uno, posandosi lievemente al suolo.

Camminava saltellando allegramente sulla coltre bianca, avvertendo la neve soffice sgretolarsi ai suoi piedi. Ogni tanto fischiettava un motivetto natalizio tenendosi il collo del piumino alzato, per poter almeno ritrovare un po’ di calore. I passanti, invece, sembravano non prestare un benché minino di attenzione a tutto ciò che li circondava, erano troppo impegnati a fare compere e a trovare un riparo dal gelo. Di certo, non sapevano assaporare il meraviglioso spirito natalizio, e non apprezzavano fino in fondo la bellezza delle lucine colorate appese ai balconi delle case, alle splendide decorazioni fatte con nastri rossi, pigne e rami d’agrifoglio che davano quel tocco in più, alle vetrine dei negozi.

Passando davanti ad un fornaio, il forte odore dei panettoni mischiato ad un odore dolcissimo di zucchero a velo e cioccolato caldo, stuzzicarono le narici di Tommaso, facendogli brontolare lo stomaco.

“ Mamma mia che fame!” disse abbassando la testa, e mettendosi una mano sulla pancia. Con passo veloce e spedito andò verso il forno.

Aperta la porta ed entrando nel negozio, dietro al bancone, vide una signora di statura media intenta a pesare del pane sulla bilancia. Indossava un grembiule bianco e una cuffietta dello stesso colore, da cui fuoriuscivano dei ciuffetti di capelli color biondo cenere. Rimesso il pane nella cesta, la signora alzò lo sguardo e trovò un bel bambino, robusto e paffutello, con un giubbotto blu ed un cappello di lana grigio.

Tommaso, la guardava dal basso verso l’alto con i suoi luminosi occhietti castani.

“ Ciao, vuoi dei dolcetti?” Chiese la signora fornaia, sorridendo educatamente.

“ Si, vorrei quelli lì” rispose Tommaso, indicando con il dito indice dei biscottini fatti con la pasta frolla.

“Certo, te li servo subito” riprese la signora, infilandosi dei guanti di plastica e prendendo quei deliziosi dolcetti, mettendoli nella busta. “ Vuoi qualcos’ altro?”

“ No, grazie basta così.” Tommaso prese la busta e porse alla fornaia una banconota.

“ Oh tieni pure i soldi!” Sorrise la signora. “ I biscotti te li regalo. Consideralo un mio dono di natale.”

“Grazie!” Esclamò Tommaso, ricambiandole il sorriso. Uscito da lì, Tommaso guardò la busta dei dolcetti con molta predilezione.

“Mi dai un biscotto?” domandò improvvisamente una vocina timida.

Tommaso si voltò, e vide una bambina bionda. Aveva il viso sporco ed era vestita di stracci, sembrava avesse molto freddo e si vedeva chiaramente che fosse anche molto affamata. Ma nei suoi vivaci occhi azzurri, si riusciva ad intravedere  una forte gentilezza. Tommaso ne rimase meravigliato. Doveva essere sicuramente una bambina bisognosa di affetto.

“Sediamoci su quella panchina.” Rispose Tommaso, indicando la direzione del parco.

“ Brrrrrrr sto  congelando.”  Piagnucolò la bambina intirizzita. “Questi vecchi stracci, non mi danno nessun calore e nessuno si interessa a me. Poco fa, dei ragazzini pestiferi mi hanno addirittura presa in giro su come sono malridotta. ”

Tommaso si guardò attorno e vide una piccola, ma graziosa chiesetta.

“Che ne dici di entrare in quella chiesa? Mangeremo i biscotti lì, almeno ti riparerai dal freddo e starai più tranquilla.”

“Si, buona idea.”

I due bambini si avviarono, ed entrarono dentro alla chiesetta spingendo la robusta porta di legno. Appena messo piede nella chiesa, furono avvolti da un fortissimo odore di incenso. Si accomodarono su una panca e mangiarono silenziosamente i biscotti. Tuttavia, un piccolo particolare, fece incuriosire Tommaso. Poco distante da loro, c’era un bel presepe. I personaggi posti nella piccola nicchia sembravano veri! La madonnina indossava una tunica rosa e un velo bianco sul capo. Era inginocchiata e con le braccia incrociate sul petto, guardava amorevolmente Gesù Bambino posto nella culla di paglia. S. Giuseppe, posto alla destra della culla, indossava una tunica color nocciola, un mantello marrone gli copriva le spalle ed in mano brandiva un bastone di legno. Anche lui guardava Gesù Bambino molto dolcemente. Il muschio, la ghiaia e la cartapesta rendevano il presepe, ancora più bello e reale. Ma mancava un personaggio, l’angelo.

“In quel presepe, non c’è l’angelo.” Disse Tommaso, rivolgendosi verso la bambina di cui non sapeva nemmeno il nome.

“L’angelo ha un compito speciale.” Rispose lei, con tutta la sua naturalezza. “deve trovare tutti i bimbi buoni per far loro dei doni. E tu, Tommaso, sei un bambino buono, mi hai offerto da mangiare senza chiedere nulla in cambio, e ti sei anche preoccupato per me.”

“Come fai a sapere come mi chiamo?! Non ci siamo presentati.” Esclamò lui, meravigliato.

“Sapere come si chiamano i bambini buoni, è il mio mestiere. Ora devo andare via Tommaso, grazie di tutto.”

“Aspetta, non andare!” supplicò Tommaso. Ma ormai era troppo tardi. La bambina si era alzata frettolosamente dalla panca, ed era uscita fuori correndo.

Tommaso, rimasto seduto da solo, tornò a guardare dalla parte del presepe. Si strofinò gli occhi con i pugni delle mani e ritornò a guardare. Non stava sognando. Al di sopra del presepe, appeso ad un filo, c’era un bellissimo angelo con dei boccoli biondi e gli occhi azzurri. Indossava un lungo vestito color carta da zucchero e nelle sue mani reggeva uno striscione. La cosa strana, era che quell’ angelo assomigliava terribilmente alla bambina, che poco prima, stava mangiando dei biscotti insieme a lui! Voltandosi meravigliato, Tommaso si accorse che il pacco dei dolciumi era sparito! Al suo posto, giaceva un soldatino di piombo. Il dono che aveva richiesto per natale! Vicino al soldatino, c’era anche un biglietto con su scritto:

Grazie per aver condiviso i tuoi dolcetti con me.

Firmato: L’angelo di Natale.

 

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