27Mar
2015

Pif Puf Paf

Fiaba di: g. lombardo

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La fiaba

PIF PUF PAF, erano tre porcellini che amavano molto arrotolarsi nel fango del cortile, piuttosto che andare a scuola.

Un giorno la  mamma  disse loro : “Così non va, non potete sempre giocare nel fango, dovete andare a scuola, altrimenti rimarrete ignoranti e  il contadino farà di voi dei buonissimi salamini”.

I tre porcellini risposero: “NOO !!! NO !!! Salamini NO !!!! Vogliamo andare  a scuola”.

Il giorno successivo, di buon mattino si sentì suonare il clacson dello scuolabus; era “Gino il vetturino”, uno scoiattolo spumeggiante che sfrecciava con il suo scuolabus nei boschi come un fulmine.

Avvistati i maialini, Gino, gridò: “Forza ragazzi, salite, sono quasi le otto, se arriverete in ritardo la maestra vi sgriderà”.

Loro continuavano imperterriti a giocare e, solo dopo aver fatto adirare Gino, salirono sull’ autobus.

Non erano  molto contenti di andare a scuola, ma pensando a quello che   aveva detto  la mamma, si sedettero subito e stettero in silenzio. Quando arrivarono a scuola,  la campana era già suonata e, bussando timidamente alla porta,  entrarono in classe.

La maestra, contenta di vederli, disse: “Buongiorno porcellini. Bravi, bravi! Lo sapete che siete in ritardo, volete mica diventare dei salamini?”

“No, No” risposero i porcellini.

Si sedettero nei loro banchi, mentre venivano guardati con occhi stridenti da tutti i compagni.  Tom il gufo dormiglione rideva di loro:  “Ah, ah  ah, voi  diventerete salamini!!”.

Aila la gazzella chiacchierina diceva anch’essa: “ah, ah,  si è vero, è vero”. I porcellini si sentivano un po’ a disagio.

Ma ecco che intervenne la maestra, una volpe non solo furba ma anche bella, che disse: “Basta finiamola, lasciate stare  i porcellini, io sono sicura che studieranno”.

Come ben ricordate i porcellini spesso non andavano a scuola, perciò si perdevano molte lezioni, e ciò non permetteva loro di essere bravi come gli altri.

Per cui PIF di nascosto, chiese a Tom  le attività dei giorni precedenti, le annotò sul diario per poi poterle completare a casa insieme ai fratelli.

Arrivati a casa infatti, dissero alla mamma: “Mamma sbrigati a preparare il pranzo, perché  dobbiamo fare subito i compiti”.

La mamma chiese: “Come mai non andate ad arrotolarvi nel fango? Che succede?”

“Sbrigati mamma, poi te lo dico disse PAF.”

I porcellini mangiarono frettolosamente, andarono nella loro cameretta e incominciarono a fare i compiti. Si aiutavano a vicenda e ogni tanto dicevano: “No, no, non vogliamo diventare dei salamini”.

Il giorno successivo si alzarono molto presto e quando arrivò Gino i porcellini erano già pronti; saliti sull’autobus arrivarono puntuali a scuola, al suono della campanella,  loro erano già seduti in classe.

Entrò la maestra e disse: “Buon giornooo!!”

Tutti risposero: “Buongiorno maestra”.

La maestra aprì il registro e proseguì come ogni mattina con  l’appello: “PIF”.  PIF rispose: “Presente”.

“PUF”. PUF rispose : “Presente”.

“PAF”: “Presente”.

“Gazzella canterina”.  La gazzella: “Presente”.

“Gufo dormiglione”.  Il gufo: “Presente”. e cosi via.

Poi la maestra chiese: “Chi ha fatto i compiti?”

I porcellini si alzarono immediatamente e in coro risposero: “Noi signora maestra”.

“Bene” disse la maestra, “venite qui”.

La maestra dopo aver guardato i compiti dei porcellini: “Bene, bravissimi, siete stati veramente bravi, voi sicuramente sarete promossi alla successiva classe”.

Tutta la classe si alzò in piedi dicendo: “anche noi signora maestra vogliamo diventare come i porcellini”.

La maestra: “certo che potete, ma dovete impegnarvi come loro”.

I porcellini diventarono i più bravi della classe, da quel giorno studiarono sempre e, solo dopo aver finito i compiti andavano ad arrotolarsi nel fango.

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