18Dic
2017

Un pezzo di cielo

Fiaba di: Maria Carmela

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La fiaba

Il bambino raccolse i suoi risparmi e in tutta fretta entrò nel vecchio bazar, dove l’insegna in legno di ciliegio proclamava “Qui troverete tutto quello che cercate”

-Buongiorno, signora -esordì- vorrei comprare…-

La donna lo guardò incuriosita.

-Coraggio, cosa vorresti? –

-Ecco, signora… questi sono i miei risparmi, ma in ogni negozio tutti mi dicono che non ce l’hanno e che sono matto a pensare di trovarlo. Qui avete scritto che avete tutto quello che uno cerca.-

-E quindi, dimmi, tu cosa cerchi?-

La guardò dritto negli occhi.

-Vorrei comprare un pezzo di cielo, il più azzurro che c’è, anche piccolo, fin dove arrivano i miei soldi-

Gli uscì tutto d’un fiato, poi restò fisso a guardarla, speranzoso.

-Come ti chiami, bambino?-

-Riccardo. Ce l’hai?-

-Vieni con me, Riccardo… ti fidi?-

-Si-

La donna chiuse la porta del negozio e aprì il retro, su un immenso campo verde fiorito, pieno di uccelli e di farfalle, con tanti alberi ricolmi di fiori e di frutti dove il sole e gli arcobaleni non conoscevano ostacolo alcuno.

Riccardo era ancora stordito da tanta bellezza, tanta musica e profumi, abituato com’era all’aria chiusa e inquinata di città, allo stridire dei freni e al via vai delle auto.

-Signora, è magia questa?-

Lei sorrise: -Si, è la magia della Natura. E adesso guarda in alto… cosa vedi?-

-Il cielo, e com’è azzurro!-

-Ecco, vedi com’è grande e lontano? Come faccio a tagliarne un pezzo? Come faccio a comprarlo e a venderlo? E come faremmo se tutti ne tagliassimo un pezzo? Dove andrebbero le stelle, la luna, il sole, le rondini… come scenderebbe la pioggia? e la neve?-

Riccardo abbassò la testa.

-Tesoro, il cielo è lassù per tutti, è un dono che tutti hanno ma nessuno può possedere. Ma dimmi, perché ne vorresti un pezzetto solo per te?-

-Perché ho paura del buio e così la notte posso metterlo sul cuscino e chiamare una stella a farmi compagnia.-

La donna lo accarezzò e sorrise.

-Riccardo, apri le mani e guarda-

Lo stupore fu grande: nelle mani l’azzurro e tanti puntini lucenti, uno più grande di tutti.

-Vedi? Lo hai già il cielo: il sorriso delle persone buone, le carezze di chi ti ama e ti protegge, l’amore grande della tua mamma, quella stella più luminosa e bianca. Il buio non deve farti paura, c’è proprio per farti vedere la luna e le stelle, sentire il silenzio della notte e cullarti nei sogni. E quando penserai di avere ancora paura, poggia la tua mano sul viso e sentirai il calore dell’amore di chi ti vuol bene, tutto il loro amore,  sentirai il cielo più azzurro nel tuo cuore, l’unico cielo che sarà tuo per sempre.-

-Grazie.-

Le regalò un bacio e uscì dal negozio guardando ancora le sue piccole mani.

Lungo la strada i soliti passi frettolosi della gente e il solito barbone con la schiena curva, la testa china quasi a toccare quel grigio rettangolo sotto le gambe incrociate. La mano, tesa a raccogliere qualche briciolo di pietà dal cuore dei passanti. Riccardo si fermò come al solito, e come al solito, mise nella mano un paio delle sue monete.

-Ah, sei tu! Il solito bambino che mi racconta che ha paura del buio! Grazie! –esclamò il barbone, chiudendo la mano e sfiorando le piccole dita- Se il mondo fosse dei bambini! Se i grandi fossero bambini!-

Ma Riccardo questa volta si inginocchiò di fronte a lui, gli prese le mani e le strinse forte. Poi gli sussurrò in un orecchio:

-Non ho più paura, lo sai? Adesso so come avere il cielo, ogni volta che voglio, guarda, devi solo appoggiare la tua mano sulla guancia e sentire quanto ti voglio bene, anche quando non sono qui! Io sono un bambino e posso darti solo questo, ma nel cielo ci sono tante stelle ed è così bello quando c’è la luna tutta piena!-

L’uomo baciò le manine strette nelle sue e una lacrima parve quasi benedirle.

Il sole si svegliò sbadigliando. Come Riccardo che lo guardava dal vetro. Che strano, gli sembrava proprio che gli avesse fatto l’occhiolino!

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