14Mar
2017

Gli eroi della coperta verde

Fiaba di: Oscar

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La fiaba

In un grande condominio viveva con i suoi genitori una bambina di nome Valentina.

La bambina aveva una grandissima paura del buio.

Non entrava mai in un luogo buio. Di notte lasciava sempre la luce della camera da letto accesa.

Con il passare del tempo la paura del buio divenne incontrollabile. La povera bambina passava le sue notti seduta sul letto stringendosi al cuscino. Bastava un rumore improvviso o un beffardo gioco di luci e la poverina cominciava urlare a squarcia gola.

I genitori cercarono con ogni rimedio di calmare la loro bambina e di farle passare la paura del buio. Purtroppo tutti gli sforzi erano inutili.

Nel condominio viveva la signorina Cleò Pizzarulli, soprannominata da tutti ‘ La bisbetica del quinto piano’. La signorina aveva dedicato e dedicava ogni minuto della sua vita al lavoro a maglia. Teneva seguitissime rubriche sulle più prestigiose riviste del settore. In poche parole la bisbetica del quinto piano era una vero luminare di sferruzzamenti e affini.

Il trambusto provocato da quella mocciosa aveva turbato la sua tranquilla vita perfetta . Le poche ore di sonno che riuscivano a scampare ai continui pianti della marmocchia erano insufficienti per permettere alla signorina di concentrarsi sul suo lavoro.

Tutta quella confusione doveva finire!

Un sabato pomeriggio, la Bisbetica del quinto piano, consegnò alla madre di Valentina un pacchetto.

-Signora-, esordì la bisbetica,- considerato che la sua incapacità di controllare sua figlia, ho deciso d’intervenire. Le faccio dono di una coperta. Mi raccomando ,si preoccupi che sia sempre posata sul letto della mocciosa. Segua il mio suggerimento e tutto andrà bene.- Biascicando un saluto la bisbetica se ne andò.

La madre di Valentina aprì il pacchetto. Al suo interno c’era una bellissima coperta verde; al centro erano ricamate tre figure. Un gigantesco cane rosso, una stella e un folletto vestito d’azzurro che teneva in mano un flauto. Quella bisbetica dai modi sgarbati non ispirava certo una grandissima fiducia, ma la coperta era bellissima. Ormai i genitori di Valentina avevano provato un po’ di tutto, quel dono non avrebbe certo peggiorato le cose.

Quando la coperta fu sistemata sul letto la stanza sembrò più accogliente. Quella sera Valentina si addormentò senza fare storie.

Ma nel cuore della notte si svegliò. Vide uscire dalle ombre i mostri che la perseguitavano continuamente.

La bambina nascose la testa tra il cuscino, stava per mettersi a piangere quando udì poco distante da lei un digrignare di denti. Lentamente alzò la testa. C’era un gigantesco cane rosso, uguale a quello ricamato sulla coperta. Il cane ringhiava verso i mostri oscuri, questi sembrarono disorientati. Vedendo che il cane non faceva nulla ripresero coraggio e ghignando cominciarono ad avanzare. Dalla stella ricamata sulla coperta uscì un lampo di luce che investì i mostri e le ombre. Tutto si consumò in un attimo. Quando al luce si spense, il cane e i mostri erano scomparsi. Valentina vide seduto sulla sponda del letto un folletto vestito di blù. Lo strano essere le sorrise e iniziò a suonare il flauto. La stanza si riempì di musica. La bambina si addormentò. Dopo tantissimo tempo riuscì a riposare.

Da quella notte Valentina non ebbe più paura del buio, perchè sapeva che gli eroi della coperta verde l’avrebbero sempre protetta.

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