Lilo lo scoiattolo che aveva paura del buio
Nel cuore di un bosco pieno di alberi altissimi viveva un piccolo scoiattolo dal pelo rossiccio e dalla coda morbida come una nuvola. Si chiamava Lilo.
Di giorno Lilo era allegro, veloce e curioso. Correva tra i rami, saltava da un tronco all’altro e raccoglieva ghiande da nascondere sotto le foglie.
Ma quando arrivava la sera… tutto cambiava. Il vento sembrava sussurrare parole misteriose. I rami scricchiolavano. I gufi cantavano nel silenzio. E ogni piccolo rumore faceva tremare il cuore di Lilo.
Per questo, ogni notte, si nascondeva dentro una piccola fessura di un vecchio albero vicino al lago. Lì si stringeva le zampine al petto e chiudeva gli occhi forte forte.
«Il buio fa paura…» sussurrava.
Ma poi alzava lo sguardo verso il cielo. Tra le nuvole brillava sempre lei: la luna. Grande, luminosa e gentile.
Lilo la guardava e le parlava piano, come si parla a un’amica speciale.
«Fammi compagnia, amica mia…»
E la luna, con la sua luce argentata, sembrava rispondergli davvero:
«Io sarò la tua luce e ti farò compagnia.»
Allora Lilo si calmava un poco. Il lago ondeggiava lentamente e l’acqua faceva un suono dolce, simile a una ninna nanna.
Splash… splash…
Sembrava che il bosco volesse cullarlo.
Una notte, però, accadde qualcosa di diverso. Lilo sentì un rumore tra i cespugli.
CRACK.
Lo scoiattolino sobbalzò.
«C-chi c’è?» balbettò, tremando.
Dal buio comparve un piccolo cagnolino bianco con le orecchie abbassate e gli occhi tristi. Era sporco di fango e zoppicava leggermente.
«Non aver paura…» disse piano il cagnolino.
«Mi chiamo Limpido.»
Lilo rimase immobile.
«Perché sei qui tutto solo?»
Il cagnolino abbassò lo sguardo.
«Sono scappato da un uomo cattivo. Mi trattava male… Io volevo solo un po’ d’affetto.»
Lilo sentì il cuore stringersi. Per la prima volta si dimenticò persino della paura del buio.
Si avvicinò lentamente e disse:
«Puoi restare qui con me.»
Limpido alzò gli occhi lucidi.
«Davvero?»
«Sì. La mia casa è piccola… ma possiamo dividerla.»
Quella notte i due si rannicchiarono dentro la fessura dell’albero. Fuori il vento continuava a soffiare. I rami continuavano a muoversi. Il bosco faceva ancora rumore.
Ma qualcosa era cambiato. Lilo non si sentiva più solo.
«Anche tu hai paura?» chiese Limpido.
Lilo annuì.
«Del buio.»
Il cagnolino sorrise appena.
«Io avevo paura della cattiveria.»
Lilo ci pensò un momento. Poi guardò la luna. Lei brillava sopra il lago come una lanterna nel cielo.
«Forse,» disse lo scoiattolino, «quando si è insieme le paure diventano più piccole.»
Limpido appoggiò la testa sulla sua spalla.
«Sì. Molto più piccole.»
Da quella notte i due divennero inseparabili.
Di giorno giocavano nel bosco. Limpido inseguiva le foglie mentre Lilo rideva saltando tra i rami.
E la sera, quando il cielo diventava scuro, si sedevano vicino al lago a guardare la luna.
«Fammi compagnia, amica mia,» diceva ancora Lilo.
E la luna sembrava sorridere.
«Io sarò la vostra luce.»
Piano piano Lilo capì una cosa importante: il buio non era cattivo. Era solo la coperta della notte.
E dentro quella notte potevano esistere: una luce gentile, una ninna nanna del lago e perfino una bellissima amicizia.
Da allora Lilo non smise più di avere qualche piccola paura… ma imparò che il coraggio non significa non avere paura.
Significa affrontarla insieme a qualcuno che ci vuole bene.
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