10Ago
2016

Le lacrime di San Lorenzo

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Nella notte tra il 9 e il 10 agosto di tanti anni fa, S. Lorenzo passeggiava tranquillamente per la volta celeste ammirando le stelle. Si stupiva di così tanta magnificenza e si domandava come mai, nessuno era in grado di valorizzare così tanta bellezza. Ci pensò su per un attimo, e salendo a cavallo di una nuvola, percorse le nebulose, le costellazioni, i nuclei galattici, il sole, i pianeti e tutto ciò che il cielo era in grado di regalare. Infine, il suo sguardo si pose sul pianeta Terra.

S.Lorenzo si rattristò, poiché il pianeta nel quale aveva abitato prima di partire per il Paradiso, aveva ancora bisogno di aiuto. c’erano molti poveri, molti ammalati e molte persone lasciate sole. E cosa ancora più triste, ognuno pensava ai fatti propri, non accorgendosi di quanta sofferenza aleggiava intorno a loro. La bontà d’animo non era certamente il punto forte della Terra.

Con uno sguardo fattosi ancora più triste, S. Lorenzo si mise due dita in bocca e fischiò fiu fiuuuuuuu

In meno di un secondo, un bellissimo angioletto dal volto biricchino, apparve al cospetto del santo.

“Lorenzo, mi hai chiamato?” tagliò corto l’angioletto, accorgendosi subito che qualcosa non quadrava.

“Si, amico mio. Ti ho chiamato apposta dal Paradiso perché ho bisogno di un favore da parte tua.”

“Ma certo, Lorenzo. Tutto quello che vuoi. Dio mi ha dato il permesso di esaudire ogni tuo desiderio, purché conforme alla Sua Divina Volontà.”

Alle parole dell’angelo, il giovane santo si commosse, e subito delle lacrime solcarono il suo viso. Improvvisamente le lacrime gli si illuminarono e caddero velocemente emanando una luce portentosa, spargendosi dappertutto.

Lorenzo e l’angelo videro la gente ammirare festanti il cielo, indicando gioiosamente con il dito indice le scie luminose, ignorando che si trattassero delle lacrime versate dal santo per riportare il sorriso nel loro mondo.

Soddisfatti del lavoro, i due amici fecero ritorno in Paradiso, ripromettendosi di riportare tutti gli anni, nello stesso mese, nello stesso giorno e alla stessa ora, quel fenomeno meraviglioso che la gente aveva ribattezzato Stelle cadenti.

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