05Feb
2016
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La vera storia del Carnevale

Fiaba di: Lucia Chiaruttini

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La fiaba

Gli antichi romani usavano le maschere in teatro
per onorare festività dal contenuto sacro.
Più tardi la Commedia dell’arte inventò i personaggi mascherati
che recitavano copioni allegri ed improvvisati.
L’idiota, il pusillanime, il furbo ed il suadente
facevano ridere il pubblico piacevolmente.
Il dialetto arricchiva le loro battute animate
e le piazze ospitavano vivaci sceneggiate.
Col tempo i protagonisti delle commedie improvvisate
sono diventate le maschere più famose ed amate.
L’Arlecchino con il fare da burattino
dai mille colori si esprime con il mimo.
Brighella bergamasco vestito di bianco splendente
è un furbacchione, vivace e un po’ furfante.
Pulcinella pigro e credulone napoletano
ha repentini cambiamenti di stati d’animo.
Il veneziano saccente Balanzone è un ricco dottore
che con la sua erudizione fa sproloqui di ore.
Di rosso vestito è Pantalone l’avaro
abile mercante schiavo del danaro.
Scaramuccia è un brillante spaccone
ha un debole per le donne ed è un ubriacone.
La serva Colombina gestisce gli intrighi di cuore
e dispensa saggi consigli in mezzo al buon umore.

Vecchi brontoloni, serve astute, dottori pedanti e capitani coraggiosi
sono vizi e virtù comuni dai volti gioiosi.
Si fanno prendere a bastonate per le loro marachelle
amanti del dolce far nulla e delle donne più belle.
Il Carnevale si festeggia con coriandoli e frittelle
e le maschere fanno ridere i bambini a crepapelle!

da “Le fiabe di Lucia” di L. Chiaruttini

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