29Giu
2016

La fata dei sogni

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

C’era una volta, in un bosco incantato, una minuscola ma graziosissima fata. Abitava all’ interno del cavo di un albero, e tutti gli animali selvatici le volevano un gran bene. La fatina, oltre ad ammaliare chiunque con il suo visino tondo e bianco, la sua chioma dorata, i suoi occhietti azzurri, le labbra rosee e sottili, era anche dolce, gentile e simpatica. Trascorreva i suoi giorni svolazzando per l’immensa natura ammirandone la bellezza o raccogliendo bacche, muschi ed erbe per le sue pozioni miracolose. Era anche solita andare a far visita agli animaletti malati, prestando le sue cure senza chiedere nulla in cambio.

Una notte, mentre la bella fata riposava sul suo morbido lettino, un rumore assordante, la svegliò di soprassalto.

TUM TUM TUM

La fatina aprì gli occhietti e ancora mezza intontita dal sonno, tese le orecchie.

TUM TUM TUM

Il rumore continuava. Qualcuno stava bussando prepotentemente alla porta della sua casa.

“Ma chi è che disturba il mio sonno?” pensò la fata tra sé.

Si alzò prontamente dal letto e andò ad aprire. Sulla soglia della casa, entrò un coniglietto bianco, tutto sporco e spaventato.

“Coniglio bianco!” esclamò la fata “ma come sei ridotto! Che ti è successo? La tua mamma sta di nuovo male? Vieni, ti preparo una tazza di the per ristorarti.”

“Oh grazie, la mia mamma sta benissimo, sono venuto per un altro motivo. Ma un bel the caldo lo accetto molto volentieri.”

La fatina si avvicinò al tavolo, e con un colpo di bacchetta magica BUM; ecco che apparvero una teiera, due tazze e un vassoio di biscotti.

I due si accomodarono e cominciarono a bere e a mangiare. Finito l’ultimo biscotto, il coniglietto prese finalmente la parola.

“Oh fata, mia bella fata, sapessi cosa è successo in paese. Sono venuto di corsa da te per riferirtelo.”

“Calma coniglio, raccontami tutto.”

“Ecco, è un po’ difficile da spiegare. Non trovo le parole adatte. Ma è successo che gli abitanti del paese non sognano più. qualcuno ha rubato i loro sogni e li ha portati chissà dove.”

“Mmmm” mugolò la fatina, appoggiandosi l’indice e il pollice della mano sotto al mento. “qui c’è lo zampino di Rubarella .”

“Rubarella?” replicò il coniglio stranito “e chi sarebbe?”

“E’ una streghetta che vive nel bosco, si diverte a rubare tutto ciò che le capita a tiro, per poi nascondere il corpo del reato nel suo sacco di telo. Lo fa perché è tremendamente dispettosa.”

“Ma è terribile!” urlò di rimando il coniglio “Dobbiamo fermarla, non può rubare i sogni alla gente!”

“Hai ragione, dobbiamo fermarla immediatamente.”

Coniglio e fata uscirono dall’incavo dell’albero, corsero per tutto il bosco alla ricerca della strega Rubarella. Cercarono dappertutto, ma di lei nemmeno l’ombra. Sembrava fosse svanita nel nulla. Fino a quando, arrivati alla foce del fiume, non sentirono uno strano verso   ROOONF, ROOONF,  ROONF

“Saranno i grilli.” Disse il coniglio.

“No” rispose la fata “ non è il canto dei grilli, questa è Rubarella che russa come una locomotiva. Guardala, è lì. Dorme alla grossa sull’erba. Vicino a lei c’è il sacco di tela, sono sicura che ci sono racchiusi tutti i sogni che ha rubato.”

“Ma come possiamo sottrarle il sacco, senza svegliarla?”

La fatina, riprese nuovamente la sua bacchetta magica. E BUM; con un altro tocco di magia, il sacco si aprì e tutti i sogni rubati cominciarono ad uscire. Dapprima lentamente, poi sempre più velocemente, fino a quando non si svuotò del tutto.

Quando Rubarella si svegliò e si accorse di quanto fosse successo, prese a gridare e a saltellare come una pazza, stringendosi i capelli tra le mani “noooooo, i sogni nooooooo, oh i miei sogniiiiiii, ridatemeliiiiii.”

“ Che gran faccia tosta” disse il coniglio, uscendo allo scoperto “quei sogni non ti appartenevano, quando vuoi qualcosa bisogna lottare per averla, non è rubando che si arriva fino in cima.”

Ma Rubarella, fece finta di non sentirlo. Continuò a correre disperatamente, inciampò in un sasso e cadde nel fiume con un grande tonfo PLOFF.

Fatina e coniglio, videro la corrente del fiume trascinarla via, tuttavia non fecero nulla per salvarla.

“Ecco cosa succede, quando non si crede in ciò che si fa, si annega. Ma almeno, i sogni destinati ad avverarsi sono salvi, d’ora in poi sarò io a sorvegliare su di essi.” Sorrise la fatina, impugnando la bacchetta magica.

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