25Gen
2016

Il volta-sassi

Fiaba di: Carlo-Maria Negri

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La fiaba

C’era una volta un giovane ragazzo che passava le giornate a voltare sassi. Nella vita non faceva altro, e se gli si chiedeva il perché di quella strana attività, si infuriava tantissimo.

Un giorno un vecchio signore lo vide nel bosco mentre voltava un masso, e poi un altro e un altro ancora. Il ragazzo aveva una forza davvero poderosa, ma perché voltasse tutti quei sassi nessuno lo sapeva.

“Ehi, volta-sassi” disse il signore. “Perché sollevi i massi?”

A quella domanda il giovane divenne tutto rosso in viso, e per la rabbia sollevò un sasso grande quanto un carro da buoi. E scappò via.

Il signore si avvicinò al sasso che il ragazzo aveva sollevato, e pensò: “Caspita! Quante cose potrei fare con una forza simile”. E mentre rimirava l’incredibile, ecco che un luccichio comparve là dove prima stava il sasso. Erano tre monete d’oro zecchino che il ragazzo aveva lasciato lì. E anche negli altri solchi, dove prima stavano le pietre, c’erano tante altre monete d’oro.

“Ma questa è magia!” esclamò il vecchio, che non perse tempo e si affrettò a raccogliere l’oro dimenticato.

Così il vecchio signore andò in paese. Ora era un uomo ricco, e per la prima volta nella sua vita avrebbe potuto permettersi pasti da re, bei vestiti e un comodo letto.

Il vecchio entrò in una locanda. L’oste lo guardava di sbieco, ma appena il signore gli mostrò l’oro questi sfoderò il più cordiale dei sorrisi: “La mia casa è la vostra casa” disse il proprietario della locanda.

Passarono alcuni giorni. Il vecchio mangiò e dormì a sazietà, ma ben presto i soldi finirono e l’oste cacciò via dalla locanda il vecchio impoverito.

Così l’anziano signore si ritrovò nuovamente a vagare per il bosco, quand’ecco che rivide il volta-sassi.

Capìta l’antifona il vecchio disse: “Ehi, volta-sassi. Perché sollevi i massi?” E il signore ritornò con le monete nella locanda del paese. Ma questa volta l’oste volle capire il segreto della sua ricchezza: “Dimmi, amico, come fai ad arricchirti così in fretta?”

“Eh, solo il diavolo lo sa” disse il vecchio. Ma si dava il caso che l’oste conoscesse molto bene il diavolo, che chiamò e che si presentò in men che non si dica proprio davanti al vecchio.

L’anziano signore, vedendo il diavolo in persona, si pietrificò dalla paura, fino a trasformarsi in un grande sasso.

“Ehi?” disse l’oste al diavolo. “Ma cosa hai fatto? Il vecchio mi doveva ancora dei soldi”.

“I tuoi soldi li troverai sotto questo sasso” disse il diavolo. “Ma per colpa della tua avidità non potrai mai afferrarli, né farne parola con nessuno per farti aiutare”.

Il diavolo se ne andò come era comparso, lasciando l’oste solo mentre cercava di sollevare il sasso.

“Ehi, oste, perché volti il sasso?” domandò un ragazzino accorso nella locanda. E l’oste si arrabbiò tantissimo, sollevò il masso e scappò via nel bosco, lasciando per terra tre monete d’oro zecchino.

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