04Nov
2015

Il Mio Amico dell’Altra Stella

Fiaba di: Delia Fantino

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La fiaba

Nell’isola che non c’è…..esiste, ora c’è e ci abita una Fata bellissima ….è l’isola di Imisoara, è un posto incantato e magico, dovete crederci esiste davvero per chi crede veramente e sogna… La sua Principessa è Narim. Possiede poteri magici, è la fata delle Stelle scesa sull’isola per volere di sua madre la Regina Trim abitante nella Galassia certo che sì!!! Nell’universo infinito all’opposto del nostro sistema solare, in una Galassia lontana esiste davvero un altro identico sistema solare simile al nostro, ma gli abitanti sono molto più potenti ed evoluti di noi terrestri comuni mortali, hanno poteri magici…vivono da sempre intorno a un grande castello di cristallo tempestato di pietre preziose e magiche.

Il loro sole è molto più grande là è sempre giorno, la notte non esiste e la loro luna con il suo influsso magico emana raggi di luce azzurra e gocce di perle blu, la sera cadono su tutte le case e fanno addormentare tutti. Dopo il sole con i suoi raggi d’oro fa brillare ogni cosa risvegliando gli abitanti di Girl, questo è il suo nome, pieni di energia e vitalità. Loro vivono felici e contenti trasformando i sogni in realtà…hanno tutto ciò che desiderano e sono tutti grandi amici, vivono in pace e fanno grandi feste. Volano nell’universo infinito sopra le stelle con anelli e sfere magiche che la Regina Trim ha dato loro, frutto della fantasia dei sogni dei bambini della terra. Si perché la Regina Trim quando cala la notte vola sulla terra ed entra nelle case dove i bambini dormono e sognano.

Lei riesce a trasformare i loro sogni in realtà portandoli nel suo pianeta. I bambini del pianeta Girl non sognano, hanno bisogno di avere tante cose belle e magiche per vivere bene, però non hanno fantasia e tutte le cose che posseggono sono il frutto dei sogni dei bambini della terra, trasformati in realtà dalla loro Regina. La bella fata Narim prima ancora di scendere nell’isola era felice con sua padre il Re Ertex e sua madre la Regina Trim e con suo fratello Abedin e aveva tutto ciò che desiderava. Ma vicino al suo pianeta ne esisteva un altro Parvanek , con dei piccoli satelliti che vi giravano intorno, vi abitavano tanti piccoli mostri il loro Re Kriman, tanto cattivo e geloso della felice vita dei loro vicini. Roso dall’ira aveva deciso di distruggerli per impadronirsi del loro pianeta e dei sogni. Così un giorno si trasformò in un bambino e facendo finta di essersi perso entrò nel palazzo del Re Ertex , lo rapì e se lo portò nel suo regno trasformandolo in un bambino, lo rinchiuse in una piramide di cristallo tenendolo in vita per poi usarlo per ottenere il suo scopo: voleva avere tutti i sogni dei bambini della terra. La Regina Trim disperata per la sparizione improvvisa del suo amato re, credendo fosse andato una notte sulla terra per impadronirsi dei sogni dei bambini, mandò sua figlia Narim nell’isola che non c’è è costruita solo dalla fantasia dei bambini, dei loro sogni a cercare di scoprire dove fosse finito il padre Ertex. Narim appena scesa nell’isola fatata, costruì con i suoi poteri magici un castello incantato, di giorno era invisibile, però la notte brillava e ogni bambino che sognava volava nel castello trasformando ogni cosa che desiderava in realtà. Vivevano una notte veramente speciale e magica, apparivano cose stupende e per incanto tutti i bambini dei sogni diventavano grandi amici e ogni desiderio diventava reale, si divertivano un mondo.

Intorno all’isola c’erano tante ninfee, la sera si trasformavano in tante fate bellissime vestite d’arcobaleno, cantavano, ballavano, raccoglievano tanti fiori e le foglie diventavano tanti tappeti di mille colori rischiarate dalla luna poi con le loro bacchette magiche trasformavano tutti gli alberi in folletti con le ali e volavano con i bambini dei sogni, realizzando i desideri più preziosi.

Il giorno era tranquillo nell’isola incantata, il castello era invisibile per chi non sognava e la fata Narim interrogava il laghetto magico delle ninfee per sapere e vedere poteva esser sua padre Ertex. Non riusciva a scoprirlo, perché il laghetto riusciva a vedere solo tutte le cose anche le più nascoste della terra, ma Ertex però era prigioniero nella Galassia dove era nato, fuori portata dal potere del laghetto. Narim non si scoraggiava, tutte le notti chiedeva ai folletti di aiutarla nella ricerca, loro avevano trasformato gli animali piccoli del bosco in tanti cavalli alati e con loro volavano nello spazio immenso dell’universo, chiedendo alle stelle del Re Ertex, ma egli era tanto lontano, i cavalli potevano volare solo fino alla luna. E così fu che una notte di luna piena (era la notte delle streghe) i folletti furono attratti dai bagliori dei fuochi accesi, scesero incuriositi mentre le streghe uscivano dai loro nascondigli e al massimo della eccitazione, iniziavano i loro riti magici. Anopi il capo dei folletti era il più ardito, scese dal cavallo alato, si avvicinò ad uno dei fuochi accesi e con stupore vide un giovane legato ad un grosso fungo, il folletto non esitò un attimo e lo liberò, lo fece salire sul suo cavallo alato portandolo in salvo nella sua casa nel bosco.

Il giovane era Erme, rapito dalle streghe perché possedeva fin da piccolo dei poteri speciali, che neanche lui sapeva di possedere, infatti i suoi sogni si trasformavano in realtà e di notte riusciva a mettersi in contatto con l’universo, comunicava con le stelle e con il pianeta Girl, era diventato amico della principessa, parlando attraverso una stella d’argento che Erme le aveva fatto trovare fin da quando era bambino. Una notte sognò di volare nell’isola che non c’è e così in sogno vide la bella Principessa Narim e se ne invaghì.

La cercò perdutamente senza mai trovarla, la riusciva a vedere solo in sogno, allora decise di addormentarsi anche di giorno per poterla ritrovare e mentre dormiva le streghe del bosco incantato lo rapirono, per poi sacrificarlo e impossessarsi dei poteri che lui non sapeva ancora di possedere e ottenere così più poteri soprannaturali. Erme così felice di essere stato liberato dal folletto, narrò la sua storia, anche i folletti raccontarono delle loro ricerche del Re Ertex, allora decise di aiutare tutti i folletti nella ricerca di Re Ertex.

I folletti con i loro cavalli alati volarono nell’isola di Imisoara dalla Principessa Narim, raccontando dell’avventura con Erme. Egli era amico di suo fratello Abedin , anche se fosse un abitante della terra, era un giovane speciale, nato da un mago potente Sulayman e da una donna bella e pura Ashley benedetta dalle Fate , ma molto povera, entrambi spariti nel nulla in una notte di luna piena, risucchiati da una luce intensa scesa dal cielo, rapiti dai mostri del Re Kriman, poi portati nella sua Galassia lontana migliaia di anni luce, mentre stavano sognando una vita felice con il loro amato figlio Erme, per poi insegnarle i poteri della magia bianca, per aiutare tutti gli abitanti della terra a vivere meglio in un mondo più puro e vero, magico, senza cattiveria e falsità, poter costruire tante cose utili e belle, trasformare tutti i sogni veramente in realtà e realizzare così tutto ciò che di bello esiste nell’animo della gente. A sua insaputa il padre Sulayman mago molto potente aveva inserito nell’orecchio sinistro di Erme un anello magico che l’avrebbe aiutato nel momento del pericolo e a scoprire tante cose e tutti i segreti dell’Universo.

Ma una notte Erme mentre sognava di avere tra le braccia la sua amata Narim, sentì una musica dolcissima, una voce che lo incitava, forza e animo, solo tu puoi combattere il cattivo Kriman, egli abita nella Galassia vicino al pianeta Girl della Principessa Narim che tu ami tanto, devi andare a cercarlo svegliati, prendi la stella d’argento e chiama i tuoi amici folletti così ti aiuteranno. Erme si svegliò di soprassalto, chiamò i folletti, arrivarono con il loro capo Anopi e lo portò con sul suo cavallo alato nel castello pieno di luci della sua Principessa.

Non poteva credere ai suoi occhi, davanti Erme apparve Narim, più sfavillante che mai, bellissima nel suo abito color luna le sorrideva, stava avanzando verso di lui, gli tese la mano si sedettero sopra ad un grande cuscino di fiori. Erme cominciò a raccontargli la sua storia, mentre intorno le ninfee fate danzavano intorno, raccontò a Narim che quando era bambino e stava giocando a nascondino con i suoi amici si perse nel bosco, camminò tanto per cercare di ritrovare la strada di casa.

Mentre vagava nel bosco inciampò, in terrà vide qualcosa che luccicava, la raccolse era una stella tutta d’argento c’erano dei pulsanti che lampeggiavano e attratto provò a premerli, la stella si aprì: dentro c’era come una sfera magica e faceva vedere tutto ciò che lui stava pensando, volava trovare la sua casa in quel momento, apparve il viso sorridente di una bambino, lo salutò disse di chiamarsi Samer e di desiderare la sua amicizia, poi le indicò la strada di casa e dandogli appuntamento la notte in sogno per giocare con lui. Seguendo le indicazioni di Samer, Erme tornò a casa felice del suo nuovo e prezioso amico dell’altra stella.

La notte successiva si incontrò in sogno con Samer nell’isola che non c’è, si divertirono un mondo a costruire insieme cose fantastiche. Narim rapita e commossa del racconto di Erme l’accarezzò, chiedendo di vedere la stella d’argento, ma non l’aveva con se, allora Erme chiese alla Principessa se voleva andare con lui nella sua casa nel bosco. Narim non poteva oltrepassare l’isola che non c’è che non di notte. Si dettero così appuntamento per la notte in sogno. Le streghe intanto molto arrabbiate per la scomparsa di Erme, andarono a casa sua e presero la stella d’argento, dovevano vendicarsi.

Anopi il capo dei folletti portò a casa Erme, il quale felice di aver visto e conosciuto finalmente di persona la principessa si addormentò estasiato. La mattina seguente si svegliò così fiducioso di aiutare la principessa, andò per prendere la stella d’argento dove l’aveva riposta ma non la trovò, disperato frugò per tutta la casa, non c’era, la sua era una casa molto particolare l’aveva costruita con cura suo padre il mago Sulayman, con pietre magiche portate dal cielo a forma di cuore, battendo le mani ogni stanza girava intorno a se stessa e cambiava posizione. In ansia perché non trovava la stella d’argento, Erme cominciò a battere le mani così forte che la casa girò vertiginosamente su se stessa fino a staccarsi da terra e a volare, prese la direzione dell’isola che non c’è Imisoara. si posò sopra una roccia vicino al castello di Narim. Erme credeva di sognare, si stropicciò gli occhi, provò ancora a battere le mani, la sua stanza girò in tondo e sotto di lui si aprì una botola che lo fece scivolare sotto in una stanza dove suo padre aveva costruito il suo luogo magico.

Con stupore vide tanti libri e in un angolo trovò una sfera di cristallo accanto appeso un grande orologio di legno a forma di cuore e accanto un gufo scolpito, le lancette e numeri erano speciali, brillavano, li toccò sfregandosi l’orecchio sinistro e per incanto il gufo parlò ad Erme, dicendogli di toccare tutti i numeri magici dell’orologio, il gufo si staccò dalla parete e volò sulla sua spalla. Spiegò ad Erme che aveva poteri magici come lui, donati dal padre e che l’avrebbero aiutato a trovare i suoi genitori, così volandogli intorno sbatté le ali vicino al suo orecchio, Erme sentì le streghe parlare tra di loro, soddisfatte di avere la Stella d’Argento, l’avrebbero usata come trappola per rapirlo di nuovo. Così Erme scoprì che i suoi poteri si manifestano solo quando era molto tormentato e disperato e attraverso il suo orecchio sinistro poteva udire le cose che voleva sapere anche da molto lontano.

Allora accarezzò più forte il suo orecchio, udì la voce della Principessa Narim che parlava con le fate del bosco, voleva vedere la casa dove abitava Erme. Il gufo Faith si offrì di andare a prendere la Principessa e fargli vedere che la sua casa era ormai sulla roccia vicino al suo castello. Incredula Narim raccontò al gufo dell’appuntamento con Erme. Scese la notte e la principessa volò con il gufo verso la casa, sgranando i suoi occhi di color smeraldo vide la casa la casa sulla roccia, ancora di più fu la meraviglia, sulla porta c’era Erme che ansioso l’aspettava.

Gli raccontò della strana avventura e del perché la sua casa fosse nell’isola di Imisoara sopra la roccia e della scomparsa della Stella d’Argento. Ormai sapeva che l’avevano portata via le streghe e più che mai convinto di andare a riprenderla, spiegò a Narim dei suoi poteri magici e come funzionano. Insieme studiarono un piano per annientare le streghe. Poi battendo di nuovo più forte le mani, la casa girò di nuovo su se stessa e volò di nuovo nel bosco dove si trovava prima con anche Narim. Si aprì la botola segreta sotto la casa dove suo padre aveva le sue cose magiche e preziose. Il gufo Faith con Erme e Narim cominciarono a cercare in mezzo a tutti i libri, oggetti strani, scovarono un libro tutto tempestato di pietre preziose con i mezzo una grande pietra a forma di cuore che cambiava continuamente colore passandogli la mano sopra, Narim lo aprì incuriosita, con stupore apparve il viso della madre di Erme che chiedeva aiuto.

Nel frattempo Erme prese la sfera di cristallo, si aprì, vide anche lui sua madre Ashley che disperata piangeva, provò a sfregarsi l’orecchio sinistro, udì così la voce di suo padre Sulayman le suggeriva di andare a prima a catturare le streghe per impadronirsi dei loro poteri, recuperare la Stella d’Argento e così poteva liberare sua madre e lui che si trovavano prigionieri nella Galassia, vicino a dove era nata la Principessa, con loro c’era anche un bambino intrappolato in una piramide di cristallo.

Erme non esitò un attimo, con il gufo Faith e Narim chiamarono tutti i folletti guidati da Anopi, le fate dell’isola di Imisoara, si radunarono, portò con se la sfera magica insieme volarono nel bosco. Le streghe erano tutte in raduno, avevano appena iniziato un rito magico per trarre in inganno Erme. In quel momento Erme consultò la sfera magica, vide cosa stavano facendo le streghe, si erano trasformate in tanti bambini facendo finta di giocare in girotondo.

Erme si avvicinò a loro nascondendo in tasca la sfera magica, si finse loro amico e quando cercarono di dargli la mano egli lanciò su di loro la palla magica, che si aprì mandando una luce così potente che le accecò, poi fregandosi l’orecchio chiamò in aiuto le fate e i folletti con i cavalli alati, arrivò anche il gufo che afferrata la palla magica la porto da Narim che stava arrivando anche lei sul suo cavallo alato, aprì la sfera pronunciò le parole magiche “ Vedian Stellam “ e riuscì così a vedere la Stella d’Argento, era nascosta nel tronco di un albero molto grande la casa delle streghe, c’era una grande porta, seduta davanti una vecchia strega che nel vederli avvicinare si trasformò in grande falco si avventò sul gufo ma lui era più forte e con i suoi artigli e con il becco magico lo fece cadere e trasformatasi di nuovo nella vecchia strega.

Ora toccava a Narim, doveva annientarla, scagliò la sfera mentre pronunciava le parole magiche “Destruggim Male”, la strega era molto potente riuscì a scansarla, andò subito dentro all’albero dove prese la sua scopa magica, la scagliò contro la Principessa, colpita cadde a terra svenuta, il Gufo però pronto prese la sfera la scagliò in testa alla strega polverizzandola. Il gufo sbatté le sue ali fatate sul viso della Principessa che aprì gli occhi, raccolse la scopa magica della strega, con il gufo entrarono nella cavità dell’albero, presero la Stella d’Argento e volarono di corsa da Erme. Lo trovarono con le Fate e i Folletti che avevano ormai annientato tutte le streghe, le stavano bruciando e con le parole magiche che suo padre le aveva suggerito “ Trasferim Puteri Magiam Stregum“ Erme riuscì a impadronirsi dei loro poteri e a catturarli dentro nella palla magica che il gufo gli porgeva.

Dovevano adesso volare nella Galassia per cercare i suoi genitori il padre Sulayman e la madre Ashley, anche Narim era pronta a partire con loro, voleva trovare e salvare suo padre Re Ertex. Diede la Stella d’Argento a Erme, lui l’aprì, il suo amico dell’altra stella Abedin era li felice di parlare con lui, le raccontò tutto quello che era successo e delle loro pericolose avventure con sua sorella, lo rassicurò che ora stavano per arrivare nel suo mondo. Così Narim parlò con suo fratello, chiedendo se aveva notizie del loro padre scomparso e come stava sua madre la Regina Trim, rispose che non aveva notizie del loro padre e che la loro madre era disperata.

Ora Narim aveva la scopa magica, poteva volare lontano in ogni angolo dell’universo chiese a Erme e al Gufo Faith di seguirla nella Galassia dove era nata. Erme con la palla magica, il Gufo Faith con la Stella d?argento e Narim con la scopa magica volarono lontano lontano, stavano entrando nel sistema solare all’opposto del nostro, la palla su cui Erme era sopra cominciò a girare vorticosamente, sfregò il suo orecchio sinistro, udì nitida la voce di suo padre che chiedeva aiuto, il re Kriman lo stava portando in un luogo più sicuro e segreto, in quanto aveva capito che era un mago potente ed era riuscito a mettersi in contatto con suo figlio anche se i suoi poteri erano molto più deboli nel suo pianeta.

Narim stava per entrare nella sua Galassia, doveva però prima parlare con sua madre la Regina se poteva tornare a casa in quanto doveva aiutare il suo amico Erme a trovare i suoi genitori. La Regina Trim acconsentì, felice di poter abbracciare la figlia. Narim fece conoscere di persona alla madre e al fratello Abedin il suo amico Erme, si abbracciarono contenti, ma la Regina Trim era turbata e preoccupata disse loro che il giorno prima i piccoli satelliti che giravano intorno al pianeta Girl mandavano degli strani bagliori nella notte e avevano distrutto dei sogni dei bambini.

A questo punto Erme, Narim e il Gufo Faith decisero di volare su quei piccoli satelliti, con le loro armi magiche. Questi satelliti erano abitati da piccoli mostri con in mano tante piccole palle infuocate, alla vista dei tre cominciarono a lanciarle, ma Erme pronto con la sua palla magica la scagliò pronunciando le parole magiche “Sdoppiam Colpirum Male” e sfregando l’orecchio sinistro si avventò su di loro, la palla magica si sdoppia, ne uscirono tante altre piccole che come saette caddero addosso ai piccoli mostri disintegrandoli e spegnendo le loro palle di fuoco. Il Gufo pronto recuperò una palla e la porse a Narim che intanto stava arrivando con sulla sua scopa magica presa alle streghe. Insieme proseguirono il volo, il lontananza videro il pianeta Parvanek e il castello del Re Kriman, però prima volarono sugli altri pianeti satelliti, distruggendo tutti i mostri rimasti, che volevano difendere il pianeta del malvagio Re Kriman.

Giunti nel pianeta Parvanek senza essere avvistati si avvicinarono al castello, a quel punto apparve loro il malvagio Kriman sulla torre del castello. Ora dovevano trovare il modo di entare nel castello, Erme consultò la sfera magica, sfregò l’orecchio e udì il lamento di un bambino, diceva a Narim di cercare di entrare nel castello. Ma dovevano combattere Kriman che ora avanzava verso di loro, con una grande palla di fuoco, il gufo pronto volò sulla testa del malvagio Kriman, Narim lanciò la sua sfera magica pronunciando parole magiche “ Bloccam Pallam Fuocus” che bloccassero la palla di fuoco, Erme allora pronto lanciò la sua sfera magica colpendo gli occhi del Re Kriman, un urto tremendo, il malvagio fu avvolto dalle fiamme della sua stessa palla che si era rivoltata contro riducendolo in cenere.

Distrutto Kriman ora i tre amici dovevano trovare i prigionieri, consultarono magica che aprendosi fece vedere la piramide di cristallo dove era imprigionato il bambino. Intanto Narim volava nelle stanze seguendo il lamento del bambino, finalmente vide la piramide di Cristallo. In quale mentre arrivarono anche Erme e il Gufo Faith, ora dovevano trovare il modo per liberare il piccolo, non riuscivano a capire come fare, Erme sfregò l’orecchio udì la voce del padre che diceva loro le parole magiche per aprire la piramide, dovevano tenersi tutti e tre per mano, girare intorno alla piramide pronunciando “ Sbloccam Segretum Passgem” finalmente come per incanto la piramide si aprì, il Bambino uscì, corse verso la Principessa Narim e svelò di essere suo padre Re Ertex. Poteva essere un inganno, come credergli? Il saggio Gufo Faith capì che diceva la verità, disse alla Principessa di scagliare contro la piramide la sua scopa magica, l’incantesimo svanì e il bambino si trasformò in sua padre Re Ertex che felice abbraccio sua figlia Narim che le fece conoscere i suoi amici che l’avevano aiutata a liberarlo.

Ma ora si dovevano trovare i genitori di Erme, il saggio Gufo parlò a tutti con molta calma, non era facile capire dove il padre Sulayman e la madre Ashley fossero stati portati. Erme preoccupato provò a consultare la palla magica, apparve il volto del padre, era molto debole i suoi poteri stavano svanendo, riuscì a sussurrare di trovare nel suo libro magico la formula per ottenere ciò che cercavano. Il Gufo Faith così dovette tornare alla velocità della luce sulla terra, preso il libro fatato e lo portò a Erme, formulata la frase magica “Desiderum Esausti” sfregando forte l’orecchio, dal cuore del libro uscì una bellissima farfalla dai colori delicati molto grande che li portò tutti sopra alle sue ali nel posto segreto dove era nascosto il padre. Dopo averlo liberato, tutti volarono sul pianeta Girl felici di essersi ritrovati, ma mancava ancora la madre Ashley.

Piano piano i poteri del mago Sulayman con l’aiuto del figlio diventavano sempre più forti. La Regina Trim felice di avere il suo sposo di nuovo accanto, chiese al figlio Abedin di aiutare il suo amico Erme a cercare la madre che era stata portata su una delle stelle vicine al loro pianeta. Bisognava attraversare i piccoli satelliti dove avevano combattuto con i piccoli mostri. Così partirono il mago con suo figlio, il Gufo e l’amico dell’altra stella Abedin, volando in groppa alla grande farfalla, passando vicino ai satelliti si accorsero che erano rimasti ancora vivi qualche piccolo mostro, così il mago Sulayman con la sua magia volle combatterli per distruggerli definitivamente, scesero in suo aiuto anche il Gufo Faith, Abedin e il figlio Erme, riuscirono a disintegrarli tutti…o quasi, uno solo era rimasto vivo, si era nascosto dentro a una roccia, ma il Gufo lo scorse e con i suoi artigli magici e potenti lo prese, lo portò dal mago che lo costrinse a parlare, riusci a farsi dire dove era nascosta la sua adorata sposa. Sulayman e tutti gli altri con la farfalla volarono sulla stella incantata, portarono con loro il piccolo mostro, sapevano di dover incontrare ancora degli ostacoli.

Interrogato il libro magico e capì dove si trovava la sua sposa, intorno c’erano dei grandi ragni che con le loro ragnatele la tenevano prigioniera. Il Gufo Faith combatté e distrusse i ragno giganti, con la sua magia e la palla magica Sulayman fece sparire con le parole magiche “Ragnum Tessitum Volant” la grande ragnatela finalmente si polverizzò e tutti poterono abbracciare Ashley la dolce sposa del Mago, Erme felice baciò sua madre e ringraziò il suo amico dell’altra stella di essergli stato accanto.

Il Gufo con i suoi artigli afferrò il piccolo mostro, stava per scagliarle in testa la sfera magica, ma una voce metallica le disse non farlo, era la Regina Ayse di questa stella è stata fatta prigioniera trasformata in mostro dal Re Kriman, quando portò qui Ashley madre di Erme per nasconderla, lei si era opposta di incatenarla con i ragni così Kriman la punì portandola nel suo pianeta per sposarla e impadronirsi dei tesori della stella, la trasformò in mostro per ricattarla a sposarlo e se lei acconsentiva sarebbe tornata come prima. Tutti stupiti da quel racconto, dalla voce metallica che risuonava forte nell’aria, però volevano una prova se era vero tutto ciò e perché da piccolo mostro una volta distrutto Kriman non era tornata la bella Principessa Ayse della stella Yschjro. Il mago interrogò il suo libro delle magie, ciò che diceva la voce era vero, il piccolo mostro non era che la bellissima e sola Regina del pianeta stella Yschjro. Ayse poteva tornare come prima solo se un giovane puro di cuore e fiducioso baciando il piccolo mostro e chiedendola in sposa poteva spezzare l’incantesimo. Il fratello di Narim tutte le notti guardava sempre verso la Stella Yschjro, sognava davvero che ci abitasse una bella fanciulla. Il cuore Abedin le diceva di credere a quelle parole, guardò il piccolo mostro che si fece ancora più piccolo e lo guardava con occhi tristi e buoni, Abedin si avvicinò chiuse gli occhi e immaginando di baciare una bella fanciulla, si inginocchiò baciò il piccolo mostro e le chiese di diventare sua sposa, si ruppe l’incantesimo apparve come per incanto la bellissima Regina Ayse che felice le disse di si.

Era davvero tutto un sogno bellissimo, salirono tutti sulle ali della grande farfalla, estasiati e contenti volarono verso il pianeta Girl. Quando la vide la Regina Trim rimase stupita della sua bellezza, chiese chi fosse quella bella fanciulla coi capelli dai fili d’oro e dagli occhi color smeraldo Suo figlio Abedin raggiante disse alla madre che era la sua futura sposa, Narim contenta abbracciò suo fratello, congratulandosi con lui e sospirando guardò Erme che felice era abbracciato ai suoi genitori. Così il Re Ertex e la Regina Trim del pianeta Girl chiesero a tutti di rimanere per la grande festa che aveva inizio subito, fino alle nozze del figlio Abedin. Acconsentirono tutti tranne il Gufo Faith, volle tornare subito sulla terra, lo aspettavano gli amici del bosco e poi doveva fare da guardia alla casa a forma di cuore.
Nei giorni che seguirono, nel magico pianeta si verificavano le cose più belle e incredibili, Narim sempre più bella e felice si incontrava con Erme nei sogni, si innamorarono e lui le chiese di sposarlo. raggianti di felicità andarono a informare i loro genitori che entrambi acconsentirono. Ma sorse un dilemma, dove dovevano andare ad abitare i loro ragazzi, ognuno li voleva vicino, così decisero di vivere Nell’Isola che non c’e, così la notte potevano trovarsi tutti insieme attraverso i sogni, vissero così tutti in sintonia, il mago Sulayman andò con la sua dolce sposa Ashley nella casa a forma di Cuore, li ritrovò il saggio e fedele Gufo Faith, che nel frattempo aveva costruito una piccola casa sull’albero nel bosco trovando anche lui la compagnia. La Regina Trim con il suo amato Re Ertex ingrandì il suo regno in attesa degli eredi. Abedin il fratello di Narim con la bella Aysesi spostarono la stella Yschjro da una galassia all’altra così potevano incontrarsi di tanto in tanto anche nei sogni: perché i sogni sono i desideri più preziosi e se ci credi veramente sono la realtà e la realtà è come vivere in un grande sogno.

Per chi sa sognare.

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