18Mag
2015

Il leone e la scimmietta

Fiaba di: belfagor

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La fiaba

 

Lungo le distese interminabili della Savana si aggirava un leone esiliato dal branco.

Era un giovane maschio che era stato allontanato dal padre così da farlo crescere più in fretta e più forte: lo avrebbe sicuramente aiutato a crearsi una famiglia al di fuori del proprio territorio evitando conflitti naturali con la propria famiglia di origine.

Ma il leone era ancora molto giovane e non capiva il senso di tutto questo. Non sapeva nemmeno cacciare poi tanto bene ed anche la volontà d farlo lasciava il posto alla voglia di giocare.

Una scimmietta che stava sdraiata su una roccia a prendere il sole e a godersi il panorama, vide passare il giovane leone ed avendo intuito che si trattava di un esiliato alle prime armi si volle divertire prendendolo in giro.

La scimmietta raccolse alcuni sassini e dall’alto del grosso masso cominciò a tirarne uno, prendendo in pieno capo il felino.

“Ma cos’è ?” si domandò sorpreso il leone, fermando la sua marcia. Si voltò indietro, poi davanti ma non vide nessuno. Pensò, così, che forse aveva sognato ad occhi aperti. Ma dopo un attimo, ecco un altro sassino che gli piovve più forte sul suo sedere.

Il leone fece un balzo in avanti con espressione quasi arrabbiata

“Ma allora ? Da dove arrivano questi colpi ?” si domandò con un ruggito.

La scimmietta fece di nascondersi ben bene, anche se dalla posizione del leone era impossibile che venisse vista.

Il leone proseguì a camminare andando oltre il rilievo roccioso sul quale era accucciata la scimmietta. Quest’ultima, che si stava divertendo come non mai, scese dal masso dalla parte del retro e prese a seguire il leone a debita distanza, nascondendosi una volta dietro un cespuglio, un’altra dietro un fusto e via dicendo.

Una volta avvicinatasi a poca distanza, e visto un riparo di sicurezza, la scimmietta scagliò un altro sassino con più veemenza addosso al leone, per nascondersi subito dopo dietro ad una frasca.

Il leone ruggì infuriato: “Ma chi diavolo è che mi lancia pietre ? Chi osa sfidare un leone affamato ? Si faccia avanti se ha coraggio !!”

La scimmietta dispettosa se la rideva ben nascosta e non vedeva l’ora che il leone riprendesse il cammino per continuare a giocare.

Il leone, però, non era da meno. Aveva capito che qualcuno si stava prendendo gioco di lui ed elaborò una strategia.

Riprese la marcia e la scimmietta dietro come prima, ma questa volta al lancio del suo sassino non vi fu alcuna reazione da parte del leone.

Così continuò per almeno un’altra mezz’ora.

Proprio quando la scimmietta cominciò a dare i primi segnali di impazienza, il leone si fermò ad annusare dietro ad un tronco di legno, facendo apprezzamenti di ogni genere: “Ma che odore buono! Non ho mai trovato una cosa così profumata! E deve essere anche squisita da mangiare! Uhmmm … quanto è buona!”

La scimmietta, incuriosita e totalmente presa dall’impazienza, non riuscì a mantenere le dovute distanze di sicurezza, avvicinandosi sempre più al tronco.

La poveretta rimase senza fiato nel vedere che dietro al legno non c’era proprio niente, trovandosi così a tu per tu con il leone. In un balzo, il felino le fu addosso ed il buio la avvolse di botto.

“Certo ….. mi potevo proprio fare una bella mangiata, ma così provo molto più gusto!” esclamò il leone camminando e tenendo al guinzaglio la scimmietta davanti a lui.

Naturalmente, lanciandogli addosso ogni tanto qualche sassino …

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