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Il lago argentato

Gloria e il cane Blacky osservano il lago tornato limpido con il castello tra le colline in una serena mattina di primavera

IL LAGO ARGENTATO

C’era una volta una brava ragazza diciannovenne di nome Gloria. Abitava con i suoi genitori in un bellissimo paese circondato da colline e numerosi boschi.

I suoi genitori avevano un’azienda agricola ed erano specializzati nella produzione di mirtilli. Gloria spesso li aiutava a venderli in paese, affiancata sempre dal suo fedelissimo cane Blacky. Metteva i mirtilli in un capiente cestino di vimini e si fermava porta a porta nel tentativo di venderli ai suoi compaesani. Ogni sabato c’era anche il mercato settimanale, dove i suoi tenevano un banco e lei era sempre presente. Un’altra occasione di buone vendite era durante le sagre o le feste, quando si radunava tanta gente.

La particolarità di quel paese era che giravano voci secondo cui si trattasse di un luogo incantato, ma nessuno sapeva spiegare con esattezza il perché. Questa leggenda era anche positiva perché incuriosiva le persone e attirava i turisti.

«Quest’anno faccio le ferie nel paese incantato», dicevano certe persone.

Anche gli abitanti del posto, in qualche maniera, credevano a quelle indiscrezioni e le collegavano al castello che sovrastava la cittadina.

«Se c’è qualcosa di magico è di sicuro lassù», dicevano indicando il castello. Così provavano anche un po’ di paura guardando quella costruzione che sembrava incombere sulla piccola cittadina.

«Non andate lassù, chissà chi ci abita! Magari è pieno di fantasmi. Oppure c’è una strega cattiva.»

Sembrava che parlassero in quel modo per spaventare i bambini, ma non si capiva se scherzassero oppure avessero davvero paura. Restava il fatto che nessuno aveva il coraggio di andarci.

Un altro argomento di discussione era rappresentato dai piccoli furti che avvenivano spesso senza che si riuscisse mai a trovare il responsabile. L’abile ladruncolo era un giovanotto di nome Luca, ma nessuno sospettava di lui.

«Sapete che oggi è sparita una bicicletta. Dobbiamo proprio trovare questo ladro.»

«Già. Bisogna coglierlo in flagrante. Magari possiamo organizzare delle sentinelle a turni.»

Fingendosi preoccupato e desideroso di mettere fine alle ruberie, spingeva la gente a non pensare male di lui.

Un giorno Gloria andò in giro per le case a vendere i mirtilli, come faceva di solito. Ma non riuscì a venderne molti. Le dispiaceva il pensiero della delusione di mamma e papà, così pensò di inventarsi qualcosa. Alzando lo sguardo verso il castello le venne una bella idea.

«Blacky, andiamo su a vedere chi ci abita. Magari c’è gente ricca che vuole comprare i mirtilli. Sai, io non sono superstiziosa e non credo all’incantesimo.»

«Va bene. Se non hai paura tu, non ce l’ho nemmeno io», rispose Blacky.

Così salirono fino al castello e bussarono alla porta. Ma non aprì nessuno. Entrarono. C’era un silenzio assoluto, tante ragnatele, mobili vecchi e nient’altro.

«Niente, Blacky, torniamo. Non ci abita nessuno. Sono proprio sciocchini i nostri compaesani a parlare dell’incantesimo. Però guarda che bella vista da qui.»

«È vero. Almeno ci siamo goduti la bellezza del paese dall’alto. Dai, torniamo.»

«Sì, e non diciamo a nessuno che siamo venuti qua. I miei sicuramente mi sgriderebbero.»

«Sai che puoi sempre contare su di me», scherzò il cagnolino.

«Sì, certo. Non dubito di te», rise Gloria.

Il giorno seguente nel paese si tenne una fiera di prodotti naturali. C’era molta gente. Gloria invitava i visitatori ad assaggiare i suoi mirtilli, mentre Blacky osservava con curiosità una graziosa cagnetta.

A un tratto Gloria si accorse che era sparito il suo borsellino con i soldi.

«Luca, hai visto qualcuno prendere il mio borsellino?»

«No, mi spiace. Aspetta che guardo in giro.»

Naturalmente fingeva di cercarlo.

Gloria era disperata. Aveva perso tutto quello che aveva guadagnato.

«Blacky… dove sei?» chiamò, senza riuscire a vederlo tra la folla. Dimenticò persino il borsellino, perché era molto più preoccupata per il suo cane. Si mise a piangere.

Continuò a cercarlo fino a raggiungere il bosco. Camminò a lungo chiamandolo, finché si trovò davanti a un lago dalle acque color argento. Attorno vi erano statue di persone e animali.

D’istinto immerse una mano nell’acqua. Subito emerse una donna dagli occhi malvagi, con capelli d’argento e un mantello dello stesso colore.

«Cosa cerchi qui, ragazza? Questo è il mio lago e nessuno può toccarlo. Chi lo tocca diventa una statua, a meno che non si penta sinceramente di qualcosa. Se vuoi spezzare l’incantesimo, confessa ora i tuoi peccati.»

«Ma io veramente non saprei cosa confessare», singhiozzò Gloria.

Un attimo dopo si trasformò in una statua di marmo e la creatura scomparve.

Passò del tempo. In paese tutti cercavano Gloria, compreso Blacky, che era disperato. Dopo giorni di ricerche arrivò anche lui al lago e riconobbe la statua della sua padrona.

«Gloria, cosa ti è successo?» le disse piangendo. Rimase accanto a lei senza mangiare né bere.

Un giorno passò da quelle parti un principe a cavallo. Rimase colpito dalla bellezza della statua e dalla tristezza del cane.

Nei giorni successivi tornò più volte. Vedendo Blacky ormai sfinito, lo portò con sé fino al paese, dove il veterinario riuscì a salvarlo.

Quando il principe raccontò del lago argentato e della statua, gli abitanti lo seguirono fino al bosco. Tra loro c’era anche Luca.

Davanti alla statua, il ragazzo scoppiò a piangere.

«Il giorno della sua sparizione sono stato io a rubarle il borsellino. Sono io il ladruncolo del paese. Chiedo scusa a tutti. Non so perché lo facevo, ma so che non lo rifarei mai più. Sono sinceramente pentito.»

Appena pronunciò quelle parole, gli alberi iniziarono a tremare, il cielo tuonò e il lago perse il suo colore argentato, diventando limpido e azzurro.

La creatura riemerse dalle acque.

«Ti sei pentito sinceramente e l’incantesimo è stato spezzato.»

Subito dopo si trasformò in una fontana, rimasta fino ai giorni nostri sulle rive del lago.

Gloria tornò a essere la ragazza di un tempo. Il principe si innamorò di lei e il suo amore fu ricambiato. Blacky, rivedendola, ritrovò tutta la sua gioia.

I tre decisero di trasferirsi nel castello che dominava la città, dopo averlo sistemato.

Blacky ritrovò anche la cagnetta che gli piaceva tanto, ma da quel giorno non si allontanò più senza avvisare.

Per lui Gloria rimase sempre la persona più importante di tutte.