23Mag
2016

Il grande mangiaspaghetti

Fiaba di: Paola Pane

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

C’era una volta un mostro enorme, grande come cinque persone.

Aveva la pelle verde e otto tentacoli come quelli dei polpi, tre occhi davanti e tre dietro. Con gli occhi davanti vedeva il futuro e con quelli di dietro vedeva il passato.

Quando si muoveva per le strade, tutti chiudevano le porte e le finestre perché avevano paura di lui.

Tutti gli lasciavano sempre un piatto di spaghetti al pomodoro in un grande piatto fuori di casa.

Dovevano essere molto al dente perché gli piaceva masticarli e sentire lo scricchiolio della pasta: per lui era una goduria e bastava quello per farlo felice.

Tirava su gli spaghetti afferrandoli con tutti i tentacoli, e li succhiava avidamente facendo schizzare il sugo al pomodoro su tutti muri.

Dovunque passasse lui, ogni casa era imbrattata di chiazze rosse.

Il suo scopo era quello di visitare tutti i Paesi del mondo e segnare a pallini rossi tutte le città per poter dire: “Io ci sono stato!”.

Un giorno, un bambino che si chiamava Mattandro, si mangiò la pasta che i suoi genitori avevano lasciato per il mostro.

Per non farsi scoprire, dipinse sul muro della sua casa dei pallini con della vernice rossa.

Si disse:

“Il mostro passerà di qui, penserà di aver mangiato gli spaghetti, vedrà i muri imbrattati di rosso, e andrà avanti!”

Il mostro infatti così fece, vide la casa e proseguì.

Gli occhi di dietro però videro nel passato e il mostro capì che il bambino aveva mangiato la sua pasta, allora tornò indietro e bussò alla porta: “Toc-Toc!”

La mamma di Mattandro, rispose: “Chi e’?”

Il mostro: “Sono il mostro, e sono affamato, dammi il mio piatto di pasta!”

La mamma, spaventata e con voce tremante: “Ma io ho lasciato un bel piattone di spaghetti stamattina!”

E il mostro: “Qui non ho trovato niente, li ha mangiati qualcuno!”

La mamma rispose subito: “Non ti preoccupare, ti cucino subito qualcosa!”

A casa però aveva solo il basilico, quindi fece un piatto di linguine al pesto, e il piatto venne verde invece che rosso.

Il mostro lo mangiò ugualmente, anzi gradì moltissimo e schizzò su tutti i muri il sugo verde, chiese pure il bis, e poi se ne andò.

Da quel giorno la casa di Mattando fu l’unica a pallini sia rossi che verdi, e tutti divennero verdi di invidia!

Mattandro si salvò dalla rabbia del mostro solo perché la mamma conosceva tantissime ricette, anche quella per cucinare un sugo con delle semplici foglie di basilico.

Capì che aveva sbagliato e da quel giorno stette molto attento a imparare dalla mamma a cucinare ogni piatto, perché aveva imparato che essere un buon cuoco poteva servire a salvarsi la vita.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti