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Il coniglietto di velluto

Piccolo coniglietto nel bosco al tramonto osserva con dolcezza una casetta lontana tra colori caldi e atmosfera serena

Sintesi liberamente ispirata alla fiaba "Il coniglietto di velluto" di Margery Williams

C'era una volta un Coniglietto di velluto, sistemato insieme a tanti altri giocattoli dentro una calza di Natale regalata a un Bambino.

Per molto tempo visse nell'armadio dei giocattoli o sul pavimento della cameretta, e nessuno pensò molto a lui.

Tra i giocattoli, così meccanici e speciali, il povero Coniglietto si sentiva banale e insignificante; l'unico a essere gentile era il vecchio Cavallo.

Un giorno il Coniglietto, mentre erano sdraiati uno accanto all'altro, gli chiese: «Cosa vuol dire essere Vero?».

«Significa non avere imbottiture, rotelle o meccanismi. È qualcosa che ti capita. Quando un bambino ti ama per tanto, tanto tempo, e non solo per giocare, allora diventi Reale, diventi Vero!».

Con il passare del tempo, il Bambino lo amò sempre di più: lo portava con sé, dormiva insieme a lui e lo abbracciava tantissimo.

Poi, un giorno, il Bambino si ammalò. Bruciava per la febbre e tante fastidiose macchioline rosse coprivano tutto il suo corpicino.

Per non far diffondere il contagio, i medici decisero che tutti gli oggetti della stanza dovessero essere portati fuori e poi bruciati.

I medici curarono il Bambino e finalmente gli permisero di alzarsi, augurandogli di trascorrere una bella giornata al mare.

Quella notte, in giardino, nella catasta di giocattoli buttati via, il Coniglietto pianse una lacrima.

Ed ecco che una Fata apparve e lo trasformò in un Coniglio Vero.

Ora il Coniglietto vive libero nel bosco e, appena può, corre a osservare la casa del Bambino che lo ha amato tanto e grazie al quale è diventato davvero «Vero».