24Ott
2017

Gertie, Kira ed il lupo della Lapponia

Fiaba di: Alessandra Santilli Pedagogista

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La fiaba

Gertie era una vivace ragazzina che viveva nella lontana Lapponia, in un villaggio immerso nella foresta, nella natura più incontaminata.

Durante l’estate amava trascorrere il suo tempo giocando all’aperto: amava scorrazzare con i suoi amichetti e nascondersi tra gli alberi fino a tarda sera tra urla festanti e gioiose e sempre in compagnia del suo cane Kira.

Ogni volta la mamma aveva il suo bel da fare per farla rientrare in casa! “Gertie vieni a casa, è ora di dormire!” diceva la mamma. Ma Gertie rispondeva: “Mamma arrivo tra un po’, voglio godermi il sole di mezzanotte, voglio godermi questi tre mesi di luce in cui il sole non tramonta mai…tanto ne avrò di tempo, l’inverno, per stare a casa!”.

Durante il rigido e buio inverno lappone, quando non si vede mai la luce, infatti, il tempo per Gertie sembrava non passare mai. Dopo la scuola i bambini si raccoglievano a fare i compiti a casa di uno di loro e dopo, per movimentare un po’ i pomeriggi, i suoi amichetti si mettevano ad inventare dei racconti di paura dove non mancavano mai lupi cattivi e che la spaventavano molto.

Un bel giorno in cui non c’era scuola, pensando di far distrarre Gertie dalla noia invernale, suo padre decise di portarla in città a fare delle commissioni, insieme al fidato cane Kira, che si divertiva a correre accanto alla renna che trainava la slitta.

La giornata passò in fretta perché avevano tante cose da fare ma Gertie non si stancava mai e continuava a supplicare il padre di non tornare a casa. Il padre, allora, per accontentare la sua bambina, decise di portarla a vedere l’aurora boreale, anche se ciò implicava l’allontanarsi dal consueto tragitto verso casa.

La slitta scivolava dolcemente sulla neve candida ma le case erano sempre più lontane ed il freddo si faceva sempre più intenso, nonostante fossero entrambi molto coperti. Gertie iniziava ad avvertire un senso di paura ad attraversare la foresta, nonostante l’eccitazione di vedere per la prima volta uno spettacolo della natura tanto meraviglioso, perché non poteva far a meno di pensare a quelle paurose storie di lupi.

Girandosi verso il padre per essere rassicurata, ad un certo punto, vide qualcosa che la spaventò molto. “ Papà, guarda, dietro la slitta vedo due luccichii che si avvicinano, sembrano occhi che brillano. Papà, sono sicura che è un lupo!”. “Ma no Gertie non sono occhi ma la luna che riflette la neve e crea dei giochi di luce” rispose il padre.

“Ma papà, Kira sta ringhiando, è irrequieta, sembra che avverta qualche presenza!”. “Dai Gertie, sai che Kira ha sempre fame e quindi ringhia per attirare l’attenzione”. Il padre, ovviamente, continuava a tranquillizzarla pur sapendo che la piccola aveva ragione e, quindi, iniziò ad incitare la renna ad andare più veloce.

Gertie, sempre più spaventata, si girò e vide chiaramente un lupo che correva dietro alla slitta. Urlò al papà di correre il più veloce possibile e lui le rispondeva di stare tranquilla perché il lupo non li avrebbe raggiunti.

Il lupo, però, correva molto più veloce della renna e presto arrivò a qualche metro dalla slitta: appena fu abbastanza vicino si lanciò verso la bimba ma Kira fu prontissima a rizzarsi in piedi davanti a quella bestia minacciosa proteggendola. Il lupo, però, non sembrava fermarsi e allora Kira si avventò su di lui afferrandolo per la gola ed innescando una terribile lotta.

Il padre di Gertie pensò che fosse saggio continuare la corsa per mettere al sicuro Gertie e, quindi, la slitta si allontanò a tutta velocità prendendo grandi distanze da tutto ciò che stava succedendo. Per un po’ Gertie continuò a sentire ululati e guaiti ma poi tutto si perse con la lontananza mischiandosi alle lacrime della piccola che temeva per l’incolumità del suo cane. “Kira ucciderà il lupo e poi tornerà a casa, non è vero, papà?” diceva la bambina trepidante ma il papà non aveva il coraggio di risponderle.

Dopo aver messo al sicuro la piccola, però, tornò indietro pronto a salvare il suo adorato cane aspettandosi, in cuor suo, già il peggio perché sapeva bene che Kira, purtroppo, non era abbastanza forte per resistere a lungo.

Mentre il lupo stava per stava per avere la meglio su Kira e mentre il padrone era pronto a lottare contro di lui per difendere il suo cane, arrivò un altro lupo, molto più grande e vecchio del primo, seguito da altri lupi. La povera Kira pensò che per lei fosse la fine ma era, comunque, pronta a morire per la vita del suo padrone nonostante fosse ferita e dolorante.

Inaspettatamente, però, il nuovo arrivato iniziò a muoversi lentamente e minacciosamente verso il lupo con il quale Kira stava combattendo, mentre gli altri rimanevano immobili; il lupo più giovane, da parte sua, iniziò a retrocedere a testa bassa in posizione di sottomissione ma quello più grande gli si avventò lo stesso contro e lo uccise per poi riprendere il suo cammino, seguito dagli altri lupi, senza interessarsi della slitta.

Non fu difficile per un abitante della Lapponia, esperto della natura e dei comportamenti degli animali, capire cosa fosse successo: il lupo più giovane aveva, sicuramente, deciso di disubbidire al capobranco che, per dimostrare agli altri lupi di essere sempre lui il più forte, doveva dargli una lezione per continuare ad essere rispettato ed il resto non contava.

Insieme alla sua amata Kira, finalmente, tornò al villaggio dove Gertie li attendeva con ansia.

Ovviamente volle sapere cosa fosse accaduto nella foresta per filo e per segno: anche lei, ora, poteva avere una storia di lupi, vera, da raccontare ai suoi amichetti.

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