17Ago
2017

Panna e cioccolata

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Era una mattinata calda e afosa; Panna stava dormendo beatamente nel suo giaciglio di cartone. Era davvero una bellissima sensazione dormire al fresco, in frigorifero, mentre al di fuori si udiva il vociare ovattato delle altre cibarie. Panna aveva un udito molto fine e aveva sentito che le altre leccornie, stavano facendo una gara per vincere il premio Migliore golosità dell’anno.

“Quante scemenze” sentenziò la candida e soffice schiuma. Dopo aver passato l’intera notte a far baldoria con le torte e i vari dolciumi, non aveva alcun bisogno di gareggiare. Le bastava semplicemente un pizzico di zucchero ed essere frullata per poter vincere il primo premio. Panna era fatta così, era talmente vanesia, fino al punto che la sua amica frusta elettrica le aveva affibbiato il nomignolo di Montata.

Ma la fresca quiete di Panna non durò a lungo, improvvisamente un bambino birichino, aprì fulmineo l’anta del frigorifero e si rivolse verso la sorellina chiedendole se gradisse della cioccolata.

“Ma come? Una cioccolata con questo cald…” Panna non fece nemmeno in tempo a finire la frase, che subito si ritrovò catapultata in una tazza piena zeppa di cioccolata bollente. In men che non si dica, la sua densità svanì e si accorse di essere diventata una misera crema squagliata.

“Bambini pestiferi!” urlò Panna indispettita “siete talmente ingordi che il fatto di essere in piena estate non vi è passato neanche per la testa. Un gelato non andava bene forse? Guardate come mi avete ridotta.”

“Zitta e non lamentarti” replicò imperiosa la cioccolata in polvere, resa liquida dal latte e dal calore del fornello “dovresti essere orgogliosa che nonostante il fattore climatico non ci sia favorevole, ti prediligano in continuazione esattamente come fanno con me. Con il caldo o con il freddo, saremo sempre delle dolcezze celestiali. Non parlare più e lasciati avvolgere dal mio tenero abbraccio.”

Panna ammutolì e con un tuffo al suo cuore fior di latte, lasciò che la cioccolata compisse il suo dovere su di lei; fino a quando non rimase che un piccolo batuffolo bianco sul fondo della tazza. Era arrivata prima sul podio, aveva vinto la medaglia d’oro come Migliore golosità dell’anno, e tutto questo per merito di una avvolgente coccola cioccolatosa.

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