12Giu
2012
universo-immondizia

L’universo nell’immondizia

Fiaba di: Marcella Geraci

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

Quanti angolini nascosti esistono nel mondo? Mah! Per girarli tutti, le giornate dovrebbero avere almeno 24.224 ore ciascuna. Una cosa, però, è sicura. Anche nell’angolino più sperduto della terra possiamo trovare una città come la nostra, piccola, graziosa ed ordinata. Chissà se questa cittadina è anche un po’ noiosa… Magari la mosca può dirci di più, visto che la sorvola ogni giorno, in cerca di qualche gustosa cacchetta da mangiare.

L’ultima volta che l’ho incontrata, mi ha raccontato del suo volo sopra il castello che sorge nella periferia della città. Questo magnifico maniero è formato da tre bei cassonetti, dove non vivono re o regine, principi o principesse, duchi o duchesse, marchesi o marchese, arciduchi o arciduchesse, eccetera, eccetera ed eccetera più esse.

Chi vi abita, allora? Carta, plastica e rifiuti di ogni tipo, tutti inquilini che cambiano sempre, portati via, ogni mattina ed ogni sera dall’omino che guida il camion dell’immondizia. L’altro ieri, mentre gustava la sua cacchetta, la mosca ha orecchiato i discorsi di chi aspettava la carrozza per andare via. E c’erano più sogni e storie da raccontare di tutti gli angolini nascosti del mondo. Chiudete gli occhi ed aprite bene le orecchie e il cuore… Forse possiamo sentirle.

“Sbruff!” sospira, improvvisamente, un quaderno un pò sgualcito, con la copertina di tutti i colori. “Ancora questo vento! E pensare che, fino a pochi giorni fa, ero a scuola con il mio bimbo! Ha solo quattro anni, Mirko, ma sa fare già il copiato!”

“Ho sempre sognato di finire in una scuola” risponde il tovagliolo, ancora rosso di salsa.

“Non immaginare chissà cosa” ribatte il quaderno. “A me, invece, piacerebbe assaggiare del buon sughetto ad un pranzo di gala!”

“Non mi parlate di pranzi” dice una voce sconosciuta, che proviene dall’umido. “Oggi sono una lisca di pesce con tutte le spine a posto, ma qualche giorno fa sono stata venduta al mercato come orata, da mangiare durante il banchetto del presidente dei presidenti! Che noia, tutte quelle signore ingioiellate che cicalavano senza mangiare nulla. Per fortuna, sono stata divorata dal cuoco, che era anche il più simpatico.”

Momento di silenzio, tre sospiri ed uno scrocchio di cacca fra i denti della mosca. “Ora ci porteranno al macero ed avremo vita nuova” dicono, insieme il tovagliolo e il quaderno. “Tu cosa vorresti essere?” Chiede il tovagliolo al quaderno. “Chissà … magari un bel tovagliolo da picnic, per assaggiare del buon sughetto dalle bocche umide di una bella famigliola. Mangerei volentieri da quelle dei bambini, che sono più buone e non dicono tante scempiaggini. E tu?”

“Ah … io … boh. Sai che ti dico? Mi piacerebbe essere a scuola, con un bimbo bravo che mi scrive addosso tante belle favolette.”

“Quanto a me, vorrei essere mangiata da una gatta che aspetta tanti bei gattini” dice la lisca di pesce, lisciandosi le spine con la coda. “Così, un pezzo della mia anima potrebbe rinascere dentro il loro corpicino. Sapete, darei loro tanti bei consigli.”

Trrrrrrrrrrrrrr… trrrrrrrrr… trrrrrrrrrrrrrrr… Il camion guidato dall’omino dell’immondizia è arrivato. Se aprite gli occhi, potrete vederlo. L’omino si chiama Mario, è mingherlino e inizia a caricare i sacchi sorridendo, allegro come sempre. Lui sa che il mondo è grande, che la lisca era un’orata e che il quaderno, prima di essere portato al macero era un tovagliolo e il tovagliolo, un quaderno. Soprattutto, sa che prima di essere uomo è stato bambino anche lui.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti