20Feb
2012
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Costanza e le mele fatate

Fiaba di: filippo

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La fiaba

Mancavano pochi giorni a Natale e anche per i nostri maghetti era tempo di scrivere la letterina con i propri desideri. Nelle loro stanzette, nel cuore dell’albero gigante che ospitava la scuola di magia, i nostri eroi componevano la loro richiesta di doni.

Nell’asilo-nido della scuola era giunto, intanto, un quarto maghetto, cugino di primo grado di Greta, Costanza e Federico. Si chiamava Filippo e sgambettava felice di essere approdato in un’isola molto particolare e piena di fascino arcano e, anche se non sapeva ancora scrivere, parlava benissimo il linguaggio silenzioso dei maghi in età pre scolare, fatto di sguardi, gesti e sorrisi.

Costanza, che avrebbe festeggiato il suo compleanno tra pochi giorni, era molto incerta e un po’ preoccupata che i regali per la sua festa rendessero meno sostanzioso il dono natalizio, per ragioni di bassa finanza famigliare.

Mentre i tre maghetti si consumavano in tentativi di richieste, decorate da promesse e addolcite da floreali disegni di abbellimento grafico, furono convocati nella sala dei professori da Phlippus, il decano degli insegnanti di magia.

Sul massiccio tavolo di quercia che custodiva i segreti di tutte le riunioni dei Maghi-Prof e che fungeva perciò anche da archivio dati, si trovavano quattro mele rosse, lucide e invitanti. Phlippus pregò gli studenti di scegliere un frutto ciascuno, la mela restante avrebbe provveduto personalmente a consegnarla a Filippo perché potesse allenarsi al morso con i primi dentini ormai in dirittura di arrivo.

Greta scelse il frutto più brillante, Costanza quello più grosso e Federico quello che aveva foglie acuminate e turgide come punte di lancia.

“Queste mele racchiudono segreti che potrebbero risolvere i vostri dubbi sulla scelta dei regali, esse, infatti, non sono frutti comuni ma nascono nel magico frutteto della scuola e nascondono doti che si manifestano diverse per ogni singola persona che le morde”.

Fu così che quando Federico aprì la bocca deciso a mordere la mela con forza, sentì una vocina che implorava di risparmiarla in cambio di un consiglio prezioso. “Vai nel bosco atro e cerca il ramo d’oro, esso diventerà l’arco più personale e incantato che nessun mortale, neppure Odisseo, riuscirà a tendere. Come dono di Natale scegli le frecce di Cupido, che non esistono, ma che potrai trovare nel regno della fantasia che ben conosce Babbo Natale. Con esse potrai affrontare qualsiasi difficoltà che troverai lungo il sentiero delle tue esperienze: diverrai allora l’arciere più famoso del tuo regno. Una sola avvertenza: non usare mai le frecce per offendere ma solo per difendere chi si è rivolto a te perché sei il Cavaliere senza paura.”.

Greta e Costanza rimasero senza fiato sentendo l’oracolo della mela e si accinsero a provare a loro volta il responso delle mele. La scena della vocina si ripeté per Greta: “Non fidarti soltanto del bello. Assicurati che sotto la scorza brillante ci sia polpa succosa e saporita. Non di rado il frutto troppo avvenente nasconde un bruco avido e meschino. Vai nel bosco di Venere trova e accarezza il cerbiatto bianco, esso diverrà il tuo amico e saprà darti l’affetto che tu sai manifestare così bene agli altri, con spontaneità e trasporto. Come dono di Natale chiedi lo specchio di Atena, esso ti darà un’immagine del tuo volto illuminata dalla luce del pensiero che manterrà smagliante il tuo splendido sorriso.

Era rimasta Costanza che, forte del suon proverbiale buon senso, dubitava della praticità dei consigli delle vocine e non avrebbe esitato dall’affondare i denti se un malcelato ritegno non l’avesse costretta a recedere dal proposito insano di mordere. Fu così che la vocina tornò a parlare. “Costanza hai dubitato per un attimo della mia capacità di Consigliere Magico di Prima Classe, ma non sono offeso. Del resto il fatto che le mele, sia pure magiche, manifestino capacità psico-terapeute è un po’ troppo fantastico e poco appetitoso. Hai scelto il frutto più grande e di bel colore, hai ascoltato consigli a profusione e perciò anche a te suggerirei di non dare troppa importanza alla quantità, sincerandoti con metodo e intelligenza della qualità e della bellezza e perché no, anche della forma, seguendo i consigli dei tuoi genitori che spasimano per il design. Vai dunque nel bosco dell’amico Pan e cogli lo strobilo d’oro: esso ti darà la certezza della scelta giusta in ogni occasione, anche quando sarebbe più facile optare per la più appetitosa. Come regalo di Natale ti consiglierei qualche indumento caldo e leggero per un pattinaggio favoloso sul laghetto ghiacciato delle Fate, tra gli abeti e i larici carichi di neve soffice e vaporosa come panna montata. E per te mi sacrifico volentieri !…….dammi quel morso che avresti voluto regalarmi prima dei consigli.

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