08Mag
2011
farfalla-falena

Farfalla e Farfalena

Fiaba di: Martina Vecchi

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

PRIMA PARTE

Lola tirò su col naso e singhiozzò.
Piangeva cascate di lacrime da annegarci.
Non smetteva mai, e a volte piangeva fino ad addormentarsi.
Era così disperatamente triste da non avere la forza di volare, e rischiava di essere licenziata.
Lola era una Falena.
E questo era il suo dramma.
Vivere dovendo portare una croce tanto pesante era inimmaginabile. Il solo pensiero la opprimeva.
-Me misera…-, continuava a ripetere- me misera..-.
Era inconsolabile.
Avrebbe voluto essere una Farfalla.
Librarsi leggera e spensierata, scaldarsi le alucce al sole, volare di fiore in fiore.
Godere dei tiepidi raggi primaverili.

Magari abbronzarsi un po’.
Invece doveva accontentarsi dei lampioni.
Bruciacchiarsi le ali con le luci al neon, che facevano malissimo.
Aveva cercato di tenersene lontana, mica come certe sue colleghe, maniache della lampada.
Ma il suo dovere era quello di presidiare le luci notturne. Anche i fanali delle auto, se era brava a non spataccarcisi  sopra e finire all’ospedale.
Aveva provato a chiedere il turno di giorno, ma non era stata accontentata.
Allora aveva preso l’iniziativa lei.
Zitta zitta una notte, anziché andare al lavoro, aveva dormito.
La mattina era uscita alla luce del sole, salvo poi essere convocata presso la Direzione Generale Traffici Aerei, dove aveva ricevuto una memorabile lavata di capo.
La pena per la sua insubordinazione era stata rigida: una settimana di ferie in meno e il giro di tutti i lampioni del circondario, non uno escluso.
Lola era così avvilita!
Si vedeva brutta, sgraziata, goffa.
La questione era ancora più contorta, però: non solo era una Falena, ma non era nemmeno una delle più belle.
Eh sì, perché certe Falene le puoi proprio scambiare per Farfalle, se non te ne intendi: le Falene sono raggruppate secondo una rigida gerarchia, in cima alla quale c’è appunto Selene, della famiglia delle Saturnidae, seguita da Tau e da Luna.
Selene è la regina delle Falene, ed è bellissima: slanciata, sinuosa, ali color panna, maestose, e ha lo strascico molto lungo, dettaglio che la eleva al di sopra di tutte le altre. Selene, Regina delle Falene.
È antipatica e capricciosa, molto viziata, basta un battito d’ali per ottenere ciò che vuole.
Le sue simili la invidiano profondamente perché, pur essendo anch’esse belle e appartenendo alla medesima famiglia, non raggiungono il suo splendore.
Queste poverette sono molto frustrate, perché vorrebbero fargliela pagare, ma non possono, sono controllate a vista, rischierebbero di essere declassate, e non c’è onta maggiore, per una Falena.
E poi tenersi Selene come amica fa comodo perché, in cambio del tuo appoggio, fioccano favori e privilegi, insomma, hai la strada spianata.
La povera Lola appartiene a uno dei gradi medio- bassi, è una Cucullia.
Il suo ruolo è un po’ quello della custode: riserva a Selene e alle alte sfere la luce più intensa.
Ha però anche un certo potere decisionale, può scegliere i lampioni migliori, non come  Cizara, che è una delle Sfingi. Le Sfingi, malgrado il nome solenne, occupano il gradino minore, e devono limitarsi a eseguire gli ordini. Insomma, un po’ come delle schiave.
Lola, tutto sommato, non si lamenta tanto della sua condizione, poteva certo andarle peggio, ma le Saturnidi rendono a tutti la vita impossibile.
Fanno scherzi, prendono in giro, sono insopportabili. Ti disprezzano e ti si rivolgono sempre con quel tono canzonatorio che… Bah.
E poi Lola odia la vita notturna.
Odia i capannelli di falene attorno ai lampioni, odia questa ricerca spasmodica della luce.
Vorrebbe rincantucciarsi al buio e dormire.
E poi odia il suo aspetto: quel suo corpicino grassoccio, peloso e marroncino, quelle sue ali allungate e scure.
Cosa non darebbe per la grazia di una Farfalla!
Nemmeno Selene, dall’alto del suo diafano candore riuscirebbe a eguagliarle.
Lola ha sempre pensato che le Falene abbiano un così disperato bisogno di luce perché sono inferiori.
Le Farfalle brillano di luce propria, mica hanno bisogno dei lampioni.
Anche Selene è inferiore alle Farfalle, che sono miti e gentili e perciò vivono di giorno.
Una mattina, non vista, Lola si è acquattata dietro a una foglia, mimetizzandosi, per spiare le Farfalle e rosicare.
Erano stra- or- di- na- rie.
Con quel vitino sottile ed elegante, quelle movenze leggere e aggraziate.
Era un piacere per gli occhi e un dolore per il cuore, guardarle.
La Pieride del Biancospino, color cremisi, con le nervature nere.
La Cavolaia, con la punta delle ali color caffè.
Guarda come si librano sottili, evanescenti.
E cosa dire di Colia, verde chiarissimo e gialla, sembra una fata…
E la Vanessa del Cardo, maculata di vari colori…
Quella più trendy è sicuramente la Melanargia Galatea,bianca e nera con quei motivi optical… Di sicuro si fa fare le ali su misura dal Sarto Bruco…
E la Ninfa Minore, grigia e arancione?
E l’Esperide Venato, arancio carico?
È così primaverile!
Ma le più belle in assoluto secondo Lola, quelle proprio inarrivabili, divine, magnifiche sono tre: la Icaro Blu, la Celastrina, la Silvano Minore.
La prima è di un blu- viola intenso che ti cattura; la seconda è grigio- azzurro- blu, magnetica; la terza è blu elettrico- petrolio, con macchie bianche, intensa.
Cosa non darebbe Lola, per un paio di ali così!
Poi guarda le sue sparute alucce marroni, e vorrebbe sotterrarsi.

La società delle Farfalle è molto diversa da quella delle Falene.
Mentre queste ultime, come si diceva sopra, sono raggruppate secondo una gerarchia molto rigida, e all’interno della quale vige uno spietato regime, quella delle Farfalle è una società democratica.
Non c’è articolazione gerarchica, perché le Farfalle sono tutte bellissime, quindi non ci sono ruoli subordinati ad altri.
Le Farfalle vivono in perfetta armonia le une con le altre, non conoscono invidia, né gelosia, né sentimenti di rivalsa o di vendetta.
Sono tutte amiche, e vivono in pace ed equilibrio.
E la società delle Farfalle è favorevole all’integrazione tra varie etnie.
Ad esempio sono ammessi altri insetti, come Mosche, Api, Libellule, Coccinelle.
Le Falene non ammettono che la loro giurisdizione sia invasa da estranei.
Non vogliono le Farfalle perché al loro confronto sfigurerebbero. Non vogliono altri insetti perché si sentono superiori.
Nella società delle Farfalle sono ammesse le Falene.
E qui sta un grosso problema.
Perché la generosità e la gentilezza disinteressate delle Farfalle indispongono ancora di più le Falene, fomentando la loro invidia. Le Falene vorrebbero un capro espiatorio, una qualsiasi pecca, un  qualunque accordo stonato nel perfetto equilibrio delle Farfalle, per poter giustificare la loro animosità.
Selene vagheggia da molto tempo un faccia a faccia con una delle Farfalle, in realtà mai avvenuto Perché, diciamo, Selene se la fa sotto dalla fifa.

La migliore amica di Lola la Falena è una Coccinella, Lady Bug.
Anche lei è bellissima, con quel suo abito rosso vermiglio a pois.
Vive nella società delle Farfalle ed è stata lei a introdurvi Lola.
-Non aver paura-, le aveva detto, – Sarai di sicuro ben accetta-.
-Sì, ma il problema è che sono sorvegliata a vista. Già mi sono giocata una settimana di ferie per quella mia incursione diurna… Nono vorrei mi radiassero dall’albo…-.
-Ma sarebbe la soluzione migliore, mia cara…-, rispose Lady Bug,- licenziati, fatti cacciare, e chiedi asilo politico qui. Non avresti nessun problema a inserirti!-.
-La fai facile, tu…-, mormorò Lola, sconsolata,
-Prima di tutto devono avere un valido motivo per cacciarmi…-.
Bisogna in effetti osservare che, malgrado la società delle Falene abbia regole oltremodo rigide, e tenda a prendersi gioco dei cittadini in maniera spesso gratuita, le punizioni e le radiazioni dall’albo, e soprattutto le estradizioni, avvengono raramente.
Cosa di peggio, infatti, per il regno delle Falene di cacciare i propri membri per poi vederli accolti dalle Farfalle!
Sarebbe offrire popolazione alle Farfalle su un piatto d’argento, e decimarsi rapidamente.
E una cosa simile sarebbe intollerabile.
Perciò, paradossalmente, prima di prendere provvedimenti seri nei confronti dei trasgressori, le Falene Madri ci pensavao a lungo.
-E poi, ammesso che venga accettata nella società delle Farfalle, cosa ci faccio? Come mi guadagno da vivere? Io sono abituata di notte, a presidiare lampioni e, che mi piaccia o no, quello è il mio destino…-.
-Eppure un modo ci deve essere…-, rifletté Lady Bug.
Quando Lola riattaccò il telefono, era ormai ora di andare al lavoro.
Si trascinò controvoglia, con la speranza che la sua vita avrebbe presto avuto una svolta.
E la svolta ci fu.
Qualche giorno dopo, il cellulare di Lola squillò, facendola sobbalzare.
Era mattina, cioè notte fonda, per le Falene, e Lola dormiva profondamente.
-Ehi, sono io!-, la vocetta allegra e squillante di Lady Bug la mise di buonumore.
– Ho delle grosse novità! Sei abbastanza sveglia da seguirmi attentamente?-, chiese.
-Be’, ci provo…-, rispose Lola, assonnata.
Lady Bug si era informata, e aveva raccolto notizie preziose.
Farfalle e Falene non si erano mai incontrate su un terreno neutro, se non per questioni di Stato della massima importanza.
Però esisteva una legge, di cui pochi erano a conoscenza, secondo cui il soggetto interessato avrebbe potuto ottenere un colloquio privato sia col Capo Falena che col Capo Farfalla, e chiedere di essere sentita pubblicamente in presenza di entrambe, per richieste ufficiali.
Ora, il Capo Falena era Selene, e il suo orgoglio si nutriva di richieste di colloqui, per cui avrebbe accettato di buon grado.
Il Capo Farfalla non esisteva, perché nella loro società i ruoli si equivalevano, e Lola avrebbe potuto domandare a chiunque di loro.
Il caso di Lola era la richiesta di dimissioni e il successivo trasferimento nella società delle Farfalle, con necessario cambio di cittadinanza.
Ora, si trattava di un iter burocratico piuttosto lungo e contorto, ma se Selene avesse accettato di accordarsi direttamente con una delle Farfalle, la questione si sarebbe risolta in tempi relativamente brevi.
Il problema era che Lola era una buona guardiana, e il regno delle Falene avrebbe risentito della sua perdita.
Lola però non riusciva più a vivere a quel modo e, se proprio non poteva essere altro che una Falena, almeno rivendicava il diritto di poter vivere in serenità. Dato poi che non era una persona invidiosa, non avrebbe sofferto del confronto con le Farfalle.
-Be’,a questo punto un tentativo lo faccio…-, concluse Lola, risoluta.
Ottenne di poter parlare con una Farfalla bellissima, una Techla Coronata, che fu molto comprensiva, e ascoltò la storia di Lola con attenzione e interesse.
Dato però che Techla era piuttosto anziana, nominò come sua assistente, responsabile del colloquio, una validissima Hypolimnas Salamacis, coraggiosa, intelligente e curiosa di parlare con Selene.
“E ora la parte più difficile”, si disse Lola, “convincere Selene a un faccia a faccia con una Farfalla…”.

SECONDA PARTE

Lola sedeva nel corridoio buio del Palazzo Falenico, tesa e intimorita.
Non riusciva a smettere di frullare, “Quasi quasi torno indietro…”, pensò.
Invece rimase lì, perché stava faticando per se stessa, e in fin dei conti se lo meritava.
“Devo farmi coraggio”, si disse, “ Comunque vada l’accoglienza a Farfallandia è assicurata”.
E la vita le sembrò più rosea.

Selene sedeva rigida e impettita nel suo studio, mentre due segretarie deferenti e intimidite mettevano a verbale l’intero colloquio.
“Che frullo insostenibile”, pensava Lola, “ma anche io faccio così?”.

Sudava freddo.
Selene la guardava dall’alto in basso con aria altezzosa, come se non avesse tempo da perdere con simili sciocchezze.
Non appena però Lola le comunicò la sua volontà di rassegnare le dimissioni e lasciare Falenia per trasferirsi a Farfallandia, Selene andò su tutte le furie.
Era fuori di sé.
-Ma lei è impazzita! Sta scherzando, spero! Dove crede che troviamo un’altra Guardiana? Con la negligenza che c’è in giro! Non dica stupidaggini e si riprenda, mia cara, che non ho tempo per simili corbellerie-.
-Sarebbe invece un’ottima occasione per dare fiducia ai ranghi inferiori e promuovere qualche Falena meritevole! Tutta questa rigidità è talmente ingiusta…-.
Ormai Lola non era più intimorita, anzi, ne approfittò per sollevare le questioni più intollerabili, che si era segnata su un quadernetto, mentre preparava il suo discorso a casa.
Fatto sta che Selene accettò il faccia a faccia con la Farfalla per presentare le proprie rimostranze e “risolvere questa incresciosa e sconveniente situazione”.
L’incontro fu stabilito per il giorno successivo, in via eccezionale.
Decisioni in tempi così brevi venivano prese solo in casi della massima urgenza.
Selene si era tirata dietro le immancabili segretarie, e uno stuolo di testimoni zelanti e pronte a sostenerla per avere un avanzamento di carriera.
La Farfalla, abbiamo detto una Hypolimnas Salamaci, Ippolita, per comodità, arrivò con solo Lady Bug, la Coccinella, che aveva assolutamente voluto presenziare.
Fu un duello verbale senza esclusione di colpi, ma condotto all’insegna della massima civiltà.
Selene si trovò di fronte un’avversaria pacata ma implacabile, perciò la sua furia devastatrice venne meno.
-Ho intenzione di rifiutare la richiesta di dimissioni della Cucullia Argentea Lola, come già comunicato alla diretta interessata.
La motivazione che adduco è la necessari età del suo contributo nel corretto svolgimento dell’esercizio di Guardia dei Lampioni, e dell’importanza del suo potere decisionale in materia di scelta della Luce più adatta a Sua Maestà Actias Selene delle Saturnidae, ossia la sottoscritta.
Perciò ribadisco, non sono incline a ottemperare alla sua richiesta. Sono anche disposta a offrirle un avanzamento di carriera-.
Selene pronunciò questo discorso ampolloso e prolisso, mentre invece Ippolita fu schietta e semplice.
-Invece a me farebbe piacere accogliere la Falena Lola nel nostro Regno che, come si sa, è molto democratico, e non fa differenze di sorta-.
-Tutto qui?-, domandò stupita Selene, come se si aspettasse un fronte più ostile.
-E io continuo a dire di no. Non se ne fa nulla-.
Le testimoni annuivano, seguendo attentamente l’andazzo del faccia a faccia.
Lady Bug era convinta che Selene avrebbe ceduto.
Lola era convinta che Selene non avrebbe mai ceduto.
-Lola viene con noi-, insisté Ippolita.
-Lola non va da nessuna parte-, ribadì Selene.
-Propongo un compromesso-, concluse Ippolita.
-Sentiamo-, disse Selene.
-Lola rimane con voi, a patto che quell’avanzamento di carriera da Lei vagheggiato diventi effettivo. E che vengano immediatamente disposte misure per la modifica della Costituzione Falenica, in modo che non esistano più discriminazioni di alcun tipo. Ma soprattutto esigo che vengano abbattute le barriere e i confini tra Farfallandia e Falenia. In maniera definitiva.
Chiunque può entrare e uscire a piacimento nel nostro regno, e la stessa cosa deve valere per voi.
Se no niente-.
Si levò un “oooh!” tra le testimoni.
Lady Bug saltellava dalla soddisfazione.
Lola era impietrita. Temeva il peggio.
-Questo è un colpo basso…-, Selene era inviperita.
Una manciata di secondi che parvero un’eternità.
-Mi ritiro per deliberare-, fu la risposta di Selene.
Il faccia a faccia era avvenuto presso il Municipio dei Bruchi, un territorio neutro, per questioni di correttezza.
I minuti passavano lenti e pesanti.
Lola e Lady Bug sedevano vicine e attendevano con ansia il responso.
Quando Selene uscì dalla Stanza della Meditazione, si alzarono tutti, come in un tribunale vero.
-Ebbene, la mia risposta è no. Non ho nessuna voglia di cambiare la costituzione: le cose rimangono così come sono e Lola non va da nessuna parte. Per l’avanzamento di carriera, però, si può anche fare-.
Lola ebbe un tuffo al cuore.
Per un nanosecondo aveva quasi pensato di potercela fare, mentre adesso le sue fragili certezze crollavano come un castello di carte da gioco.
-Stando così le cose, non posso che sperare in un Vostro ripensamento-, rispose Ippolita la Farfalla, dispiaciuta.

-Non è possibile-, mormorò sconsolata Lady Bug al telefono con Lola, tornata nel frattempo a casa.
-Ci dev’essere una soluzione, anche drastica…-.
-Sì, una soluzione c’è…-, disse piano Lola -è da un po’ che ci penso. È un grosso rischio, ma ci voglio provare. In vista del colloquio sono stata in biblioteca a spulciare tra i volumi di diritto, e ho trovato la Costituzione Falenica.
Un modo per andarmene definitivamente da Falenia sarebbe scappare ed entrare a Farfallandia da clandestina. Potrei chiedere asilo politico alle Farfalle.
La fuga da Falenia prevedrebbe il carcere e i lavori forzati a vita, ma le leggi faleniche non sono più valide a Farfallandia, perché c’è la democrazia, per cui sarei libera. Però…-.
-Però?-, chiese Lady Bug, impaziente.
-Però dovrei cambiare identità. Smetterei di essere una Cucullia, e forse non potrei nemmeno chiamarmi Lola…-.
-Impossibile, non possono privarti del nome!-.
-Lo devo fare per forza, altrimenti le Falene, riconoscendomi Falena nel Regno delle Farfalle, potrebbero  fare un colpo di Stato e rovesciare la Democrazia!-.
-Ma allora come mai questo cambio di identità non vale per noi altri insetti?-.
-È la solita storia di rivalità delle Falene verso le Farfalle, altrimenti sarebbe molto più semplice…-.
-Beh, allora scappa-, concluse Lady Bug- tanto non ti è mai piaciuto essere una Falena, sarebbe l’occasione giusta per voltare pagina e ricominciare!-.
E così fu.

Falena pianificò la sua fuga nei minimi dettagli.
Aveva deciso di lasciar passare almeno una settimana, perché le cose si appianassero e la sorveglianza non fosse continuamente all’erta .
Quindici giorni esatti dopo l’odioso e inutile faccia a faccia, una splendida mattina di sole, quando tutte le Falene dormivano, Lola frullò piano piano di tronco in tronco, volando bassissimo, rasentava quasi il tappeto di foglie, perché le sentinelle, chissà come mai, stavano sempre in alto.
E arrivò al confine.
Ad accoglierla c’erano Techla Coronata, Ippolita, Lady Bug e un Bruco, vicesindaco per quella settimana.
Le offrirono subito una cioccolata calda, di cui le Falene buone sono super ghiotte.
E discussero della questione del nome.
-Ritengo che sia sufficiente cambiare specie-, disse Techla- d’ora in poi sarai una Farfalena, ma continuerai a chiamarti Lola-.
Si decise per il lavoro di Lola, che continuò a occuparsi di lampioni solo che, mentre prima cercava quelli più luminosi, adesso doveva invece occuparsi di spegnerli la notte, perché a Farfallandia non c’è vita notturna, ognuno dorme a casa sua e pace e amen.
Lola si sentiva al sicuro per la prima volta nella sua falenica esistenza e,cosa molto più importante, smise di notare la differenza tra lei e le farfalle, si sentiva radiosa e leggera e, su consiglio di Lady Bug, si rifece il guardaroba.
Aveva un sacco di progetti per il futuro, riusciva a pensare serenamente al domani.
Un domani roseo e luminoso, pieno di colori e speranza.
Adesso non aveva più le alucce marroni, ma di un bel fucsia carico.
Che bellezza!

Epilogo

Nottetempo, fino a Farfallandia arrivò un grido che
fece svegliare di soprassalto tutta la popolazione:
-Maledetta Falenaaaaaaaaa! Me la pagheraaaai! Non finisce qui!-.
Il grido di Selene echeggiò per molti chilometri, superò mari e monti.
All’inizio si pensò a un allarme terremoto, e ci volle un po’ per tranquillizzare il popolo delle Farfalle.
L’unica che proprio non si mosse dal calduccio del suo letto fu Lola.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti



Consigli di lettura