19Mar
2011
Avventura di un calzino spaiato

Avventura di un calzino spaiato

Fiaba di: nonnAnna

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La fiaba

Mummy al mercato aveva visto un paio di calzini scuri… il prezzo era conveniente forse perché ai bambini non piacciono tanto in tinta unita e senza neanche un disegnino od un logo qualsiasi.
Lei li aveva comperati sperando che piacessero a Boy che ultimamente voleva sentirsi grande.
Aveva fatto benissimo, mai regalo era stato più gradito e Boy li aveva subito indossati con orgoglio.
Super felici erano stati anche i calzini scuri che ormai da troppo tempo sostavano dimenticati sulla bancherella tra i tanti dai colori sgargianti.

Restando per tanto tempo sempre pressati in quella confezione di plastica trasparente erano diventati super amici e non avrebbero mai voluto separarsi.
Fortunatamente Boy per poterseli meglio rimirare univa sovente i piedi e così loro si sentivano un pochino più vicini.
Un momento speciale era quando Mummy li metteva in lavatrice perché lì, pur essendo tra tanti altri panni, loro si sentivano vicinissimi e si divertivano un mondo quando la centrifuga li schiacciava l’uno contro l’altro facendoli girare vorticosamente.
Un giorno sfortunato, al termine della centrifuga, quando tutti i panni si depositano tranquillamente sul fondo del cestello, un calzino non si trovò più vicino il suo compagno…
“Dove sarà andato?” si chiese …
Aspettò con impazienza che Mummy appendesse con cura ogni cosa sullo stendino perché era convintissimo che il suo compagno, nel girare troppo velocemente, fosse andato ad infilarsi in mezzo a qualche altro indumento…
Nulla, non si trovò proprio più.
Mummy, che è una persona molto diligente, si stupì della cosa ma pur guardando attentamente non riuscì a risolvere il mistero del calzino spaiato e, quando fu asciutto, lo ripose in una scatola insieme ad altri suoi simili per decidere in seguito come riciclarlo.
Il calzino scuro era troppo triste per comunicare con gli altri calzini e pensava sempre con nostalgia al suo caro compagno gemello.
Dopo tanti giorni, trascorsi rinchiuso al buio nella scatola, il calzino scuro venne scelto tra i tanti belli colorati.
Mummy e Boy lo riempirono di strane cose e gli diedero addirittura un nome: Imon.
Finalmente ne aveva uno tutto suo perchè sino a quel momento si era sempre sentito chiamare il calzino del piede destro e qualche volta anche del piede sinistro a seconda di dove lo infilava il bambino.
Da quel momento la sua vita ebbe una svolta decisiva perchè fu portato in una stanza sconosciuta che tutti chiamavano aula di scienze.
Decisamente un posto strano perchè ci si trovava un po’ di tutto: vasi, vasetti, contenitori dalle forme più strane, boccettine con liquidi dai vari colori…
Vicino a lui c’era addirittura una strana patata che se la tirava un pochino perchè aveva tanti rametti carichi di foglioline verdi che tutti ammiravano sempre.
La cosa più bella erano i tantissimi bambini che entravano ed uscivano in continuazione e lo rallegravano con il loro continuo chiaccherio.
Molte volte gli venivano vicino e lo controllavano attentamente sogghignando poi tra di loro.
Ad una certa ora però sparivano e lui si ritrovava solo tra tutte quelle cose un pochino buffe… in quel momento lo riasaliva la tristezza e la voglia di rivedere il suo compagno gemello.
Un giorno sul davanzale della finestra di quell’aula si posarono due buffi e curiosissimi uccellini Azu e Gia.
I due uccellini, vedendolo triste, chiesero a Imon di raccontare la sua storia e da quel momento diventarono amici.
Azu e Gia si prodigarono moltissimo per poter alleviare la sua tristezza e tutti i giorni venivano a raccontargli cosa osservavano nel mondo di fuori.
Un giorno volando sul fiume Po sentirono dei lamenti provenire da un mucchietto di rami abbandonati dalla corrente sulle sponde.
Subito scesero per controllare chi fosse e, impigliato in mezzo al fogliame secco, scoprirono un calzino scuro decisamente malridotto… poverino ne aveva passate prorpio di tutti i colori prima di arrivare su quella sponda!
Con immensa e reciproca gioia scoprirono che era proprio il gemello di Imon…

Cosa successe poi?
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