11Gen
2015
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La principessa antipatica e il rastrello magico

Fiaba di: Eleonora Bartolini

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La fiaba

C’erano una volta un re e una regina che nel loro castello aspettavano una bambina.

Quando la principessina nacque, erano felicissimi e fecero una festa con tutto il paese. Ma, come sempre capita nelle favole, si dimenticarono di invitare una vecchia strega solitaria che, poveretta, fino ad allora non aveva poi fatto del male a nessuno della famiglia reale.

Appena la strega sentì la felicità nel paese e seppe della festa, si arrabbiò moltissimo e con un balzo apparve dentro al castello, ma le guardie le impedirono di entrare senza l’invito. Allora la strega giocò d’astuzia: disse loro che avevano le scarpe slacciate e questo non andava per niente bene per delle guardie del re!, così quelle vanitose si chinarono per legarsele e lei entrò.

Avvicinandosi alla bambina, la strega le fece un incantesimo: sarebbe stata antipatica con tutti e per sempre, così nessuno l’avrebbe amata né tantomeno sposata.

Quando crebbe, la fanciulla era davvero antipatica con tutti: con i suoi genitori, con la servitù, con gli animali e persino con le piante e con gli alberi. Ma era pur sempre una principessa e nessuno poteva lamentarsene più di tanto. Lei avrebbe voluto poter cambiare, perché non era cattiva, solo tanto antipatica. Ma proprio non ci riusciva ad essere gentile! Naturalmente, comportandosi così non aveva amiche e nemmeno un fidanzato.

Un bel giorno l’antipatica fanciulla, passeggiando da sola lungo un sentiero di campagna, e calpestando fiori e piante come al solito, incontrò un ragazzo che stava raccogliendo erbacce e foglie secche con uno strano rastrello luccicante. La principessa, tutta sicura di sé, non lo degnò di uno sguardo, ma lui alzò gli occhi e, sorridendo, la salutò.

Lei non sapeva che il rastrello di quel giovane contadino luccicava perché era magico: infatti, gli era stato regalato per la sua festa di battesimo dalla sua fata madrina, che era la fata dei fiori e delle piante e desiderava che il piccolo, anche se povero, crescesse con l’amore per la natura oltre che per le persone. Pur essendo un attrezzo umile, quel rastrello aveva un potere davvero utile: faceva sì che le persone amassero il verde e tutte le creature dell’ambiente, e che quando si incontravano si comportassero di buon animo e con gentilezza.

La principessa rimase sorpresa da quel saluto, e sulle prime si arrabbiò perché non si era inchinato davanti a lei, ma poi fu contenta di quel sorriso, poiché lei non era abituata a tanta gentilezza, visto che rimaneva a tutti antipatica e i giovani la evitavano. Si fermò e ricambiò il sorriso. Allora i due ragazzi si avvicinarono e cominciarono a conoscersi: merito anche di quel rastrello magico, chissà che non sia stato lui a combinare l’incontro!

Passarono i giorni e i due giovani si ritrovavano sempre in quel luogo e sempre alla stessa ora. La principessa cominciò a cambiare, vedendo la dolcezza e la semplicità di quel ragazzo, e sempre più se ne innamorò. Grazie anche al rastrello magico, e a quel contadino che le insegnava lavori di giardinaggio, lei cominciò ad amare la natura, le piante e ad avere rispetto per tutte le persone.

La principessa crebbe e diventò una splendida ragazza e si fidanzò con il giovane.

Un giorno la strega, passando sopra i campi in volo sulla sua scopa, vide la principessa talmente cambiata che si pentì dell’incantesimo che le aveva fatto tanti anni prima e ruppe la sua maledizione.

I due ragazzi finalmente si poterono sposare. I genitori furono contenti che la loro figliola avesse trovato un fidanzato, ormai non ci speravano più, e anche se era solo un contadino, pazienza: l’importante è che si volessero bene! Il re e la regina erano così felici delle nozze, che nominarono subito lo sposo conte di tutta la campagna intorno al castello. Alla festa di matrimonio, per non far torto a nessuno, stavolta invitarono sia la fata madrina che la strega solitaria!

Fu così che quel ragazzo, non solo da contadino divenne conte, ma sposandosi divenne anche principe e poi fu incoronato re. E, soprattutto, la principessa, da antipatica che era, divenne molto generosa con tutti e regnò come una delle regine più amate dal suo popolo.

Ogni tanto i giovani marito e moglie, come capita in tutte le famiglie, litigavano e si arrabbiavano tra di loro, ma ci pensava il rastrello a far ritornare la pace: appena i due uscivano dal castello, respirando l’aria buona e l’armonia del giardino reale così ben sistemato, e circondati dall’affetto di tutto il paese, subito dimenticavano ogni discussione.

Eleonora Bartolini (8 anni)

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