30Nov
2014
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Il bambino che incontrò Babbo Natale

Fiaba di: Rita Bimbatti

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La fiaba

Il piccolo Federico aveva sentito molto parlare di quel grosso omone vestito di rosso, con una lunga barba bianca chiamato Babbo Natale. Nessuno dei suoi amici l’aveva mai visto, ma si diceva scendesse giù per il camino la notte della vigilia e lasciasse i regali ai bambini buoni.

Quell’anno, Federico si era comportato bene, era stato promosso con il massimo dei voti a scuola, ubbidito a mamma e papà, aiutato ogni giorno la sorellina minore Cati ad infilarsi il grembiulino per andare all’asilo.

Dunque, Babbo Natale avrebbe dovuto arrivare e lasciare per lui un bel regalo. Ma a Federico questo non bastava, voleva incontrarlo di persona e abbracciarlo forte forte.

– Non è possibile vedere Babbo Natale! – esclamò un suo compagno.

– Lui porta i doni ma senza farsi vedere – fece un altro suo amico.

La notte della vigilia, dopo giorni di attesa infinita, arrivò. Federico scese in cucina senza farsi sentire dai suoi genitori. Apparecchiò la tavola prestando la massima attenzione ai particolari: una tovaglia rossa, un piatto con i bordi dorati sulla quale dispose tanti biscotti a forma di cuore e un tazza di latte fumante.

Poi scese in garage e riempì con latte freddo diverse ciotole trovate in un vecchio armadio: quello sarebbe stato il ristoro per le renne volanti. Ritornò veloce in cucina, si nascose sotto il grande divano e rimase in attesa. Guardò l’orologio appeso alla parete: era mezzanotte. Dopo pochi minuti, Federico sentì strani rumori provenire dal camino, come se qualcuno stesse cercando di entrare dall’alto.

– Eccoci, questo è sicuramente l’uomo vestito di rosso! – pensò tra sé.

Federico era agitatissimo, il cuore in petto gli batteva all’impazzata.

Improvvisamente, qualcosa rotolò giù dal camino, portandosi dietro una nuvola di polvere nera che si sparse per tutta la stanza.

– Oh oh oh, questi camini moderni! Non si riesce più a passare! Oh oh oh!

Era Babbo Natale in persona: vestito con il classico abito, una pancia voluminosa sulla quale poggiava un cinturone nero, una folta barba e capelli bianchissimi, un berretto rosso che gli scendeva fino all’orecchio sinistro. In mano aveva un pacchetto verde legato con un nastro argento. Vide la tavola preparata, si sedette sulla piccola sedia e cominciò ad intingere i biscotti nel latte caldo. Si accorse che alle spalle, sotto il divano, un bambino lo osservava.

-Oh oh! Cosa ci fa un bimbo ancora sveglio? – disse con un grasso vocione.

Federico uscì allo scoperto, tutto eccitato per la sorpresa.

– Finalmente ti ho visto, mio caro Babbo Natale – urlò il piccino, abbracciandolo forte.

La barba lunga e bianca gli faceva il solletico, ma a Federico poco importava. Il suo desiderio era stato esaudito.

– Lo sai che i bambini non devono vedermi, vero? Quello che è successo questa sera deve rimanere tra noi due, me lo prometti? – fece Babbo Natale.

– Certo, te lo prometto! Resterà il mio segreto! – rispose il bambino.

– Ora vai a letto, devo terminare un po’ di cose ancora!

Federico diede un ultimo bacio all’uomo vestito di rosso, e filò nella sua stanza. Quella notte, non riuscì a chiudere occhio, ripensando all’incontro. Mantenne la promessa fatta, non disse mai niente a nessuno, ma portò Babbo Natale per sempre nel suo cuore.

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