23Mag
2014
La favola di Fuoriposto

La favola di Fuoriposto

Fiaba di: Alessandro Gioia

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La fiaba

In un regno, pare che si chiamasse Fuoriposto,
nessuno voleva starsene, appunto, al proprio posto.
Cenerentola voleva fare la Bella Addormentata nel Bosco.
Gli spaghetti si preparavano con il ketchup anziché utilizzare il sugo.
Peter Pan voleva diventare grande prima del tempo, e Raperonzolo si chiamava Ugo.

Lavorava in un grande mercato di cicorie, e la mattina, se andava bene, si alzava alle quattro e ventisette del mattino.

Il pizzaiolo, ascoltando tutto ciò, adesso vuole far l’attore e anziché infornare margherite le raccoglie in un verde prato.

 

I sette nani, invece, vogliono vincere il concorso dei giganti, e chi è veramente alto quattro metri non si vede mai, in questo mondo triste.

Chi è grande vuol tornar bambino, chi è bimbo si sente responsabile, anziché giocar con l’automobile che gli fanno per regalo di Natale,

lo si vede ad osservare i grandi che spesso litigano per mezza fetta di salame.

Ed è lui che richiama tutti ai propri doveri. E quello stesso bimbo, prima di giocar con l’aquilone, ha compreso che questo è il mondo, meglio esser preparati.

Chi non delude è Babbo Natale, lui sì che è sempre lì, al di là di quelle antenne, in un cielo favoloso, ma speriamo che non lo lascino a piedi le sue renne.
Fulmine, Cometa, Ballerina, Donnola, Freccia, Saltarello, Cupido e Donato…

Li ho visti ieri su di un prato, e ho pensato: ” Non lo avranno mica abbandonato?!”

Invece no: “Noi siamo qui per riposare, tra poco arriva il nostro tempo, e dobbiamo pur volare!”

E lì che vidi Babbo Natale insieme alla Befana che preparavano due focacce al provolone.

” Salve amico mio, siamo in vacanza, gradisce unirsi a noi!” disse lui… “Nell’attesa di far felici i bambini, facciamo un picnic.”

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