30Set
2013
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Fagiolino e il drago lanciafiamme

Fiaba di: marco.ernst

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La fiaba

Si chiamava Giovanni ed aveva dieci anni, ma tutti lo chiamavano Fagiolino, perché mangiava solo pane e fagioli ed a furia di mangiare solo fagioli, che notoriamente causano aria intestinale, il suo ventre si era gonfiato, nonostante lui fosse solo pelle e ossa, cosicché tutti lo prendevano in giro ed allora lui smise di andare a scuola.

Del resto aveva troppo da fare in casa: oddio, casa, loro, lui la mamma e il babbo, vivevano in una catapecchia fuori dal paese ed erano poveri come nessuno in paese.
Ma non era sempre stato così: ricchi non lo erano mai stati, ma prima, almeno, conducevano una vita decorosa e Fagiolino non doveva andare in giro con pantaloni che avevano più rammendi che parti buone e che, visto che stava crescendo, gli arrivavano a mezza gamba; per non parlare delle scarpe…

Poi era successo che il babbo era stato colpito da un calcio a doppietta del cavallo che l’aveva azzoppato e lo costringeva a portare un busto rigido fatto di corteccia per sostenere la schiena che, comunque, gli faceva sempre male.

La poca terra su cui erano andati a vivere dopo l’incidente era sassosa e produceva solo fagioli che pensava il bambino a coltivare e curare, mentre la mamma assisteva il marito invalido e cercava di dare un po’ di decoro alla baracca che chiamavano casa.

Poi, un giorno, successe che nei dintorni del paese cominciò ad aggirarsi un enorme drago che fiammeggiava dalla bocca e… anche dalla parte opposta e distruggeva e incendiava raccolti e fienili e case coloniche; in paese erano disperati: avevano anche assoldato un cavaliere ammazzadraghi, ma questi era ritornato abbrustolito.

Aveva tentato di sorprendere il drago alle spalle, ma visto il suo problemino, questi aveva emesso una fiammata (oltretutto puzzolente) che aveva abbrustolito il povero cavaliere che rinunciò così al compenso e se ne andò a gambe levate.

Nel frattempo Fagiolino aveva trovato un lavoretto, ciò che basta per avere i soldi per comperare la farina e fare almeno il pane: andava ad aiutare una vecchia vecchissima che abitava al confine della palude, tanto che i suoi animaletti domestici erano ragni, bisce e rospi.

Tutti in paese la chiamavano strega, ma in realtà era solo brava a fare decotti e preparati con le erbe.

Faceva anche una squisita torta di lombrichi, ma Fagiolino non la volle mai assaggiare.

“Dobbiamo fare qualcosa per quel pancino” disse un giorno la vecchia osservando il bambino di profilo, così lo fece sdraiare sul suo letto coperto da un numero incalcolabile di trapunte, gli fece togliere la maglietta ed iniziò ad esaminargli l’addome.

“Come pensavo: è aria dovuta ai fagioli che mangi. Vieni con me”.

Giovanni – Fagiolino la seguì un po’ timoroso e la vecchia lo portò in una radura dove cresceva un solo albero; questo produceva bacche simili a ciliegie, ma che la vecchia gli disse erano leggermente tossiche.

Nonostante ciò gli uccellini le mangiavano, ma subito dopo andavano verso la collina, osservati di nascosto dal bambino e dalla donna e beccavano dell’argilla verdastra.

“Vedi, gli animali sanno che l’argilla assorbe i gas intestinali ed elimina la tossicità dei frutti, ma noi faremo di meglio…”

Detto ciò tornarono alla casa della vecchia che mischiò dall’argilla che aveva raccolto al carbone lasciato dalla legna nel camino e a del finocchio selvatico; mescolò il tutto con poca acqua di fonte e impastò delle pillole: “Prendine una dopo ogni pasto e vedrai che tornerai bello e snello come un tempo” gli disse e Giovanni così fece e in pochi giorni il gonfiore scomparve.

Ora aveva imparato a fare le pillole da sé e ne faceva anche per mamma e babbo e tutti e tre stavano meglio.

Intanto il drago lanciafiamme non se ne andava dalla zona, anzi si avvicinava pericolosamente all’orto dei fagioli del bambino e dei suoi genitori, così un giorno, di nascosto, Fagiolino lo seguì e vide che mangiava delle radici notoriamente tossiche: che fosse quello il suo problema? Allora il piccolo preparò una pillola enorme, degna di un drago e affrontò la bestia e non appena questa aprì la bocca per lanciare una fiammata, gliela lanciò il fondo alla gola.

Il drago rimase un attimo disorientato, poi emise un… murrino come i neonati, seguito da una nuvoletta di fumo, quindi si avvicinò al bambino, paralizzato dalla paura e gli leccò il viso come avrebbe fatto un cagnolino.

Il drago non era cattivo, solo digeriva male, aveva lo stesso problema, o quasi, che aveva avuto fagiolino ed ora stava bene.

In paese non voleva fare del male, solo cercava aiuto.

Fagiolino gli preparò una fornitura di pillole digestive e gliele appese al collo dentro una vecchia tovaglia.

Il drago grato se ne andò e non tornò mai più a fare danni.

Fagiolino fu considerato un eroe, da quel giorno tutti facevano a gara a portargli a casa cibi ben variati, le donne gli cucirono un intero guardaroba nuovo ed anche delle scarpe di panno senza buchi sulle suole.

Ora che il suo fisico era tornato snello e gradevole poté anche tornare a scuola senza vergogna, ma nel tempo libero andava comunque ad aiutare la vecchia della palude grazie alla quale la sua vita era cambiata.

I veri uomini sono quelli che quando hanno fortuna non si scordano di chi li ha aiutati.

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