26Lug
2013
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La piccola Annie // Il segreto di Annie

Fiaba di: Paola Nigro

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La fiaba

piccola-annie-segreto-annieQui tutti i racconti della serie “La piccola Annie”.

È proprio destino che le avventure debbano sempre seguire la nostra piccola e coraggiosa Annie, ma non preoccupatevi amici! Sarà un’avventura molto divertente.

Infatti quella mattina nell’aria c’era un’atmosfera di festa e tutti sembravano felici, anche se si sentiva molto la mancanza del padre, che era andato in città per lavorare.

“Buon giorno mamma ” disse Annie»mattiniera più del solito.

“Buon giorno cara ” rispose la madre.

“‘Ngiorno, mamma “

“‘Ngiorno, Charol; vedo che vi siete alzate molto presto oggi!”

“Ehm, si, certo mamma, però noi, se non ti dispiace, vorremmo andare a giocare nel bosco..

“Nel bosco ci andrete, ma non per giocare ” e indicò loro un carico di biancheria da lavare.

E così …

“Che scocciatura Charol, andare a lavare al fiume la biancheria della mamma, tutto tempo perso, adesso potremmo essere a giocare e invece eccoci qua..

“Già, già Annie, è una seccatura bella e buona; intanto che laveremo, la giornata sarà passata e addio gioco!”.

“Va bene Charol, sfogati pure, dì pure ciò che vuoi, ma non parlare solo, agisci anche;  insomma ti vuoi muovere a darmi una mano, non vedi che sono sommersa dal bucato?!”.

“D’accordo Annie, ma non la fare tanto difficile per della biancheria,ti presto il mio aiuto se vuoi!”.

“Ormai non ce ne è più bisogno Charol,siamo già arrivate al fiume”. L’acqua del fiume era limpida e fresca e molto invitante per fare il bagno, anche se era pieno inverno.

Ma Charol ed Annie non badarono troppo a queste cose, il loro unico pensiero era di finire presto, perché consideravano quel lavoro solo una perdita di tempo.

Quindi si piegarono, stettero una mezz’oretta a lavare la biancheria, fregarono, toccarono e tanto fecero che finirono molto presto.

Poi si rialzarono soddisfatte e si incamminarono verso casa.

“Charol, insomma, mi vuoi aiutare a portare la biancheria, pesa ancora più di prima!”.

“Ma Annie,io sono più piccola di te,quindi sei tu che devi lavorare, non io          “.

“Ah, è così; fai la sfaticata, aspetta che ti prenda e ti farò vedere ” e incominciò a correre alla rincorsa della sorella.

Ma non ci volle nemmeno un attimo che inciampò su una pietra e cadde,facendo cadere insieme a lei tutta la biancheria appena lavata.

Fu quello l’inizio della grande disgrazia…

“Hai visto Annie,tutta colpa tua, se non .ti fossi messa a correre, tutto questo non sarebbe successo “

“La colpa è tutta tua Charol, se mi avessi aiutata, tutto questo non sarebbe successo e non saremmo dovute tornare al fiume per lavare di nuovo il bucato”.

“Infatti dovettero tornare indietro al fiume poiché il bucato era davvero molto sporco.

Arrivatevi, le due sorelle si chinarono e cercarono di lavare il bucato,facendo il più presto possibile.

“Annie, lascia fare a me, in fondo sono io la colpevole di tutto”. 

“Ma no Charol, se faccio io, finiremo alla svelta”.

“Annie, lascia fare a me”.

“Ho detto di no, non insistere”.

E così le due testarde non si decisero a lasciare fare o all’una o all’altra.

Annie tirava il lenzuolo dalla sua parte, mentre Charol dall’altra, e ben presto finì che il lenzuolo si strappò e si trovarono tutte e due a bocca aperta.

“Hai visto cosa hai combinato, Charol, il lenzuolo si e strappato,è tutta colpa tua”.

“Non è vero Annie, sei stata tu la causa di tutto, se avessi lasciato fare a me, tutto questo non sarebbe successo”.

“Insomma Charol, la colpa è di tutte e due, pensiamo piuttosto alla scusa da dire alla mamma”.

E si incamminarono verso casa, con la testa bassa, consapevoli di ciò che avevano combinato”.

Appena furono giunte a casa,si fecero coraggio e affrontarono la sgridata della mamma.

Anni e Charol, ma cosa avete fatto per tutto questo tempo,è un’ora che sono in pensiero per voi!?”.

“Oh, scusaci mamma ” dissero insieme le due birichine ” non volevamo farlo,

ma purtroppo abbiamo strappato uno dei tuoi lenzuoli più belli, ti prego, perdonaci”.

“Cosa?! Avete strappato un mio lenzuolo?!”.

“Già, già, mamma”.

“Questa volta l’avete combinata proprio grossa, non vi sgriderò, ma una punizione ci vuole lo stesso.

“Oh, no mamma, ti supplico”.

“Mi dispiace per voi,ma per una settimana andrete a lavare biancheria;comunque farete a turno,perché sono sicura che insieme combinereste altri guai.

E così …

“Charol,oggi tocca a te”.

“Hai proprio ragione Annie, ma tu, nel frattempo, cosa farai?”.

“Beh, cercherò di passare un po’ il tempo giocando da sola”.

“D’accordo, allora io vado,ciao!”.

“Ciao, anche a te, Charol ” e così passarono le giornate, andando a turno a lavare la biancheria, per punizione di aver strappato il lenzuolo alla mamma. Un giorno Annie tornò a casa più strana del solito.

Infatti subito scappò nella sua stanza, senza degnare di uno sguardo Charol, che era più meravigliata che mai.

“Annie, come mai sei così frettolosa?!, non capisco proprio il perché!”.

“Boh,ecco,Charol,credo di essere tornata a casa più tardi del solito ” e le voltò le spalle nascondendo qualcosa.

“Questa volta Annie si sbaglia di grosso, è tornata a casa molto presto, magari più strana del solito – pensò Charol ” ma ci deve essere certamente qualcosa sotto — e si mise le mani fra i capelli, ancora piena di stupore.

Il giorno dopo toccava a Charol andare al fiume a lavare la biancheria.

Ella andò,lavò accuratamente i panni e si incamminò di nuovo verso casa.

“Beh,ho faticato davvero molto, mi merito proprio un bel bicchiere d’acqua ” ed entrò in cucina con questa intenzione.

“Ehi, chi ha preso la bottiglia dell’acqua?!— osservò la. bambina con grande meraviglia.

“Sono sicura che è stata Annie; non vorrà mica farmi morire di sete, dovrebbe sapere che questi non sono scherzi da farsi!” e salì le scale che portavano alla sua stanza, per accertarsi che Annie non avesse preso l’acqua.

Bussò alla porta…

“Annie, aprimi, sono Charol!”.

“Eccomi,ma cosa c’è?!”.

“Non hai preso per caso tu la bottiglia dell’acqua?!”

“Certo, l’ho presa io, ma cosa c’è di strano?!”.

“Cosa c’è di strano?!. Oh,Annie, come fai a dirlo cosi spensieratamente, non bastava il ladro di biscotti, ma ci volevi anche tu!”.

“Charol, non pensare che l’abbia fatto per farti uno scherzo!”.

“E allora, perché l’hai presa?!”.

“Beh,questo è proprio un segreto”.

“Davvero?!. Sono molto curiosa”.

“Non vorrei deluderti, ma non posso dirtelo”.

“Cosa?! Ti prego Annie, prometto di non farti mai più dispetti”.

“Va bene Charol, ma solo perché sei mia sorella ” e la condusse oltre la porta della stanza.

“Ebbene Annie, si può sapere cos’è questo segreto?!”.

“Charol,vedi questo cestino?” e le porse un cesto ricoperto da un panno bianco.

“Sono tutt’occhi e tutt’orecchie Annie!”.

“Ebbene, togli il panno che lo copre e vedrai il mio segreto”.

Charol,curiosa più che mai, ascoltò i consigli di Annie e con grande stupore si accorse che…

“Oh Annie,dovevo immaginarmelo, che bel gattino, ha un pelo davvero molto morbido, ma dove l’hai trovato?”.

“La cosa è piuttosto semplice Charol, un giorno, quando dovetti andare a lavare a biancheria,lo trovai che miagolava dietro un sasso, ne ebbi compassione e così …

Capisco Annie, finalmente mi posso spiegare la tua stranezza; ma come lo chiamerai?”.

Ho intenzione di chiamarlo Ciappi,è un nome che gli sta proprio a puntino, tu che ne dici?”.

Per me va bene, ma a parte questo, capisco il tuo amore per gli animali, ma cosa dirai alla mamma?! ” Prima di tutto ho intenzione di riportare la bottiglia al suo posto, che mi serviva per Ciappi che era così assetato!Poi con la mamma me la vedrò io”.

“Se ne sei sicura,io potrei anche andarmele, allora…”

“Niente affatto Charol,verrai insieme a me dalla mamma”.

“Me lo immaginavo, ma io non so cosa dire!”.

“Ti ho detto di non preoccuparti Charol!” e la condusse fino alla cucina.

Ehm,ciao mamma,abbiamo una cosa importante da dirti”.

“Beh,allora, che aspetti a dirmelo?!”.

“Mamma,vedi questo gatto?” disse la birichina con una sfacciataggine mai vista e cacciò da dietro alle spalle il suo piccolo Ciappi.

“Oh Annie,certo che lo vedo, però esigo delle spiegazioni!!!”.

” Ecco vedi, ieri, quando andai a lavare la tua biancheria, lo vidi che miagolava dietro un sasso e allora …”.

E allora tu vorresti il mio consenso per tenerlo, è vero,o mi sbaglio?!”.

A dire :il vero non ti sbagli, ci manca solo il tuo permesso e …”.

Mi dispiace molto Annie, ma non puoi tenere il gatto”.

Oh no, mamma, ti scongiuro, lasciacelo tenere  ” gridarono insieme le due sorelle.

A pensarci bene potrei aiutarvi, sì, potrei accontentarvi, in fondo per una set” mana avete lavato la mia biancheria; ma certo, tenete pure il vostro gattino. Come sei buona mamma,ti vogliamo tanto bene ” gridarono piene di gioia abbracciando la mamma.

A proposito Annie, dove hai intenzione di mettere il nuovo arrivato?!”. borbottò  la madre.

“Oh, si certo,mamma, lo chiamerò Ciappi”.

“Ma Annie, mi stai a sentire o no?!. Ho detto dove hai intenzione di mettere il gattino!!!”.

“Scusami tanto, ma ero troppo felice per risponderti”.

“E allora?!”.

“E allora credo che lo metterò nella vecchia cuccia di Briz, te la ricordi ? No?!”.

“Ma certo che me la ricordo, quella che costruì papà due anni fa!”.

“Proprio quella, non l’avrai mica buttata spero?!”.

“Oh no Annie, non lo pensare proprio,la cuccia è sempre là, nella soffitta!”.

“Tante grazie mamma, corro su a prenderla — e così detto Annie prese la rincorsa, si buttò velocissima verso le scale, le salì, prese la cuccia e come un fulmine tornò indietro.

Poi s’incamminò verso l’uscio di casa, fino ad arrivare alla cuccia di Briz. Depose la futura cuccia di Ciappi vicino a quella e poi si chinò dicendo al gattino ” ascoltami bene Ciappi; questa sarà la tua cuccia, spero che ti piaccia e che diventeremo buoni amici”.

Poi si girò di faccia e, rivolta a Briz, disse – Sono sicura che anche voi due andrete molto d’accordo; mi raccomando Briz,conto su di te ” e cercò di allontanarsi dalla porta.

Ma non ebbe fatto nemmeno un passo, che i due furbacchioni già litigavano.

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