18Lug
2013
gatto-pantaloni

Il gatto nei pantaloni

Fiaba di: Emmagio

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La fiaba

Zlatan era un piccolo e buffo ragazzino con un fisico minuto rispetto ai suoi coetanei, portava dei pantaloni ascellari ed una maglietta tutta rammendata.

Le sue scarpe poi bucate e di qualche numero più grande. Portava gli occhiali fin dai cinque anni e non passava giorno che sbattesse la testa addosso a qualche porta oppure che si schiantasse su qualche albero con la bici.

Zlatan si considerava un piccolo mago che voleva stupire tutti con i giochi di prestigio e non c’era giorno che raccontasse dei suoi numeri prestigiosi.

Le uniche persone che gli davano fiducia erano il papà Ettore e soprattutto mamma Irma che passava dei pomeriggi assieme a fare i compiti e lui gli era sempre accanto mente lei si muoveva ai fornelli. Un giorno Zlatan prese un uovo e disse alla mamma che lo avrebbe trasformato in un scoiattolo “Abra cadabra cominciò a pronunciare” e dopo qualche attimo lancio l’uovo verso l’alto e … splash l’uovo si era trasformato in una frittata.

Un boato si levò dal giardino da dove i suoi 4 fratelli sbirciavano la scena nascosti dietro la finestra.

“Bravo bravo ah ah ah, di numeri così se ne vedono tutti i giorni nelle cucine” e continuando a prenderlo in giro gli chiedevano se poteva insegnarlo anche a loro. Anche questa magia era fallita ma di certo Zlatan non si perse d’animo, prese lo straccio che gli allungo’ la mamma e pulì a gran fatica.

Fatalità quella sera papà  Ettore entrò in casa con una scatola con un fiocco rosso. Tutti corsero verso di lui sperando di avere la fortuna di poter scoprire cosa contenesse.

“Allora se non ricordo male domani è il compleanno del nostro prestigiatore” disse papà Ettore.

“Certo” incalzò Giorgione il maggiore dei quattro fratelli, “il nostro mago ora ci farà altri numeri da capo giro, chissà se il prossimo uovo lo trasformerà in una pista di pattinaggio oppure in una giostra così possiamo divertirci tutti quanti”.

Zlatan diventò rosso come un peperone e balbettando promise che gli avrebbe fatto vedere lui di cosa era capace. Intervenne il papà per portare la situazione sotto controllo e spiegò che bisogna sempre avere fiducia nelle persone e che fare il prestigiatore richiedeva tanto allenamento.

Quando arrivò il momento di aprire il pacco Zlatan sgranò gli occhi incredulo, impugnò la sua prima bacchetta magica e disse “non ci posso credere, non vi deludero’, lo prometto sarò il mago più richiesto e farò restare tutti a bocca aperta”.

Passarono i giorni e il nostro prestigiatore passava le ore chiuso nel fienile, certo non era compito facile liberarsi dei quattro monelli che si prendevano gioco di lui

“Mago allora possiamo assistere alle tue magie?”,

“Certo” urlò Zlatan, uscendo con un sorriso smagliante,

“Giorgione sei come avere un gatto nei panataloni”, sicuro che con quella testa vuota che si ritrovava non aveva capito il significato di quello che voleva dire Zlatan.

Corrado, Massimo e Simone non risparmiavano niente pure loro al piccolo prestigiatore e considerando che erano spronati dal fratello maggiore si puo’ anche immaginare quante gliene combinavano.

Il peggio fu una mattina quando Zlatan non trovò la sua bici ma al suo posto c’era un biglietto che diceva: in una scatola i pezzi troverai, con un colpo di magia rimedierai e la tua bici come nuova riavrai. Non era un bimbo violento anzi e non si perse d’animo, portò la scatola nel fienile e cominciò ad unire tutti i pezzi.

Nel giro di una settimana con l’aiuto del papà riusci a rimettere a nuovo la sua due ruote.

I quattro monelli furono puniti per quella bravata e per un mese dovettero andare a scuola a piedi, il che significava 45 minuti di camminata al giorno e di certo non mancarono anche le scuse a Zlatan.

Lui in cambio chiese solo che ognuno di loro incidesse su un asse di legno “sono come un gatto nei pantaloni”, con la speranza che potessero capirne il significato e diventare più buoni.

 

 

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