11Lug
2013
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La Foresta della Luce // Parte prima

Fiaba di: labloggastorie

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La fiaba

Qui tutti gli episodi.

C’era una volta, tanti e tanti anni fa, un posto chiamato la Foresta della Luce. Nessuno sapeva di preciso dove si trovasse ma si narra che essa fosse un luogo ricco di grandi e strabilianti meraviglie. Lì vi regnava la Principessa Rubinia che assieme al suo popolo di fate e folletti custodiva il più importante dei segreti: la creazione delle stelle.

Dovete sapere, infatti, che il mondo non è sempre stato illuminato da quei piccoli e lucenti astri che si vedono sù nel cielo, al contrario le notti per tanto tempo sono rimaste buie e silenziose. Tutto cambiò quando un bel giorno in una lontana e segreta foresta comparve d’improvviso una fanciulla di nome Rubinia.

Ella aveva la pelle bianca come il latte e le gote rosse come rubini, era aggraziata nei modi e di animo gentile. Le fate e i folletti che fino a quel momento avevano dimorato nella foresta senza farsi mai vedere da nessuno, rimanendo abbagliati da tanta grazia, decisero di conoscerla e Rubinia fu lieta di vedere che le fate e i folletti non erano spaventati dalla sua presenza, ma che anzi avvicinandosi la circondavano come ad abbracciarla.

Rubinia disse di essere la principessa di un regno molto lontano e che aveva viaggiato in lungo ed in largo prima di trovare quella foresta. Nemea, la fata più anziana, le chiese il motivo del suo lungo viaggio e Rubinia rispose:”Sono giunta fin qui per farvi dono del più prezioso tesoro del mio regno!”

I folletti più piccoli iniziarono a saltare e a fare capriole pensando che il regalo più prezioso non poteva che essere una montagna di nocciole glassate al cioccolato e urlando di gioia ripetevano: “Facci vedere il tuo regalo! Facci vedere il tuo regalo!”.

Di fronte a tutto quell’entusiasmo il vecchio folletto Nonno Zargo intervenne per calmare i piccoli folletti, poi sollevando il suo bastone e puntandolo minaccioso verso Rubinia disse: “Tu sei una creatura che non appartiene alla razza umana, sei venuta da non so dove a farci dono di qualcosa che noi non abbiamo chiesto. Così facendo hai messo in pericolo il nostro popolo, i nostri figli ed il nostro futuro. Chi ci dice che non sei qui per farci del male? Perché dovremmo crederti?”

Tutti ammutolirono, il silenzio faceva sentire il suono delle foglie degli alberi ed anche i piccoli Forlon, Pessiù e Carminio avevano smesso di agitarsi ed impauriti dallo sguardo di Nonno Zargo andarono a nascondersi sotto la grande quercia. “Hai ragione a dubitare – rispose Rubinia – ma proprio perché non mi conosci non mi giudicare prima di aver visto quale sia il mio dono.

Ti chiedo solo di aspettare fino a questa notte e dopo se vorrai mi caccerai via. “Era una scelta difficile per Nonno Zargo, perciò assieme a Nemea riunì il Sommo FoFa, cioè il Consiglio dei dodici più anziani tra le fate e i folletti.

E dopo una lunga discussione i Dodici presero una decisione: avrebbero aspettato fino alla notte e se Rubinia avesse cercato di far loro del male avrebbero usato la potente arma del Tempo che Fugge, facendo scomparire per sempre Rubinia nel passato. Rubinia fu felice per l’opportunità che le veniva offerta e ringraziò Nonno Zargo assicurandolo che non si sarebbe pentito della fiducia dimostratale.

Giunse la mezzanotte e tutto il popolo dei folletti e delle fate nel mormorio generale si era riunito attorno ad un grande falò aspettando che Rubinia mostrasse loro il misterioso regalo. La loro curiosità fu presto soddisfatta. Guardando in alto verso l’oscurità del cielo Rubinia ruppe il silenzio. “Zargo dì ai tuoi folletti di portarmi le fiammelle di questo rogo”Zargo chiamò il lesto Asfantus, il prode Vis, il veloce Pelidante e il forzuto Roboris affinché portassero quanto richiesto a Rubinia. I folletti obbedirono e con dei lunghi bastoni di legno presero le fiammelle dal rogo. Rubinia allora chiamò Nemea e disse:

Riunisci tutte le fate, ho bisogno della loro magia. “

“Fantabella, Amorina, Gentilia, Dulcerina e tutte voi fate venite qui vicino a me!” chiamò Nemea e dopo che tutte le furono accanto si rivolse a Rubinia: “Siamo pronte ad aiutarti ma ricorda che la nostra magia non è fatta per il male, perciò sappi che se la utilizzerai per scopi malvagi immediatamente ti si rivolterà contro ed i folletti useranno contro di te l’arma del Tempo che Fugge!

“Stai tranquilla Nemea, non vi farò alcun male. Quello che sto per regalarvi cambierà il mondo ed io ho bisogno di voi, della vostra bontà e della vostra magia per farlo. Fidatemi di me!”Detto questo tirò fuori da sotto il suo mantello un sacchetto e sorridendo lo consegnò a Nemea e disse:

“Ecco, questo è il mio regalo per voi!””E cosa ci sarebbe in questo misterioso sacchetto?” chiese fata Diffidella che era rimasta in disparte, osservando tutta la scena per nulla convinta della buona fede di Rubinia. “Lo vedrai subito” – rispose Rubinia – “anzi vorrei che fossi proprio tu, Diffidella, la prima a prendere il sacchetto”‘Diffidella si avvicinò e prese in mano il sacchetto:

“E adesso? Cosa dovrei farci con questo sacchetto?””Aprilo!” rispose Rubinia. Diffidella sciolse il laccio che legava il sacchetto e dal suo interno ne uscì fuori un bagliore accecante. “Questa è la polvere di Luce! – disse sorridendo Rubinia – Prendine una manciata e cospargila su una delle fiammelle portate dai folletti.

Diffidella fece così come aveva detto Rubinia e, preso un po’ polvere di Luce, la cosparse su una fiammella che immediatamente iniziò a brillare in maniera strabiliante. “Ohhhhhhh!” esclamarono in coro le fate e i folletti.

“Questa che vedete è una stella” disse Rubinia e presa la stella tra le mani vi soffiò sù. La stella allora iniziò a sollevarsi in aria ed accompagnata dallo stupore del popolo della foresta arrivò fino al cielo dove si fermò. Nonno Zargo guardò quella piccola stella e mentre una lacrima di gioia gli scendeva sul viso sussurrò:

“In tutti i miei 563 anni non ho mai visto una cosa più bella!”

Tutti i folletti presero le fiammelle dal rogo e tutte le fate presero la polvere di Luce dal sacchetto. Rubinia soffiava su ognuna delle piccole stelle create ed in men che non si dica tutto il cielo fu illuminato d’argento. Quella notte la Foresta esplose di felicità e ci furono canti e balli per festeggiare la creazione delle stelle.

Alla fine anche Diffidella dovette ricredersi e pentita per i suoi dubbi chiese scusa a Rubinia per averla giudicata male. “Amici miei ora che avete conosciuto lo scopo del mio viaggio dovete promettermi di custodire il segreto della polvere della Luce. Nessuno dovrà mai sapere che in questa foresta è celato il mistero della nascita delle stelle.

Se il segreto dovesse essere scoperto o la polvere dovesse essere rubata il mondo piomberebbe di nuovo nel buio”. “Hai la nostra parola!” disse Nonno Zargo e aggiunse: “Da questo momento tu sarai la nostra Principessa e noi il tuo fedele popolo”. “Ma come faremo a difendere la Foresta dai Neroni?” intervenne fata Nemea.

“Fino ad oggi sono state sufficienti le alte mura che circondano la Foresta a difenderci dai Neroni, perché mai adesso dovremmo temerli?” rispose Fidicello, il più ottimista tra i folletti e questo fu sufficiente per rincuorare gli animi.

Ma sarà davvero così?

Se paziente aspettarai alla fine lo saprai!

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