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La volpe pazza

Fiaba pubblicata da: Sabatino Scia

C’era una volta una volpe che impazzì e si aggirava sgambettando sgarbatamente nel bosco e, con scatti improvvisi e feroci, mordeva la corteccia degli alberi, procura dosi ferite alla bocca.

Era diventata pazza chissà perché, chissà per quale scherzo di natura: ché la natura di scherzi ne fa tanti e chissà perché ne fa tanti e non ne fa pochi! Comunque, la bocca insanguinata e sporca le bruciava, e rivoletti di sangue gocciolavano sull’erba. In più, la volpe sbavava e alzava apposta le labbra e mostrava i denti, sgrugnando isterica.

La volpe pazza, la volpe pazza!

Un giorno, con la coda dell’occhio, vide un lupo e decise, conciata com’era, di dargli addosso. Il lupo scappò: era malato!, ma, malato com’era, correva tanto! Si sa: la paura s’impadronisce anche di un lupo, se questo è malato.

La volpe lo acchiappò e gli sferrò, veloce come una saetta, ben undici morsi al collo e il lupo morì ! Voleva mangiarlo, la volpe, ma da tanto duro che era, rinunciò costretta.

La volpe pazza, la volpe pazza !

Tutte le volpi stettero lì a guardare e s’impressionarono! E, perdio! La elessero, lì per lì, capo del branco!

Dell’accaduto si sparse subito la voce e si sparse veloce come il vento, la Voce. E tutti i branchi di volpi dei molti boschi attorno, la vollero anch’essi come capo. E dall’oggi al domani la volpe pazza si ritrovò, senza saperlo nemmeno, capo dei branchi che popolavano i boschi dell’intera regione.

Ne fa di scherzi la vita (o la natura), perdio! Ne fa, ne fa !

E un giorno, nel bosco dei mille ceppi di castagno, le volpi dei tanti boschi le organizzarono, con gioia, un gran comizio e l’applaudirono battendo le zampe così forte, ma così forte, che se le spelarono, di peli!!!

La volpe pazza, stringendo i denti e allungando più volte il muso, farfugliava, improvvisando, cose che sembravano giuste all’orecchio delle tante volpi presenti.

La volpe pazza, la volpe pazza!

Inaspettatamente, dai cespugli sbucò qualcosa: un cucciolo di lupo che si trovò a passar da quelle parti …

La volpe fulmineamente saltò, come una dannata, dal palco del comizio e lo acchiappò e ci giocò e lo scoiò e lo mangiò!

Oddio, oddio, che successe mai: un putiferio di applausi la investì, tanto che le volpi, nella foga di batterle le zampe e le code e tutto, si spelarono il corpo per davvero.

Poi riandò sul palco del comizio e arringò un lungo discorso e alla fine accennò barbugliando le sue intenzioni: far generare dalle stesse razze di animali … perché quelle razze …

La volpe pazza, la volpe pazza !

Che fortuna ebbe, poi, per un bel po’: ché di lupi non ne incontrò ! si esibì, così, a sgozzar conigli scheletriti e pecore malate e galline gialle e qualche uccello con le ali rotte e lepri con la rogna e topi scemi.

Non vide più lupi la volpe pazza; non vide più lupi la volpe pazza !

Che fortuna che ebbe e non capì, perdio! Non capì la fortuna. Non capì !

Non volle star quieta a godersi la vita e non appurò per niente che la fortuna a volte deve essere lasciata a riposar tranquilla, ché se si spazientisce … diventa poi sfortuna! E tira calci peggio di un mulo!

La volpe pazza, la volpe pazza che non capì …

Quanti applausi , quanti applausi ebbe da tutte quante le volpi che seppero che i lupi potevano esser distrutti!

Andaron tutte a scovarli mentre se ne stavan tranquilli: mai nulla avevan sospettato!: si videro assaliti!

“Perdio!”, dissero i lupi, “Perdio!: tutte le volpi sono impazzite per davvero!! Le volpi … le volpi a far la guerra ai lupi? Oddio, oddio: questa volta s’è capovolto il mondo per davvero!”

La volpe pazza, la volpe pazza !

Decisero così: che solo sette lupi, di quelli buoni, le avrebbero distrutte di sicuro. E così fu!

In poco tempo ci fu un massacro.

Poche furono le volpi fatte prigioniere.

E torturate … “Chi è stato? Chi è stato?: Chi vi ha comandate? Chiii? Parlate! È meglio per voi! Un pastore, forse? Vi siete vendute per una scodella di verdura? E che è? A voi non piacciono più le pecore? Non vi piacciono più le pecore e le galline? Parla tu! Parla ! ti sei venduta per qualche uovo marcio?”. E giù botte e minacce, a grandine!

“è stata … che colpa ne ho? È successo che … la volpe pazza! La volpe pazza che … che s’è ficcata in testa … ha voluto dar per forza addosso ai lupi e ci ha comandate!”

“la volpe pazza? Come, come …”.

“si ! la volpe pazza!”.

“la volpe pazza? Ah, non i pastori?”.

“no, no!”.

“e allora andiamo: andiamo a raddrizzare il nostro mondo!”.

Non passò tempo che la volpe fu catturata e, nemmeno interrogata, spezzata in cinque e sbrandellata.

La volpe pazza, la volpe pazza!

Così finì la volpe pazza, che, pazza com’era, non capì l’accontentarsi … e così finì pure chi la seguì, ché non capì … della volpe pazza, però, restò un mito: poco tempo passò, ed entrò nelle leggende e fu sempre ricordata e con rispetto venerata: ché era stata capace di dare addosso ai lupi! E nessuno seppe mai che quel pasticcio e quel massacro dipesero solo da un lupo malato e da una volpe pazza e da tante altre volpi che non avevano capito … è così che gira il mondo, amici animali! E credetemi: non c’è proprio nulla, nulla da fare!

E fu lasciata nella leggenda una volpe pazza! La Vita, però, eeeh, ne fa proprio, di scherzi!

La volpe pazza, la volpe pazza, e nessuno capì mai … ci saranno ancora altri lupi malati e altre volpi pazze e altre ancora che non capiranno …?

Voi, pensate quel che credete.

Io, dico proprio di sì.

La volpe pazza, la volpe pazza!.



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