03Giu
2013
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Freccia, eroina di Giocattolandia

Fiaba di: Cappato Marcos

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La fiaba

C’era una volta una lontana città di nome Giocattolandia, chiamata così perché era abitata da simpaticissimi giocattoli. In quella città viveva una trottola un po’ pazzerella di nome Freccia, tutti gli abitanti la chiamavano Freccia, la trottola pazzerella.

Freccia aveva una grande capacità, quella di arrivare molto velocemente in qualsiasi posto grazie ad una rapidissima rotazione. Purtroppo però questa capacità costò tanti guai; un giorno Freccia combinò un guaio talmente grande da costringere il sindaco di Giocattolandia ad allontanarla dalla città.

Freccia triste e dispiaciuta se ne andò per sempre, senza però mai dimenticarsi degli abitanti che le volevano bene. Ogni giorno si allenava per poter controllare la sua velocità; i primi tentativi furono disastrosi, ma dopo tanto tempo riuscì ad aumentare il proprio autocontrollo.

Un giorno mentre passeggiava tranquilla pensando ai suoi cari amici sentì un urlo: era il sindaco che era stato appena catturato dal malvagio Ginocchio di Bronzo.

“Aiuto! Aiuto!” esclamò il sindaco spaventato.

Freccia tra sé e sé pensò: “Il sindaco mi ha bandita dalla città, ma io non posso lasciarlo in mano di quel malfattore! Devo assolutamente aiutarlo!”.

Non sapeva come fare, poi si ricordò di tutte le volte che gli abitanti di Giocattolandia le dicevano di fare attenzione alla sua velocità che, se ben gestita, sarebbe potuta diventare un’arma potentissima.

Si fermò e disse: “Adesso che ho imparato ad usare la mia velocità posso utilizzarla per salvare il sindaco! Però, non voglio farmi riconoscere, non voglio che il sindaco sappia che ho provato a salvarlo.. Non sono sicura di come potrebbe prenderla..”.

Pensò a lungo finché non le venne un’idea.

“Potrei travestirmi e diventare l’eroina di Giocattolandia” disse.

Le venne in mente che non poteva presentarsi con il suo vero nome, decise allora di farsi chiamare Lampo, La Trottola Pazzerella.

Appena ebbe finito di prepararsi sentì un urlo: “Aiuto! Aiuto! Qualcuno mi venga a salvare!!”. In quel momento Freccia apparse davanti a Ginocchio di Bronzo e disse: “Fermo brutto furfante!! Non potrai storcere neanche un capello del sindaco! O almeno non prima di aver fatto i conti con me!”

“Lampo, La Trottola Pazzerella, difenderà questa città anche a costo della vita!” continuò Freccia.

Con un calcio mandò Ginocchio di Bronzo direttamente fra le mani della polizia. Il sindaco estremamente riconoscente decise di premiarla con il miglior dono che un sindaco possa dare: il lavoro più importante che ci sia in tutta la città, cioè il comando delle truppe dell’esercito e la sua sostituzione in caso d’assenza o malattia.

Freccia appena venne a sapere che le era stato assegnato questo compito decise di chiedere una riunione con il sindaco in modo da potergli dire che la grande eroina che lo aveva salvato in realtà era quella che lui stesso aveva cacciato dalla città poco tempo prima.

Il sindaco appena scoprì chi davvero lei fosse chiese immediatamente scusa e, per farsi perdonare, decise di organizzare una grandissima festa per omaggiare il suo ritorno e farlo sapere anche a tutti gli altri abitanti.

Freccia, molto contenta, durante la festa decise di fare una promessa: promise che avrebbe fatto qualunque cosa pur di difendere la sua adorata città, e così fece, mantenendo la città al sicuro e libera da criminali come Ginocchio di Bronzo.

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