07Mag
2013
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Matteo e la macchina magica

Fiaba di: MARA MENINO

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La fiaba

Era una bella giornata di primavera e Matteo aveva deciso di andare a giocare un po’ al parco insieme alla sua mamma ed al suo amico Leo. Matteo era un bimbo come tanti, vivace, allegro e con molta fantasia. Gli piacevano tantissimo le macchinine, ne aveva interi scatoloni pieni ed erano di tanti colori: rosse, gialle, blu e con scritte di ogni tipo.

Quel pomeriggio Matteo decise che si sarebbe portato al parco la sua macchinina preferita, abbastanza grande e rossa, con le fiancate blu tipo onda di mare.
-La farò vedere a Leo così potremo giocarci se lui porterà anche la sua! La mia è la più bella!- aveva detto con la mamma.
-D’accordo Matteo, ma poi non mettetevi a litigare come al solito…- aveva risposto la mamma avviandosi a prendere le giacche per uscire.

Al parco i due bimbi si misero subito di buona lena a giocare sullo scivolo e a correre su è giù per il prato con le loro macchinine . Le facevano girare ovunque, anche sui rami degli alberi e ogni tanto qualche formica si scansava pensando – Ehi, ma qui non si può più stare in pace!- e si nascondeva in qualche buco.
Erano un pochino stanchi di far rombare le loro piccole auto e si sedettero un po’ sull’erba.

– Matteo, la tua macchinina è proprio bella a va davvero forte!- esclamò Leo mentre si tirava su una calza che gli era scivolata sulla caviglia. – Certo! Vedrai anche quante altre sorprese!- disse ad un tratto una vocina …I due bimbi si guardarono attorno, ma non videro nessuno.. – Ehi, sono qui! In basso vicino ai vostri piedi!- disse di nuovo la vocina. Abbassarono lo sguardo ed entrambi rimasero a bocca aperta: la macchinina di Matteo era in piedi sulle due ruote posteriori, mentre scuoteva quelle anteriori per farsi notare e per di più li guardava con due occhini neri brillanti .
-Allora vi va di fare un giro con me? Questa volta guido io…!!- continuò l’auto magica mentre i due amici erano sempre più allibiti.

-Wow!- esclamò Leo che ormai non stava più nella pelle per l’emozione; Matteo era ancora incredulo ma subito si affrettò a rispondere – Sì dai facciamo un bel giretto! Noi verremo con le nostre bici!- ma la macchinina rispose – Ma no! State a vedere.- E facendo un giro velocissima su se stessa, sprigionò un arcobaleno di luci che avvolsero tutto e che in pochi istanti fecero rimpicciolire i due bimbi a tal punto che si ritrovarono sui sedili della mini auto!

Sfrecciarono in mezzo ai fili d’erba e poi si arrampicarono sugli alberi attraverso i rami, la macchinina fece poi un salto ed atterrò sullo scivolo vicino correndo giù sempre più forte, tanto che Matteo e Leo gridavano come se fossero sulle montagne russe.
Incontrarono sulla loro strada un bruco che stava sgranocchiando una foglia caduta dall’albero e quando li vide disse : – Oh che strani esseri voi! Cosa ci fate nella mia terra? Non vorrete mica mangiarvi tutto al mio posto!-
– Certo che no! A me non piace l’insalata figuriamoci le foglie degli alberi!- esclamò subito Matteo, ma il bruco sembrava indignato e dicendo – Io sono un bruco quasi centenario ed è grazie alla verdura che sono così forte e sano!- girò sulle sue multi zampette e si inoltro svelto nella vegetazione.

Dopo un attimo di smarrimento i due amici proseguirono la loro corsa tra i prati fino a quando, ad un certo punto, arrivarono ad una specie di teatro delle api: c’era un intero sciame seduto su petali di rosa che guardava di fronte un grande fiore variopinto, che raccontava buffe storie e narrava le sue avventure. Molti ridevano e tutto era accompagnato da un perenne -bzz bzzz bzzz…-.
– Vedete, il prato è vivo, mentre voi giganti giocate al parco, sotto ai vostri piedini c’è una civiltà nascosta!- disse la macchinina. – Adesso è ora che vi riporti dalle vostre mamme o si accorgeranno che mancate da troppo tempo, anche se in realtà nel vostro mondo sono passati solo pochi secondi da quando siamo partiti!- .

In men che non si dica Matteo e Leo tornarono vicino all’albero dove si erano seduti e la macchinina con la sua magia li riportò alle loro dimensioni normali. – Mi raccomando, questo è il nostro segreto, non rivelate i miei poteri a nessuno o dovrò andarmene!- i due amici si guardarono complici e poi risposero – E’ stata un’avventura bellissima grazie, proteggeremo il tuo ed il nostro segreto!-.

– Allora avete finito di chiacchierare? E’ ora di tornare a casa- disse la mamma di Matteo avvicinandosi; subito Leo si girò verso la macchinina, ma la trovò immobile, un giocattolo qualunque.. I due bambini si guardarono con aria di intesa e si alzarono per andare a casa mettendosi a camminare in punta di piedi.
Le mamme li guardarono con aria interrogativa – Ma che state facendo?- chiesero – Bisogna stare attenti a dove si cammina, sotto di noi vive un’altra civiltà!- rispose Matteo impettito.
Dopo una bella risata delle mamme che non conoscevano la verità così come invece i loro figli, tutti tornarono a casa ; alla sera Matteo ripose la sua macchinina sulla mensola della cameretta dandole un bacio e dicendo – Alla prossima avventura amica mia!-.

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