07Feb
2013
trasloco

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Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Chi ha detto che cane e gatto non vanno d’accordo?

Tutte sciocchezze.

Si instaurano grandi amicizie anche tra canidi e felini.

Come, d’altronde, tra i protagonisti di questa storia.

Il gatto Gianluca si alzava tutte le mattine con una gran fame.

Si stiracchiava a lungo, dopo essere uscito dalla sua cesta, e zampettava in cucina dove lo attendeva un bel filetto di pesce, che procurava di preparare la sera prima perché, essendo molto pigro, non amava doversi dare un gran daffare la mattina appena alzato, ancora stanco.

Pesce, mmm.

Da leccarsi i baffi.

Una squisitezza.

Da quando aveva trovato casa era molto soddisfatto di se stesso.

Aveva pensato personalmente all’arredamento.

Prima di tutto un enorme frigo. Con la fame che aveva.

Gianluca era un micione grassissimo, fin dalla nascita e, malgrado numerosi tentativi di dieta, non era mai riuscito a portarne a termine una, senza soccombere regolarmente alla sua fame proverbiale.

Così aveva rinunciato a qualsiasi sacrificio e aveva dato fondo alla sua fame, facendo scorpacciate di pesce e croccantini.

Completava l’arredamento una cesta- divano con dei cuscinoni morbidissimi, da spaparanzarcisi sopra, e fare delle grasse grosse dormite.

Otto Bass invece se la passava piuttosto male.

L’avevano sfrattato perché non pagava l’affitto.

E non pagava l’affitto perché era senza lavoro.

Ed era senza lavoro perché l’avevano licenziato.

Faceva il postino.

Non è l’ideale per un bassotto.

In bicicletta non riusciva ad andare perché aveva le zampe troppo corte.

E, dato che aveva le zampe corte, non era nemmeno molto agile, e correva a fatica.

Quanti reclami, quante lamentele aveva ricevuto l’ufficio postale!

Povero Otto, era solo e senza una casa.

Per di più era scapolo, mentre tutti i suoi amici avevano famiglia, e non potevano ospitarlo.

Ultimamente si era trovato un posticino tranquillo nei pressi del fiume, ma non era abituato alla vita del cane randagio, lui che si faceva tre docce al giorno.

E poi la lotta per la sopravvivenza non rientrava nella sua concezione della vita.

Lui, così buono, così pacifico!

Che vita grama!

Un bel giorno il gattone Gianluca decise di fare una passeggiata.

Non era stata una gran buona idea, quella di mangiarsi pesce fritto a colazione.

Non aveva digerito e, anche dopo due tisane, continuava ad avere come un macigno sullo stomaco.

Così era uscito a prendere una boccata d’aria.

Si era diretto verso il fiume, chissà, magari riusciva a trovare qualche pesce appetitoso da cucinarsi per pranzo, magari al forno, coi pomodorini.

E si era imbattuto in Otto.

-Ehi, amico, come va?-.

-Gianluca, quanto tempo!-, e si abbracciarono con abbracci felini, e salutarono con saluti canini.

-Non hai una gran bella cera-, notò Gianluca il gattone.

-Eh, non me la passo mica tanto bene…-, mormorò Otto Bass, mogio,- mi hanno licenziato e sfrattato. Non ho più un lavoro, né una casa-, e si mise a guaire.

“Povero Otto”, pensò Gianluca, “lo vedo proprio giù. Come mi dispiace…”.

-Senti Otto, adesso vado a fare un po’ di spesa… Magari torno a trovarti con un po’ di cibo, cosa ne dici?-.

-Te ne sarei grato, ma non saprei come sdebitarmi…-.

-Oh be’, per quello figurati! Che vuoi che sia…-.

Quella sera Gianluca non ebbe molta fame, e non riusciva ad addormentarsi.

Si girava e rigirava tra i cuscinoni ma niente da fare, aveva dei pensieri.

“ Povero Otto, ci sono rimasto male, era da un po’ che non lo vedevo, sembra così depresso…”.

La mattina successiva Gianluca si svegliò con un’idea.

Incredibilmente per uno come lui, uscì senza nemmeno fare colazione.

Era balzato fuori dalla cesta- divano e si era precipitato fuori di casa in un baleno.

Aveva zompato alla velocità della luce, perdendo tutti i chili accumulati, e, con la lingua ciondoloni e il fiatone, era giunto al fiume.

Come si aspettava, vi aveva trovato Otto Bass, sdraiato sul greto a contemplare lo scorrere dell’acqua e lanciare sassolini ogni tanto.

-Ehilà, amico!-, lo salutò Gianluca col fiato che gli era rimasto.

-Ohi, Gianluca! Di nuovo qui!-.

-Sì, per farti una proposta che non potrai non accettare!-.

-Sentiamo un po’…-, rispose Otto, incuriosito.

-Ti andrebbe di diventare coinquilini?-.

-Co… Coinquilini?-, balbettò otto.

-Sì, proprio così. Casa mia è nuova, ci abito da poco, e sono solo. Mi farebbe piacere condividere il tetto con un amico! Niente affitto, intanto tu ti cerchi un lavoro, e poi penseremo a dividere le spese! Allora? Non è una proposta fantastica?-, domandò Gianluca tutto d’un fiato, entusiasta.

-Be’, in effetti sì.. Ma vedi, prima di trovare un lavoro serio mi ci vorrà un po’, i bassotti non sono molto gettonati… Nel frattempo dovrei gravare sulle tue spalle, senza pensare che ti priverei della metà del frigorifero! È impensabile, come faresti?-.

-Oh, per quello non è un problema, anzi, è la volta buona che finisco una dieta… Dai, mi farebbe molto piacere… E poi pensa a quanto ci potremmo divertire!-.

-Be’, se la metti così… Andata!-, accettò Otto Bass, felice.

-Fantastico! Andiamo subito a festeggiare!-.

E i due si fecero una scorpacciata di gelato.

Otto Bass lasciò ben volentieri la sua vita da randagio, e si trasferì da Gianluca.

I due andavano perfettamente d’accordo, e non ci fu bisogno di stabilire regole, perché cane e gatto erano proprio in sintonia.

Anzi, fu Otto Bass ad avere la seconda idea lampante.

Aveva trovato lavoro in un gelateria lì vicino e, quando ebbe accumulato un bel gruzzoletto, aiutandosi con qualche extra (stirava e rammendava camicie, ebbene sì, i bassotti fanno anche questo), lui e Gianluca il gattone aprirono un chioschetto di gelato tutto loro, e facevano dei gelati buonissimi! Tutta la città li voleva mangiare, sia cani che gatti.

E non c’è al mondo più grande amicizia di quella tra Gatto e Cane.

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