02Mag
2013
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La zia Marta di Topolò e la paura dei ragni

Fiaba di: Rosa Rita

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La fiaba

In un paesetto chiamato Topolò
sui monti abbarbicato come, non lo so…

in una casa quasi diroccata,
al limitar di una stradina in salita,
che tra i vecchi ruderi pare scolpita,

vive la vecchia zia Marta
che di mestiere fa la sarta.

Gira per strada con un enorme cappello
teme il sole, e gli fa da ombrello.

Possiede una bicicletta tutta sgangherata:
chissà da dove l’ha riciclata!

La sua casa è l’abitazione di ogni genere di animaletto:
gatti, cani, topi e anche di qualche insetto…

Le ragnatele fanno da tendoni
e s’ intravedono dietro ai grandi balconi.

I topini sul tavolo si recano a cena
perché Marta di pulire non ha nessuna lena!

La polvere sui mobili fa da tappezzeria,
con le dita un sole, un albero si disegnano con maestria.

Insomma, una casa molto disordinata
come la sua gonna che è sempre strappata!

I suoi calzini son sempre bucati,
i suoi capelli son ogni giorno arruffati.

Un gatto nero è il suo amico del cuore,
porta sfortuna ma è il suo grande amore!

Lui le sta vicino in quella grande confusione,
e della stamberga infondo è il grande padrone.

Un giorno, dalla città venne lì nei pressi a soggiornare,
un bimbo fragile, pallido con cui era difficile parlare.

Sempre solo, quasi mai lui si divertiva
e dai suoi occhi tristi lo si capiva.

Si chiamava Andrea il fanciullo solo soletto
che dal suo cancello guardava di zia Marta il giardinetto.

Lui lo spiava da lontano incuriosito
ma anche un poco intimorito.

Tanti libri lui leggeva di fantasia
perché così il tempo gli volava presto via.

Cavalieri e draghi, castelli , streghe e folletti felici
erano per lui i soli amici.

La zia Marta che era una persona sensibile
e per certi versi imprevedibile,

con dolcezza lo invitò a bere una cioccolata profumata
dicendogli che densa, e colorata l’avrebbe preparata.

Andrea quando entrò nelle stanze del disordinato casone,
spaventato si rannicchiò in un cantone.

Che paura aveva di quei grossi ragni,
pelosi, neri anche se dicon che portan guadagni!

Marta gli si avvicinò con dolcezza,
sul visino gli fece una delicata carezza;

lo abbracciò stretto stretto
e lo nascose sotto il suo grande berretto.

“Veloci, usiamo la plastilina… e
del ragno facciam la faccina;
Coraggio!! Dipingiamo quel mostriciattolo di un colore gioioso
che non ti sembri a prima vista spaventoso…
raccontami come ti senti
quando lo vedi e batti i denti! “

Tra i due si creò, cosi, un gran calore
e il bimbo calmò lentamente il suo tremore.

Nacque immediata una grande intesa
il tutto nato da una paura presa…

Che sbocciata è come fiore
e ha donato al cuore gran tepore

Andrea con i ragni iniziò a familiarizzare
e con i bambini del piccolo paese a giocare…

Il giardino della zia Marta ora è un paradiso d’ idee e di tesori da scoprire
basta non farsi intimorire…

I bambini ora l’aiutano a riordinare,
e in quella casa c’è un bel daffare:
spolverare, spazzare, rammendare!
Ci sono anche i letti da rifare!

Il tutto è fatto in allegria
per stare insieme in compagnia,

c’è l’estate e si sta in vacanza.
Ci si diverte con grande baldanza

tra le montagne abbandonate
ma di aria fresca e bei paesaggi circondate.

Un mondo incontaminato
Che va dagli uomini valorizzato.

Andrea ora vive a Topolò non ha solo molti amichetti
… si diverte anche con i ragnetti.

Ora lui inventa le sue fiabe preferite
La bella verde natura le ha abbellite…

Di caldi colori
Perché le sue parole sono diventate fiori!!!!!! 

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