02Mag
2013
solitudine-doriano

La solitudine di Doriano

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

Senza sosta, senza sosta,
avanti Doriano porta con te solo un umile ma attento guardiano:
il povero cagnolino
che sin dall’inizio ha continuato ad accompagnare il padrone,
ora si accinge con disperazione ad assistere inerme alla sua dissoluzione.

«Doriano – pensa il cagnolino Lapis – non posso lasciarti da solo ora,
tu credi di poter continuare ma la follia ti assale.
Fermati un momento,
rifletti, cosa assai strana per una mente così insana.

Nulla è perduto ma tu devi essere più prevenuto.
Una vil donna ti ha distrutto ma tu devi riprenderti,
a progetto decaduto, scorda il tuo vissuto
e pensa ad un futuro non ancora canuto».

Il giovane ragazzo, esortato al pensiero,
si accorge di aver dimenticato
all’interno dell’antico maniero
la fatata bicicletta che la strega Bertona gli aveva,
con un incantesimo, maledetta.

Cammin facendo, lungo il tortuoso viale che conduceva al castello,
Doriano scorge tra l’invernale nebula avanzarsi una sagoma argentata,
era la bicicletta fatata.

‘Eletta’ la due ruote negletta
con la quale aveva percorso tanti e tanti chilometri,
nella consegna del mitico giornale,
ora vaga sperduta nella pianura,
aspettando qualcuno che la porti all’avventura.

La nebbia toglie capacità di visione e Doriano cozza con violenza contro il manubrio di Eletta
che sola, soletta si allontana fuggendo alle grinfie di Bertona, la strega bacchettona.

Così a poco a poco,
il ragazzo riprende confidenza con la bicicletta
e ricomincia una storia ora benedetta.

Tra mari, colli, monti e fiumi la sempre presente e fedele amica Eletta
instilla nel giovane il greco motto ‘Gnôthi Seautón’,
l’arcaico ‘Conosci te stesso’
che potrà regalargli il successo.

«Doriano inizia da qui – dice Eletta – il tuo percorso culturale,
con me visiterai luoghi ignoti,
ti spalancherò porte sconosciute,
parlerai con personaggi del passato
il cui volto è immortalato nelle pellicole
di un vecchio cinematografo animato».

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