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Tutte le fiabe che parlano di "canzoni"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "canzoni", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

il natale di mamma e papa talpa

Il natale di mamma e papà talpa

E’ quasi la vigilia di Natale e Frisbee, finito di decorare l’albero, chiede al papà “racconta il tuo natale più bello …” “Ehm … allora…” “Dai caro racconta sono molta curiosa”, fa eco mamma. “Bene, allora… 

canzoncini dialetto siculo

Canzoncini in dialetto siculo

Canzuni pi gniocara o giru tunnu Giru giru tunnu come è bello u munnu ciento cinquanta a iaddina canta lassatila cantari si vole maritare Pi quanno ciuvia Ciovi ciovi ciovi la iatta fa li ciovi… 

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Una semplice storia di Natale

Nella piccola cittadina di Higen, si conoscevano tutti e qui, le notizie correvano più veloci della luce.

Nonostante fosse dicembre, l’anziano signor Teobert amava stare seduto all’esterno dell’unico bar del paese e osservava l’andirivieni dei passanti. Faceva finta di niente, sbuffando con la sua enorme pipa ma nulla gli sfuggiva.

Così, quando il piccolo Jakob cadde nelle gelide acque del lago per aiutare il suo amatissimo cane, fu il primo a saperlo. La notizia si sparse a macchia d’olio.

Purtroppo, a causa delle basse temperature, si ammalò.

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La bimba del bosco di lecci

Era una bimba, una donna, o forse uno spirito? Neanche lei lo sapeva, era stata sempre sola con il suo cerbiatto e non sapeva chi fosse, quanti anni avesse, che differenza ci fosse tra uno spirito e un corpo, tra un uomo e un fantasma. Conosceva solo il bosco, fitto di lecci, che a lei, piccolissima, apparivano alberi scuri e immensi.
Aveva una nuvola arruffata di capelli rossi, pelle bianchissima e due occhioni scuri, dolci e impauriti, ma brillanti e vivaci. Viveva di notte, riparandosi dalla pioggia in piccoli anfratti, parlando alle stelle e ai fiori, volando sulle ali delle civette per farsi cantare melodie lievi dalla luna, giocava a rincorrere i ghiri e i topi quercini, e non si separava mai dal suo unico amico, un cerbiatto che, come lei, non sapeva crescere ed invecchiare. All’alba i due amici cercavano un morbido letto di muschio e vi si adagiavano per dormire.