15Giu
2016

Saretta e La Larga

Fiaba di: Alessandra Santilli Pedagogista

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La fiaba

Saretta era una bellissima bambina di otto anni che viveva solo con la sua mamma in una casa non molto grande ma piena d’amore dove non mancava nulla.

La sua vita scorreva normalmente tra la scuola, gli amichetti e lo sport ma la sua più grande soddisfazione, quando poteva, era quella tornare a casa dopo la scuola, mettersi le pantofole, il pigiama, rigorosamente rosa, cenare con i suoi cibi preferiti e riposarsi fino al momento di andare a dormire.

A Saretta piaceva moltissimo sentire la sua mamma leggerle una fiaba, a volte la stessa ripetuta all’infinito, oppure sentire quelle che inventava fino a che il sonno prendeva il sopravvento e si addormentava.

Una notte, però, fu svegliata da rumori nella stanza. Nel buio vide due occhi grandi e gialli su un corpo largo e basso con delle zampe corte e delle piccole braccia ad esso attaccate e sembrava corresse verso di lei: a quel punto iniziò a gridare il nome della mamma.

La mamma corse da lei e Saretta le raccontò quello che aveva visto nominando  quella cosa “la Larga”. La mamma l’abbracciò forte, la rassicurò e rimase con lei fino a che non si addormentò di nuovo.

“Saretta, amore, svegliati”, le disse la mamma la mattina dopo rimanendo ferma sulla porta della cameretta.

“Preparati perché oggi hai compagnia per andare a scuola” riprese la mamma. La bambina la guardò perplessa ma la mamma si girò di lato ed esclamò: “Dai Larga, entra e saluta Saretta!”. Poi si girò verso la figlia e disse: “Ti presento la Larga, come vedi è già pronta, lavata e vestita, con il suo zainetto sulle spalle, per venire a scuola con te, forza dalle la mano e andiamo”.

Saretta sorrise e fu così che la Larga smise di farle paura.

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