01Ott
2018

Roccia il lupo

Fiaba di: Monica F.

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

C’era una volta, un giovane lupo dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Roccia.

Dal carattere nobile e altruista, grande sognatore, adorava lui dipingere il mondo attorno con la sua poesia, amante del festoso dondolio dei fiori all’aria aperta, del canto melodioso dei ruscelli, del romantico brillio della luna in cielo, fiero nel suo incedere, perennemente col muso rivolto vero l’alto, perso nei suoi pensieri.

Acquazzone/ruotano nei campi/le margherite ricamava nel suo cuore i propri haiku, animo sublime, ritenuto proprio per questo suo modo di fare, un tipo allorché stravagante, dagli altri componenti del branco, che non vedevano di buon occhio questo suo poetare, apprezzando ben altre virtù in un lupo della sua età, ma docile e mite lui sorrideva alle loro parole, senza remore.

Ed un giorno mentre era intento a comporre nuovi haiku, girovagando lungo la Foresta, il suo cuore mancò di un battito, nell’udire di colpo un grido fendere l’aria, e senza porre tempo in mezzo, correndo verso il punto da cui era scaturita l’accorata richiesta di aiuto, il suo stupore fu enorme nello scorgere trascinata dalla corrente del Fiume, una piccola coccinella con un’ala sola, impedita, aggrappata ad una ciliegia.

La povera creatura, affamata, scorta una grossa ciliegia succosa, salita sopra al ramo, subito aveva fatto per mangiarla. Ma staccatosi dal tralcio, il frutto era caduto di peso nell’acqua sottostante e con esso incollata anche lei.

“Annegherò!” urlava spaventata la poverina, che priva di un’ala per volare, non sapeva neppure nuotare “E’ la mia fine!” mugolava impaurita.

E il lupo, vedendola in serio pericolo, si fiondò subito in acqua, ululando forte per farsi sentire “Non aver paura coccinella! Tieniti ben salda! Adesso appena sarò abbastanza vicino, tu salta sul mio muso, ed io ti riporterò a riva! Tranquilla!” la rassicurò Roccia, il lupo dal pelo scuro.

“Ma come farà?” “La corrente del fiume è troppo forte!” “Morirà con lei!” “E’ impossibile!” “E’ pazzo!”

“Non farlo!” urlò la coccinella atterrita “E’ troppo pericoloso!”  percependo il cuore in tumulto,  nel vedere tanta premura negli occhi di lui, che pur di salvarla si era tuffato nel fiume, bevendo acqua a sorsi “Non farlo! Torna indietro!”.

“Morirà anche lui!” “Non potrà mai salvarla!” “Lui è così grosso!” “La corrente è troppo veloce!” “Sbuffa acqua dalle zanne!” “Pazzo!”

“Salta!” le gridò il lupo, ringhiando convinto “Salta ora! Fidati! Salta sul mio naso!” E la coccinella inspirando forte l’odore di lui, riconoscendolo buono, saltò sul muso del lupo facendosi portare a terra, insieme sani e salvi.

“Grazie Roccia! Grazie! Grazie per avermi salvato la Vita!” gli sussurrò lei, cianotica, prendendo fiato a tratti.

“Di nulla … per fortuna ero di passaggio in queste terre … e ancor più per fortuna … tu sei riuscita a saltare in tempo e fidarti di me!” soffiò lui “Ce l’abbiamo fatta!”

“Grazie lupo poeta dal cuore grande!” annuì lei, raggiante. E da quel giorno la coccinella e il lupo Roccia divennero inseparabili.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti