10Nov
2017

Il Paradiso di Sonia

Fiaba di: Fagiolino22

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La fiaba

C’era una volta un piccolo villaggio posto ai piedi di una vallata, era colmo di meravigliosi fiori che lo rendevano profumato e incredibilmente colorato. Nascevano continuamente Lillà, Viole e Non ti scordar di me che inebriavano le narici dei suoi abitanti sempre felici…

In una delle strade principali del villaggio era situato un piccolo negozio, uno dei più belli della zona, sembrava infatti una bomboniera per quanto era ben curato, aveva sempre vetrine colorate e articoli che non si vendevano in nessun altra bottega del villaggio.

Il piccolo negozio era di proprietà di una bellissima ragazza che viveva da sempre e per sempre all’interno di quelle mura accarezzandolo quasi ogni giorno con i suoi occhi attenti e le sue mani preparate , quasi come fosse un delicato cucciolo….la ragazza si chiamava Sonia.

Sonia a prima vista sembrava schiva nei rapporti con i clienti, non che li amasse anzi, era sempre sorridente e ben predisposta quando entravano, ma per chi non la conosceva bene poteva sembrare fredda..invece aveva un cuore tenero come il burro ed era deliziosa quando amava ma solo pochi fortunati lo sapevano..

Il suo negozio era uno dei suoi grandi amori che danzava di pari passo con suo marito, un buffo ragazzo sempre sorridente e pieno di idee, erano fatti l’uno per l’altra e formavano una delle coppie più invidiabili di tutto il villaggio.

Sonia passava le sue giornate a sistemare il negozio, comprando merce nuova e arricchendo la piccola vetrina di colori e articoli che attiravano gente come api sul miele…aveva il tocco magico lei, dove toccava faceva oro grazie al profondo amore che metteva nel suo lavoro….

Una mattina di primavera, mentre stava sistemando in un vaso dei meravigliosi Non ti scordar di me, i suoi fiori preferiti, Sonia notò che un grande Soffione si era incastrato tra la sua vetrina e la porta di ingresso del negozio, si avvicinò allora a quel fiore cosi particolare per cercare di liberarlo, sapeva che quella specie era molto forte e non era preoccupata che si rovinasse ma non voleva che qualcuno entrando lo schiacciasse e cosi si piegò verso di lui allungando la mano per poterlo prendere ma senti un sibilo provenire proprio dall’interno della corolla.

Allora si scostò un pochino cercando di capire cosa stesse accadendo e di nuovo senti quel sibilo “hei tu lassù..mi senti?sono qui?”Sonia si guardò intorno sentendo quella voce cosi soave ma non vide nessuno…”sono qui, dentro al fiore mi vedi?”la ragazza quindi si avvicinò al fiore un po’ interdetta, allungò un dito verso la corolla la spostò leggermente e vide che dentro il fiore a gambe incrociate vi era un piccolo esserino..rimase a bocca aperta e dopo pochi minuti disse “ma tu chi sei?””sono la fata Benedetta ciao..””una fata all’interno di un fiore?ma forse sto sognando?”

“no..”rispose la fata “non stai sognando sono proprio qui e ti sto parlando”Sonia allora incuriosita da questa situazione surreale portò il fiore all’interno del negozio, lo posò sul tavolo e con molta delicatezza fece salire la fatina sulla sua mano facendola appoggiare sul pollice, la guardò e disse “come mai sei venuta da me fatina?”la fatina si spolverò un pochino il suo abito, sbuffò e guardando Sonia negli occhi disse “noi magiche creature piccole siamo costrette a nasconderci perché a causa dei nostri abiti troppo appariscenti se pur bellissimi,rischiamo troppo spesso di essere calpestate dagli uomini e cosi troviamo rifugio all’interno della corolla dei soffioni, noi facciamo un favore a loro dandogli la forza attraverso la nostra magia e loro ci permettono di viaggiare spesso grazie ai bambini che quando li vedono, si divertono a soffiarli…lo sapevi che se riesci a soffiare via tutti i semi in un colpo solo ti aspetterà una vita magica e piena di belle sorprese?”

Sonia ascoltava stupita quel meraviglioso racconto e guardava la fatina con quei suoi occhi profondi che a volte ti sapevano leggere l’anima, poi sospirò e disse “sarebbe bello poter viaggiare attraverso i soffioni e soprattutto grazie al profumato soffio di un bambino”e appoggiò pensierosa il viso sulla sua mano….a quel punto la fatina Benedetta, si stirò le gambe allungandosi sul palmo della mano di Sonia e disse “puoi farlo se vuoi, sai, niente accade per caso, se io sono qui è per regalarti un viaggio magico, un viaggio che ti porterà in un luogo meraviglioso pieno di colori e di persone con il cuore grande come il tuo”Sonia strinse gli occhi e disse “ma se faccio questo viaggio potrò tornare?””mia cara nuova amica,se decidi di fare questo viaggio non vorrai tornare perché starai talmente bene che non ne avrai voglia,”rispose la fatina “ma come posso fare?” disse Sonia “dovrei lasciare i miei affetti e il mio negozio, la mia vita qui è più che soddisfacente perché dovrei cambiarla?non si dice che non è bene lasciare ciò che hai di certo per l’ignoto?”la fatina allora si alzò in piedi e si avvicinò il più possibile all’orecchio di Sonia sussurrando “potrai però trasformarti in una splendida farfalla e posarti sulla spalla di chi vorrai tu ogni volta che lo riterrai opportuno, la persona che ti accoglierà ti sentirà attraverso il battito leggero delle tue splendide ali e saprà che tu sei lì…devi ritenerti una persona fortunata Sonia sai? Se sei stata scelta è perché il tuo cuore è più grande di tutti gli altri ed è pronto ad affrontare il viaggio più importante della tua vita….non preoccuparti per i tuoi affetti loro verranno con te attraverso il tuo cuore e tu rimarrai con loro per sempre…”

Sonia a quel punto si mise seduta sul suo sgabello preferito, quello che utilizzava per riposarsi un pochino dopo aver passato tante ore in piedi nel suo negozio e si ritrovò a riflettere su quanto le avesse detto la fatina Benedetta…dopo pochi minuti si alzò e disse “se questo luogo è cosi magico come dici credo che valga la pena visitarlo..ho deciso fatina mia bella verrò con te…”

La fatina allora passò le sue piccole e morbide mani sugli occhi di Sonia e la fece diventare piccola piccola in modo da poter entrare con lei nella corolla del soffione le prese le mani tra le sue e disse “sei pronta?andiamo….”

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