31Ago
2015

Non sono un bassotto!

Fiaba di: Noi piccoli scrittori

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La fiaba

Ragazzi, non mi crederete mai, ma vi assicuro che è la pura verità! Non sono stato mai sincero come in questo momento!

Io non sono quello che sembro. Non per essere ripetitivo, ma NON sono quello che sembro.

Certo, cammino a quattro zampe, scodinzolo se sono felice, ho i baffi, sbavo, ho un fiuto formidabile, sono peloso e ho la forma di un salsicciotto. Ma NON sono un bassotto! Sembro un bassotto, in realtà, ma NON sono un bassotto.

Insomma, io sono Mattia, capite? Quel Mattia che fino a ieri giocava a pallone in cortile, faceva gli esercizi di matematica e di grammatica, mangiava gli spaghetti con la forchetta e girava con un bellissimo paio di blue jeans. Quello che parlava anziché abbaiare, che faceva la pipì alzando la tavoletta e non la gamba, quello che portava una collanina d’oro e non un guinzaglio, quello che si spaparanzava a guardare la TV sul divano e non sopra una puzzolentissima cuccia, quello che andava a scuola in bicicletta. Come potrei ora stare sopra una bici? Ho le gambe cortissime! Almeno somigliassi ad un alano!

A questo punto una vostra domanda è lecita: se tu davvero non sei un cane bassotto, se sei davvero Mattia, allora chi è quello che se ne va in giro per casa tua, usa il tuo spazzolino, dorme nel tuo letto e, in questo preciso momento, sta abbracciando la tua mamma prima di andare a scuola?

Non l’avete ancora capito? Ma certo! È Pippo! Il mio cane.

Tutto è cominciato domenica scorsa. Sono andato al mare con la mia famiglia e con Pippo.

Il mare era splendido e calmo. L’acqua era luccicante e cristallina, la sabbia fine e calda. Ero alla ricerca di conchiglie di varie forme e colori, quando Pippo, scavando freneticamente nella sabbia umida, ha trovato un cristallo dai mille riflessi colorati.

Io l’ho preso e l’ho messo nel secchiello insieme alle conchiglie.

Quando sono tornato a casa la mamma mi ha rimproverato perché ha scoperto che avevo lasciato in disordine la mia cameretta.

In effetti la mia camera era molto disordinata, sembrava un campo di battaglia. A terra c’era di tutto: il mio pallone da calcio, il mio orsacchiotto marroncino ai piedi del letto, il dinosauro verde nella cuccia di Pippo. I cubotti colorati e i vagoncini del trenino sparsi dappertutto. Il mio armadio era aperto, vuoto, senza nemmeno un giocattolo.

Ero triste per aver deluso la mamma e arrabbiato perché volevo essere più libero, libero come il mio cane Pippo che non fa nulla dalla mattina alla sera. Detto tra noi, non mi piace mettere in ordine la mia stanza! Ho pensato che sarebbe stato bellissimo essere un cane. Un cane non deve fare tutto ciò che dicono gli adulti! Non deve ordinare i giocattoli, andare a scuola, fare i compiti, lavarsi da solo. Può fare quello che vuole!

Ma per far piacere alla mia mamma ho ordinato la mia stanzetta e ho poggiato le conchiglie e il meraviglioso cristallo sul mio comodino.

Durante la notte, mentre dormivo, mi sono svegliato perché mi è sembrato di vedere un bagliore. Ho pensato che stesse per scoppiare un temporale. Io ho una paura tremenda dei temporali, ma siccome non ho sentito nessun tuono, mi sono riaddormentato tranquillamente.

Al mattino la sveglia ha suonato, avevo ancora gli occhi chiusi quando ho sentito una puzza terribile.

– Oggi faccio il bagnetto a Pippo – ho pensato – altrimenti la mamma non mi permetterà più di far dormire Pippo nella mia cameretta!

Quando ho aperto gli occhi ho scoperto che era successo qualcosa di strano. Ero raggomitolato nella cuccia di Pippo. Io ero un bassotto e Pippo un bambino. Forse il cristallo aveva un potere soprannaturale? Penso proprio di sì! Che guaio!

A dir la verità, all’inizio mi sono spaventato. E chi non avrebbe avuto paura? Ma poi ho pensato che essere un cane può essere divertente e ha tanti aspetti positivi. Che bello rimanere a dormicchiare mentre Pippo fa i capricci perché non vuole andare a scuola. Lui non è abituato ad alzarsi presto!

Io invece posso giocare, quanto voglio, con un osso di gomma in salotto. Vado con la mamma a fare una passeggiata al parco e al ritorno posso ancora dormire! Che pacchia! Gioco ancora un po’ con l’osso e poi dormo ancora!

Uffa! È passata un’ora e mezza e non so più cosa fare? Che noia! Quando torna Pippo? Ho bisogno di coccole e di compagnia!

Eccolo! Che faccia imbronciata! Cosa sarà successo a scuola?

– È stato un disastro! Non conoscevo nessuno, non sapevo rispondere alle domande della maestra. Ma cosa sono le tabelline? – dice Pippo alla mamma.

– Avevo disegnato un bellissimo gigantesco osso, ma la maestra mi ha sgridato. – grida Pippo incredulo – Ma perché?

– Tesoro, ma che ti succede? – gli chiede la mamma un po’ preoccupata e un po’ stupita – Sei sempre stato bravo a scuola. Forse hai bisogno di riposarti. Ora mangia e poi fai una bella dormita. Vedrai che starai meglio!

La mamma non immagina minimamente quello che ci è successo!

Dopo il sonnellino Pippo comincia a fare i compiti, ma non riesce proprio a fare gli esercizi di matematica. Allora la mamma lo aiuta. Che ingiustizia! Quando le chiedevo di aiutarmi in matematica, mi diceva sempre che era molto occupata!

Nel frattempo io mi annoio! Che barba essere un bassotto!

Finalmente Pippo ha finito i compiti, ha messo tutto a posto e chiede alla mamma di andare al parco con i miei amici. E la mia mamma gli dà subito il permesso.

Pippo è proprio fortunato!

E io? Sono stato lasciato a casa! Sono triste, abbandonato e solo. Vorrei stare con i miei amici, vorrei abbracciarli. Ma non posso perché sono solo un cane! Ed io che credevo che fosse bello essere un cane! In questo momento Pippo si starà divertendo con i miei amici! Quand’ero bambino non ho mai pensato a come si sentisse solo il mio cane!

Potrei scappare per andare anch’io al parco, ma sarebbe troppo pericoloso per me! Non voglio stare più in questa cuccia puzzolente, mi sento giù di corda. La mamma gioca un po’ con me, ma io non ho voglia di giocare… Sono troppo triste.

– Andiamo a passeggio? – mi chiede la mamma. E io dico di sì con tutto il mio corpo. Saltello, scodinzolo, mi alzo e agito le zampette. La mamma mi mette il guinzaglio. Finalmente si esce! Sono felice! Sto per andare al parco anch’io! Ma dopo una passeggiatina di tre minuti… torniamo a casa.

Uffa! Che noia! Pippo non è ancora tornato a casa! Mi sento proprio trascurato dal mio padroncino! Ma cosa avrei dovuto aspettarmi da lui? Anch’io lo lasciavo spesso a casa, anche quando avrei potuto portarlo con me!

Ah! Se potessi tornare bambino!

Ma guarda un po’ che fortuna! La porta è socchiusa!

Quasi quasi vado anch’io al parco…

Ho deciso: VADO!

Mamma mia, che paura! Le automobili sono enormi e veloci come treni! Meno male, ecco delle strisce pedonali! Ce l’ho fatta ad attraversare la strada, ma è stato terribile!

Sniff… sniff! Che odorino delizioso di salsiccia sento con il mio formidabile fiuto! Non riesco proprio a resistere! Quelle salsicce devono essere mie!

Ecco le mie salsicce! Sono nella busta di una simpatica vecchietta che è appena uscita da quella macelleria. Sarà un gioco da ragazzi! Ops! … da cani!

Mi avvicino quatto quatto senza far rumore e gnam… addento la busta. Io tiro, tiro, ma la vecchietta non molla la presa. Oh no! Il macellaio ha chiamato l’accalappiacani! Aiuto! Aiuto!

Che vita da cani! Volevo solo una salsiccia e invece mi ritrovo solo soletto in una gabbia fredda e sporca di un canile!

Il canile è grande e buio. Molti cani abbaiano nelle loro gabbie: dicono che vogliono essere liberi. Io li capisco!

Non preoccupatevi amici miei! Sono arrivato io: SUPERBASS!

E voi volete sapere cosa ho fatto?

In un momento di distrazione del guardiano ho aperto con la zampetta il ferretto della mia gabbia e poi ho liberato tutti gli altri cani. È stato il mio momento di gloria!

Ma mentre tutti scappavano, io sono stato catturato dal guardiano che mi ha rimesso in gabbia, in una gabbia chiusa con un lucchetto! Tutti gli altri cani sono liberi! Beati loro! Potranno trovare qualcuno che si occuperà di loro, li curerà, li nutrirà e li renderà felici per sempre.

Io invece sono qui. Solo e abbandonato. Non faccio altro che annoiarmi in questa gabbia. Non c’è nemmeno un giochino! Chissà se Pippo si sta preoccupando della mia scomparsa!

Sono ore che aspetto invano! Ormai sono senza speranze! Rimarrò per sempre in questo posto orribile!

Ma chi è quel bambino? Sì, è proprio lui! È Pippo che viene a prendermi! Che felicità!

Pippo dice al guardiano che mi ha cercato per ore ed ore. Allora mi vuole bene! Merita proprio una leccatina. Non so come ho fatto, ma gli sono saltato addosso. Grazie Pippo! Sei il mio eroe! Torniamo a casa!

È già sera, nel cielo blu si vedono già le prime stelle. Che bello essere finalmente di nuovo al calduccio e soprattutto con tutta la mia famiglia!

Dopo una cena deliziosa, ci vuole propria una bella dormita nella mia puzzolente, ma morbidissima cuccia.

È stata una strana giornata! Come dire? Una giornata da… cani!

Buonanotte a tutti! Mi si chiudono gli occhi per la stanchezza!

Driiiiiiiiin!

Ma dove sono? Nel mio letto?!? Ma allora ho sognato tutto! Evviva, sono di nuovo un bambino! Un bambino diverso però!

Eccoti Pippo, ti voglio tanto bene!

Pippo, amico mio! Non ti trascurerò più come prima!

Forza pigrone! Da oggi voglio giocare di più con te!

Ti prometto che quando tornerò da scuola faremo sempre tutto insieme.

Saremo due inseparabili amici per la pelle!

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